Indagine del Mef: "I sei punti alla Corte dei Conti hanno fatto risparmiare soldi al Comune"

Senigallia 16/01/2019 - Sono stati archiviati 12 dei 18 rilievi sollevati dal Ministero dell'economia e delle finanze sollevati nel 2016. Ne restano 6 ancora da chiarire che sono stati trasmessi alla Corte dei Conti che potrà decidere se analizzarli o archiviarli.

"Per una questione di routine che riguarda ben 800 comuni in Italia, siamo stati messi in una gogna mediatica fatta di mistificazioni -ha detto il sindaco Maurizio Mangialardi- come se non volessimo rispondere ai 18 punti contestati (alcuni parlavano addirittura di 20). Ma il Ministero non pone limiti di termine proprio perché c'è bisogno di tempo. Abbiamo scelto di affrontare la questione in modo serio, prendendoci il tempo necessario per ricostruire situazioni anche parecchio indietro nel tempo."

Il Mef aveva infatti sollevato questioni relative a bilancio, personale, organismi partecipati e appalti del periodo tra il 2010 e il 2015.

"Siamo consapevoli di aver lavorato bene - ha aggiunto Mangialardi- e al 90% la Corte dei conti non avrà niente da obiettare alla documentazione prodotta in risposta ai 6 quesiti ancora da chiarire. Siamo stati denigrati e umiliati, ci hanno trattato come come se fossimo "scappati con la cassa", e di questo si devono vergognare. Ma il Mef ha già archiviato 12 punti riconoscendo che la macchina amministrativa ha agito in modo corretto, anche se interpretando in modo diverso quanto previsto da una legislazione che spesso agisce in maniera schizzofrenica, con norme che cambiano contrapponendosi nel corso del tempo".

"Ci tengo soprattutto a difendere l'ente -ha aggiunto il vice sindaco Maurizio Memè- perché queste situazioni e il comportamento di certa opposizione innescano nel cittadino il sospetto e lo disorientato. Un conto sono le scelte politiche di una amministrazione comunale, scelte strategiche che possono essere legate ad un certo orientamento politico, un'altra cosa è la macchina comunale che agisce per il bene della collettività e se giungono delle osservazioni dal Ministero servono anche per tarare il metodo."

Sulle 6 questioni rimaste ancora aperte ha chiarito il segretario generale del Comune, Stefano Morganti: "Una delle questioni è quella che riguarda la percentuale dei dirigenti a termine (cioè che finiscono il loro mandato insieme al sindaco). Nel tempo le normative sono cambiate prevedendo la presenza di dirigenti a tempo indeterminato. Con l'amministrazione Mangialardi però c'è stata una riduzione del numero di queste figure da 12 a 4 con un'inequivicabile riduzione della spesa. Un'altra questione è legata alla mancata valutazione della performance dei dirigenti necessaria per l'eventuale adeguamento del compenso; qui il problema è legato al fatto che per alcuni anni il bilancio veniva approvato in ritardo ed era dunque impossibile allinearsi a questo asincronismo di Bilancio. C'è poi la questione di progetti con la Polizia Municipale, e che in un periodo di particolare affluenza, come in estate o nei weekend venivano messi in piedi per garantire maggiore sicurezza in città. Nel progetto si prevedeva un turno dalle 24 alle 6 del mattino con retribuzioni aggiuntive per chi operava. Si trattrava di progetti che ora i comuni non possono più attuare e forse sono stati spesi soldi che non si potevano spendere, ma la finalità era quella di garantire la sicurezza in periodi di particolare affluenza di persone in città. Un altro punto in sospeso è legato all'interpretazione della norma che prevede incentivi alla progettazione. C'è poi la dibattutissima questione dei contratti per i servizi alla persona. Alla Amministrazione vengono contestate le proroghe (spesso fatte alle cooperative), per la gestione di tali servizi. In questo caso la mancata apertura di gare ha permesso un notevole risparmio economico, per cui il Comune ha scelto di agire secondo economicità. Purtroppo il Mef controlla le procedure, non il risparmio."

"In questi anni siamo stati accusati di non aver comunicato ciò che l'amministrazione stava facendo per rispondere al Mef e forse é vero -hanno aggiunto sindaco e vicesindaco- ma l'atteggiamento dell'opposizione che si è posta in modo non dialogante con attacchi e lettere alla Corte dei Conti senza che fossimo prima intrepellati ci ha spinto ad agire in modo da non doverci difendere da ulteriori attacchi. Qualsiasi risposta avrebbe provocato nuove strumentalizzazioni politiche della vicenda, che aveva invece bisogno della calma e del tempo per essere affrontata con la massima serietà."






Questo è un articolo pubblicato il 16-01-2019 alle 14:35 sul giornale del 17 gennaio 2019 - 1132 letture

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