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Perché il mercato libero energetico è slittato al 2020?

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di Redazione


Il mercato libero energetico è un'enorme rivoluzione nel settore ed è un passaggio che segna la liberalizzazione di un campo d'investimento molto importante e la possibilità, per gli utenti, di scegliere tra operatori e proposte commerciali anche molto diverse tra loro. Tuttavia, questo momento è stato ulteriormente messo in stand-by almeno fino al 2020. La Commissione Affari Istituzionali del Senato ha, difatti, fatto slittare la liberalizzazione del mercato energetico con un emendamento.

Il passaggio al mercato libero era stato fissato inizialmente al prossimo anno e precisamente a luglio del 2019; con questa proroga, invece, si arriva al 1° luglio del 2020. Questo vuol dire che l'attuale situazione di mercato a maggior tutela si protrarrà per altri due anni.

Mercato libero energetico, perché la proroga

Ma perché il Senato ha bloccato la liberalizzazione fissata per il prossimo anno, facendola slittare ulteriormente fino al 2020? Concedere un altro biennio ai consumatori per scegliere in modo ponderato il proprio fornitore energetico, quindi di luce e gas, è legato, con ogni probabilità, all'attuale situazione italiana in cui la maggior parte degli utenti si trova, ancora oggi, vincolata al mercato a maggior tutela. Il vincolo, in realtà, è solo immaginario perché già oggi si ha la possibilità di cambiare fornitore e aderire a qualsiasi tipologia di offerte commerciali per la propria fornitura, sia domestica che commerciale o aziendale, di energia elettrica e gas naturale. Permangono sul mercato i principali fornitori Enel e Eni, che hanno però aggiornato le proprie offerte. In effetti, dal 2003 per il gas naturale e già dal 2007 per l'energia elettrica, siamo liberi di cambiare il nostro fornitore esattamente come facciamo per la telefonia. La maggior parte degli italiani, tuttavia, non cambiano operatore energetico anche da oltre 10 anni, peggio ancora se guardiamo quello che accade nel campo del gas naturale. Circa il 63% dei consumatori del nostro Paese, infatti, è ancora legato al mercato di maggior tutela. Ha abbandonato il mercato a maggiore tutela solo poco più del 34% dei consumatori domestici per l'energia elettrica e poco meno del 40% per il gas.

Da cosa dipendono i costi energetici

Tuttavia, come funziona esattamente questo comparto? In questo settore i prezzi delle forniture energetiche vengono decisi ogni tre mesi dall'autority che vigila sul settore, ovvero l'Arera. Questa decide il prezzo della materia prima, ovvero della componente energetica che è vincolante per tutti i fornitori, e che finisce per condizionare, con queste decisioni, anche altre voci presenti sulla bolletta della luce e del gas. Pensiamo ad esempio, ai cosiddetti oneri di sistema, vale a dire i costi aggiuntivi che sono addebitati in bolletta e che mirano a finanziare gli aiuti e i bonus pensati per chi è in difficoltà o per chi usufruisce delle agevolazioni per le energie rinnovabili. Anche i prezzi stabiliti per il gas e l'acqua sono decisi dall'Arera. Insomma, i costi dell'energia sono condizionati dalle quotazioni, spesso molto variabili, della materia prima, ovvero del carbone e del petrolio. In un regime energetico libero, i prezzi della componente energia saranno decisi direttamente dai diversi operatori che si muovono in libera concorrenza tra di loro.

Cos'è il mercato libero energetico

In tale contesto, va analizzato cosa si intende quindi per mercato libero energetico e cosa cambierebbe - e cosa no - rispetto all'attuale regime di maggiore tutela. Come abbiamo già detto, a cambiare sarebbe la possibilità di scelta per i consumatori e la competizione tra i fornitori energetici. Tuttavia, anche in un mercato liberalizzato al 100%, cioè quello che avverrà dal 1° luglio 2020, in bolletta alcune voci resteranno comunque, fisse. Si tratta delle voci relative alle spese di trasporto della componente energetico, al montaggio del contatore e alle tasse. Anche per questo molti esperti evidenziano che ad oggi non è ancora possibile stabilire un confronto certo tra le garanzie, i vantaggi e il risparmio dei consumatori dei due tipi di mercato. In ogni caso, dal 1° luglio 2020 tutti i consumatori italiani si ritroveranno, comunque, a fare i conti con i propri consumi energetici e a fare una scelta. D'altro canto, il Governo dovrebbe offrire, da qui ai prossimi due anni, un sistema trasparente che consenta di scegliere e valutare tutti i costi e i benefici dell'eventuale passaggio al mercato energetico libero.



Questo è un articolo pubblicato il 27-11-2018 alle 18:30 sul giornale del 27 novembre 2018 - 579 letture