Calo delle nascite: nelle Marche -6%, calano i nati in tutti gli ospedali. Si salva solo Senigallia

Senigallia 10/01/2019 - E' allarme natalità nella regione Marche. L'anno appena concluso è stato decisamente “nero” sul fronte delle nascite. Seppure in linea con una tendenza nazionale, nelle Marche nascono sempre meno bambini e il 2018 ha fatto registrare il picco più basso. Dal 1 gennaio al 31 dicembre infatti, in tutta la Regione, sono venuti alla luce solo 9.843 bebé, con un calo netto della natalità pari al 6%.

Un dato che stride con quello dell'anno precedente, quando i nati furono ben 10.450. Ma non solo. Andando a ritroso di qualche anno, la situazione non era mai stata cosi precaria. Nel 2016 infatti nei punti nascita della regione Marche vennero alla luce 11.099 neonati, nel 2015 11.569, nel 2014 11.968, nel 2013 12.287, nel 2012 13.007 e nel 2011 furono 13.874. Dai dati emerge che per la prima volta le Marche sono scese sotto quota 10 mila sul fronte della natalità. Sviscerando meglio i dati, si nota come il calo riguardi tutti i punti nascita dei vari ospedali della regione, anche quelli che avrebbero dovuto beneficiare della chiusura di punti nascita limitrofi. L'unico punto nascita che si “salva” è quello dell'ospedale di Senigallia. Il reparto di ostretricia e ginecologia della Spiaggia di Velluto infatti rimane in perfetto equilibrio e dunque, non subendo cali, rappresenta una controtendenza rispetto a tutti gli altri punti nascita della Regione.

Fanno “scalpore” i cali delle nascite anche in ospedali che da sempre rappresentato punti di riferimento perché bacino di un'ampia fetta della popolazione, come il Salesi di Ancona, o il San Salvatore di Pesaro. Nel dettaglio, fra tutti i 13 punti nascita dislocati nei vari ospedali della regione, i cali più ingenti sono stati registrati a Civitanova Marche, Urbino e ad Ancona. Nel presidio ospedaliero unico dell'area vasta 3 di Civitanova infatti le nascite sono precipitate del 15%, con 602 parti eseguiti nel 2018 contro i 708 dell'anno precedente. Non se la passa meglio l'ospedale S. Maria della Misericordia di Urbino dove il calo delle nascite è stato del 14%, con i 566 bambini nati nel 2018 contro i 652 del 2017. Calano le nascite anche al Salesi di Ancona, con la divisione del presidio ospedaliero che registra un -10% (825 parti del 2018 contro i 915 del 2015) cui si aggiunge il -1% della clinica del Salesi con 1174 parti contro i 1187 del 2017.

Non passano inosservati i cali del -9% dell'ospedale di Fermo (con 821 parti del 2018 contro i 900 del 2017) e dell'8% dell'ospedale Santa Croce di Fano (con 663 parti a fronte dei 715 del 2017). La “classifica” dei cali delle nascite, prosegue con il -7% dell'ospedale di San Benedetto del Tronto, con 821 parti nel 2018 contro gli 802 del 2017, cui seguono con un testa a testa, i punti nascita degli ospedali Carlo Urbani di Jesi (826 parti contro i 788 del 2017), Engels Profili di Fabriano (318 contro i 332 del 2017) e il Mazzoni di Ascoli Piceno (558 parti contro i 585 del 2017) dove il calo è stato del -5%. -4% per l'ospedale San Salvatore di Pesaro, con 758 parti nel 2018 a fronte dei 790 del 2017 e infine -2% per l'ospedale di Macerata con 1363 parti contro i 1385 del 2017.

A “salvarsi” in questa classifica in negativo è solo il punto nascita dell'ospedale di Senigallia dove la differenza è di una sola nascita, nel 2018 sono nati 645 bimbi in linea con i 646 del 2017. Soddisfatto il primario del reparto di ostetricia e ginecologia di Senigallia dott. Nevio Cester che sottolinea come la tenuta di Senigallia, "premi l'azione intrapresa nelle politiche di attenzione e cura verso le partorienti".






Questo è un articolo pubblicato il 10-01-2019 alle 00:30 sul giornale del 11 gennaio 2019 - 1161 letture

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