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Un turista: "Tassa di soggiorno troppo alta", Mangialardi: "Compensata dalla qualità dell'offerta turistica"

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di Sara Santini
senigallia@vivere.it


spiaggia di senigallia
Una tassa di soggiorno spropositata che farebbe scappare i vacanzieri, questo quanto lamenta un turista che ha trascorso le proprie vacanze estive sulla spiaggia di velluto.

"Mi sto domandando se tornare in vacanza a Senigallia nell'estate 2019 dopo che mi sono ritrovato questa estate la tassa di soggiorno aumentata del 100% - lamenta l'uomo rivolgendosi al sindaco - Pazzesco mai vista una cosa del genere. Una tassa ingiusta e pure raddoppiata ad una famiglia come la mia che vengo in vacanza da più di 10 anni a Senigallia 30 giorni all'anno. Famiglia di 5 persone pensi quanti euro ho lasciato nel territorio. Spero proprio che riveda questa cosa, i turisti così li fate scappare" lamenta l'uomo.

La tassa di soggiorno è un'imposta, introdotta nel 2011, che ogni ospite deve corrispondere per ogni notte trascorsa in alberghi, bed&breakfast, ostelli e campeggi delle principali città non solo dell’Italia. Varia a seconda delle località d’interesse artistico, culturale o turistico in cui si soggiorna. Alcuni comuni hanno introdotto una tassazione fissa, altri, come il comune di Senigallia, hanno scelto di variare i costi in base alla categoria dell’alloggio che oscilla da 1 a 2 euro al giorno. A Senigallia la tassa di soggiorno è in vigore dal 1 aprile 2012. Si tratta di una imposta applicata anche in altri paesi europei. Le entrate relative alla Tassa di soggiorno vengono in primo luogo utilizzate per manifestazioni ed eventi culturali.

È proprio questa l'importanza dell'imposta, come ha chiarito il primo cittadino: "L'imposta di soggiorno rappresenta per la città di Senigallia ma anche per le centinaia di comuni italiani che l'hanno istituita una necessaria fonte di finanziamento, alla quale diventa inevitabile fare ricorso nel contesto di un restringimento dell'autonomia finanziaria degli enti locali - ha spiegato Mangialardi - Tengo però a sottolineare che è previsto che il gettito derivante dalla stessa imposta debba essere destinato a finanziare interventi e servizi in materia di turismo, oltre che la manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali e dei relativi servizi pubblici attivati.

Comprendo pertanto il rammarico che racconta, ma ritengo che le cifre richieste siano largamente compensate dalla qualità della nostra offerta turistica, valutazione che credo possa essere confermata anche dalla considerevole crescita dal punto di vista delle presenze turistiche che Senigallia ha registrato negli ultimi anni, rendendo quindi probabilmente soddisfatti decine di migliaia di turisti anche a fronte del piccolo contributo che viene richiesto ai nostri ospiti".



spiaggia di senigallia

Questo è un articolo pubblicato il 14-11-2018 alle 09:35 sul giornale del 15 novembre 2018 - 1180 letture