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Dimissioni in massa nella Lega: si dimettono dal partito Massimo Bello e Davide Da Ros

5' di lettura Senigallia 15/02/2019 - È bagarre all'interno della Lega che perde due dei suoi più noti rappresentanti. Ad annunciare le loro dimissioni dal partito di Matteo Salvini sono il consigliere comunale di Senigallia Davide Da Ros e Massimo Bello, ex sindaco di Ostra Vetere e consigliere dell'Unione dei Comuni.

Queste le parole con cui Bello ha comunicato al senatore leghista Arrigoni la sua decisione. "Pregiatissimo Senatore Arrigoni, le comunico di rimettere nelle Sue mani le mie dimissioni da sostenitore della LEGA. In questo periodo, seppur breve, mi sono attivato per esercitare una vera e seria azione politica ed istituzionale nel mio territorio di competenza, coinvolgendo, altresì, persone di indiscusso livello, nell'ottica di realizzare una reale opposizione al regime politico, e non solo, che da decenni amministra Senigallia, ma anche la nostra provincia e la nostra regione -scrive Bello-. Purtroppo, ho dovuto riscontrare che i miei avversari non sono solo la sinistra e il PD, ma anche taluni, che dovrebbero essere dalla mia parte politica. Costoro, sfortunatamente, sono intenti a farsi guerre fratricide, con l'obiettivo di uno scranno di opposizione e senza cercare di costruire una vera alternativa politica e di qualità, la quale liberi dall'attuale giogo tante persone, che in questo periodo ci hanno dato fiducia e che si sono affiancate a noi in tante battaglie di libertà a Senigallia e in questo territorio vallivo, che conta ben nove Comuni".

Una situazione difficile, all'interno della Lega, riscontrata anche dal consigliere comunale Da Ros. "I rapporti interpersonali in politica sono una fonte enorme di soddisfazione e felicità, ma sono anche la principale causa di insoddisfazione e infelicità, politicamente parlando. Purtroppo tutti i fenomeni e le situazioni hanno due facce, di solito contrapposte. Quindi, una delle "chiavi" per rimanere felici e tranquilli consiste nell'ignorare parole, atteggiamenti e comportamenti di quelle persone che non vogliono e non cercano un "bene comune", ma agiscono solamente seguendo un loro profitto e/o tornaconto. Ci sono momenti nella vita che è meglio prendere le distanze per una questione di salute mentale propria, perché esistono atteggiamenti che possono destabilizzare chi agisce con onestà intellettuale impedendogli di esprimere il proprio potenziale. Rendersi conto che alcuni rapporti sono "tossici" per la propria persona, sono il primo passo per liberarsene. Quando le critiche non sono destinate ad aiutarci a migliorare, ma solo a scoraggiarci e a farci sentire inferiori, è inutile continuare, sarebbe tempo perso per tutti. Prendendo atto che l'azione politica ed istituzionale posta in essere dal sottoscritto, un'azione seria sia a livello politico che culturale, cosa mai avvenuta a Senigallia e nelle Valli del Misa e del Nevola, non è bastata a far fare "quadrato" ad un partito, la LEGA, ma è stata totalmente ignorata lasciando invece libero spazio alle "guerre interne", da sempre il male dei partiti e della politica, ho dato le dimissioni. La LEGA, partito del quale condivido in toto l'operato, sta dimostrando agli italiani, grazie al Ministro Matteo Salvini, che con il "fare" si può cambiare andando verso una direzione totalmente diversa da quella che era prima del 4 marzo 2018. Questo a livello nazionale, peccato invece che nelle Marche, in particolare a Senigallia, la politica, le azioni e i comportamenti delle persone, non seguono il "bene comune", ma vanno nella direzione di lotte "intestine" senza senso e che non porteranno a nessun risultato positivo -scrive Da Ros- Sono, e rimarrò convinto che la politica si fa sul territorio con l'aiuto di tutti, e non da soli perché "ignorati" in quanto si preferiscono altre "zone" della stessa regione. Sono stato accusato di essere un "traditore" perché alle elezioni provinciali non ho espresso il nominativo che il partito, la Lega, aveva "imposto" di votare. In primis vorrei ricordare che il voto è libero ed è sancito dalla Costituzione, e quelle erano appunto votazioni provinciali. Nel caso di "convergenze" su un determinato nome, questo si discute in una assemblea, nelle riunioni, e non si impone, come invece è stato fatto, senza sentire nessuno e senza nessun dibattito. Dulcis in fundo, il giorno della votazione il nominativo "prescelto da pochi" andava chiedendo in giro "come funzionasse il Consiglio provinciale", il che ti fa ben capire quanto possa interessare a "chi decide", la professionalità e la qualità delle persone".

"A fronte di questo non ho avuto nessun tentennamento nel non seguire "l'ordine" di votare la persona che mi si voleva "imporre", e ho votato quindi secondo coscienza e onestà, sia politica che personale. Credo da sempre nella vera politica e da sempre rigetto le "pastoie", gli "inciuci" e il fare politica solamente "eseguendo ordini". In politica conta la qualità, e nessuno potrà mai dirmi che in tre anni non abbia cercato di alzare il livello qualitativo della politica a Senigallia. L'ho fatto, prove alla mano, ma non è servito, ancora una volta si preferiscono le lotte intestine senza senso -aggiunge- Non si fa politica con un selfie, un banchetto o con delle raccolte firme, la politica è dialogo, è qualità, è formazione, è scambio di opinioni, è dibattito. Purtroppo tutto questo non fa parte della Lega di Senigallia, che tra parentesi è commissariata a livello locale, provinciale e regionale, il che la dice lunga su come sia messa, e altro non potevo fare che rassegnare le dimissioni per cercare di operare nella politica con onestà e rettitudine seguendo dei canoni democratici senza invidie e livore, cosa che continuerò a fare esattamente come prima. Tra parentesi, se avessi ambito ad un "posto al sole" come tanti altri, di sicuro avrei "eseguito l'ordine" con un bel sorriso pensando agli interessi personali, ma al sottoscritto piace l'onestà delle proprie azioni e non ha "mire" personali. Quando la sera mi corico, chiudo gli occhi e dormo sereno e con la coscienza pulita, altri non lo so".

In pdf la lettera di dimissioni e la memoria sui fatti della Lega presentati da Massimo Bello








Questo è un articolo pubblicato il 15-02-2019 alle 19:05 sul giornale del 16 febbraio 2019 - 6130 letture

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