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Montemarciano: M5S, "A difesa della costa Ceriscioli fa promesse da marinaio"

Erosione costiera marina di montemarciano 7' di lettura 25/01/2019 - L’erosione costiera è problema diffuso lungo tutte le coste marchigiane, e purtroppo la costa di Marina di Montemarciano ne soffre in maniera particolare da almeno trent’anni.

Questa situazione ha causato forti problematiche agli insediamenti, abitativi e di attività, dei nostri concittadini; la stessa Amministrazione regionale ammette tra le righe, nella parte iniziale del suo corposo documento, le proprie responsabilità “Esistono infatti tratti di litorale in cui la pressione antropica, le opere di difesa costiera in adiacenza, il ridotto apporto di sedimenti naturali da parte dei “nastri trasportatori” (fiumi) e l’interruzione/rallentamento del trasporto solido lungo costa, hanno reso il sistema costiero estremante vulnerabile e poco resiliente nei confronti della costante azione erosiva marina e di conseguenza anche poco o per nulla fruibile dal punto di vista turistico”. Un danno turistico, economico e di sviluppo aggravatosi nel tempo, e al quale le Amministrazioni succedutesi a livello locale e regionale hanno risposto in maniera palesemente inefficace, con opere di difesa costose che hanno prodotto risultati insoddisfacenti.

Da ultimo il Presidente PD della Regione Marche, Ceriscioli, che finalmente ricordandosi che esistono anche questi gravi problemi con risvolti ambientali ed economici, si è palesato la scorsa estate a Marina ad incontrare chi sulla spiaggia vive e lavora. Opinione comune degli invitati è che Ceriscioli, agli incontri di persona, abbia dato ampia assicurazione di opere di difesa a protezione dell’intero litorale, facendo intendere nettamente fossero scogliere rigide emerse, e facendo leva sul Fondo europeo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2014-2020 ed un confinanziamento delle Ferrovie.

E qui iniziano le prime incongruenze; da un accesso atti presso la Regione fatto a fine 2018 lo stanziamento di 8/milioni di euro del FCS è confermato (delibera CIPE 25/2016) ma non è destinato unicamente a Montemarciano, bensì è “intestato” in condivisione Montemarciano-Falconara. Qual è quindi la “parte” di fondi sulla quale poter valutare la solidità di quanto promesso? Dalla risposta della Regione: non si sa. Anche perché, come riportato, “la progettazione non è inziata”… (e quindi su che base è stato determinato l’ammontare dei fondi?).

Le incongruenze aumentano andando a leggere il Piano Integrata delle Zone Costiere (GIZC) prospettato dall’Amministrazione PD. La costa di Marina è idealmente suddivisa in 3 sezioni:

il primo, a nord, è in continuità con il litorale sud di Senigallia per un totale di c.a. 3 km

il secondo è interamente all’interno di Marina di Montemarciano per un totale di c.a. 3,08 km

il terzo, a sud, è in continuità con Falconara per un totale di c.a. 1,4 km

Gli interventi previsti dal Piano sono distinti per sezione. Ed è qui che scopriamo un’altra incongruenza del Presidente Ceriscioli: le scogliere sono previste solo nel 3° tratto, quello più a sud in continuità con Falconara. Ma come Presidente? E le prime due sezioni? Lì il Piano prevede espressamente: ripascimenti! Con materiale di cava. Ovvero gli stessi, costosi ed inefficaci, interventi avuti sempre negli ultimi anni. Tanto sostenuti dal PD, sia locale che regionale, ecco che vengono previsti come unici interventi per oltre l’80% della costa che ci riguarda. Ed anche la sezione restante – la terza a sud – non ne è esente nel Piano.

E’ possibile che delle tante persone con cui ha parlato, Presidente, tutte l’abbiano fraintesa? O è forse più probabile che a parole sono state fatte delle promesse subito sconfessate al primo documento ufficiale (il Piano GIZC)? E così scogliere così promesse a parole sono già naufragate ai primi fatti.

Le incongruenze delle promesse Ceriscioli non finiscono purtroppo qui. Controllando le stime dei costi previsti per le opere – di fonte Regione, non di altri – si nota che l’ammontare dei ripascimenti per le tre sezioni è di 15,44/milioni di euro mentre per le scogliere emerse è di 5,27/milioni; il che mostra ancora più chiaramente dove punti la volontà del PD che amministra. E fa sorgere un altro problema: se il totale delle opere delle tre sezioni somma a quasi 21/milioni di euro esattamente come intende finanziarle? Anche ammettendo un ulteriore stanziamento di 2/milioni che dovrebbe esserci per la spiaggia Senigallia-Montemarciano, di cui vi sono rumors ancorché non sia riportato nella documentazione della Regione, il totale su cui può contare per mantenere le sue promesse, Presidente Ceriscioli, è di 16/milioni. Le mancano almeno un quarto dei fondi!

Salvo ovviamente un purtroppo classico aumento dei costi in fase realizzativa che lieviterebbe ulteriormente questa mancanza…

Naturalmente le previsioni possono essere “di massima” e che le opere vengano realizzate mano a mano che si reperiscono i fondi necessari al finanziamento. Ma allora, Presidente, quando terminerete di proteggere la nostra costa? Ad oggi non si può sapere – perché “la progettazione non è ancora avviata”, ricordate? – però una stima di cronoprogramma è possibile rinvenirla leggendo i documenti. E’ previsto che i lavori non partano prima dell’inizio del 2020, mentre il termine dovrebbe essere a metà del 2021 per il tratto in continuità con Senigallia, ma solo alla fine del 2023 per le altre due sezioni! Insomma, secondo Ceriscioli, se tutto va bene, il risultato si vedrà al termine del prossimo mandato a Montemarciano.

A quelle già elencate si aggiunge infine una quinta incongruenza tra quanto Ceriscioli ha promesso e quanto effettivamente dimostrano i documenti. Non solo l’ammontare dei finanziamenti appare insufficienti, ed i conseguenti tempi di realizzazione lunghi, ma la Regione stessa qualifica le coperture finanziarie come “ipotizzate”. Insomma sembrano pochi, sembrano insufficiente e forse nemmeno saranno tutti? Ci auguriamo proprio di no, sarebbe davvero il punto più basso delle “promesse da marinaio” di Ceriscioli e del PD.

Il problema, oltre che finanziario ed ambientale, è anche politico. Il Presidente sa che ha promesso opere, come le scogliere, che non ha mai avuto intenzione di realizzare, come il Piano di Gestione Integrata della Costa dimostra. Le scogliere emerse sono barriere fisiche che hanno un importante “effetto collaterale”: deviano la corrente tipica delle nostre zone verso nord, andando così a proteggere una zona a discapito di un’altra limitrofa. Lo sanno bene i nostri concittadini di Marina, nella zona lungomare centro-nord. Dopo la realizzazione delle scogliere sud, di fronte alla ex Montedison, la forza erosiva delle correnti, deviata a nord, ha colpito con un’intensità maggiore rispetto al passato. Ecco un altro motivo del perché le promesse di Ceriscioli sono “da marinaio”. Se realizzasse le scogliere fino al confine di Montemarciano, così come aveva promesso e lasciato intendere, queste devierebbero la forza verso il litorale di Senigallia. Questa posizione gli risulta impossibile da sostenere, e lui lo sa bene, ma nonostante tutto promette.

Per evitare questi effetti negativi, per altro ingiusti nei confronti dei nostri vicini, nel M5S pensiamo che le soluzioni dovrebbero essere altre iniziando proprio dal Piano di Gestione della Costa. Ho così presentato tre proposte di integrazione al Piano che, se approvate, chiarirebbero definitivamente che è possibile approntare sistemi di difesa differenti, già utilizzati nel Mondo, che tendono a deviare le forze fino ad annullare gli effetti collaterali.

Attenzione: queste opere sono GIA’ compatibili con il Piano, e chi vi racconta qualcosa di diverso o non lo ha letto e sbaglia o sa di nascondere la verità. Il Piano, infatti, stabilisce che gli interventi previsti non sono strettamente vincolanti “in quanto studi specifici e approfonditi in fase di progettazione potrebbero dimostrare soluzioni migliori dal punto di vista funzionale, economico, ambientale, etc”. Ciò non di meno, e per evitare “dubbi” in chicchesia, nonché a miglior funzionamento dell’azione pubblica, ho proposto di estendere le opere “non convenzionali” all’ampiezza completa delle tre sezioni che riguardano la nostra costa, e non solo a parte di esse (come già previsto).

Abbiamo ricevuto conferma che le proposte sono state ritenute ammissibili, e sono ora al vaglio assieme alle altre tese a modificare il Piano GIZC. Ci auguriamo che proposte così di miglioramento, che ampliano le possibilità di intervento a difesa della costa, e che non sono certo “promesse da marinaio”, vengano accolte a maggior tutela di un nostro vero e proprio patrimonio pubblico: la costa di Marina.


da Gabriele Gigli
Portavoce MoVimento 5 Stelle Montemarciano





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-01-2019 alle 09:40 sul giornale del 26 gennaio 2019 - 816 letture

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