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Alluvione: il Comune fa il punto. Risarciti 996 cittadini privati, liquidati oltre 6 milioni e 800 mila euro

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di Giulia Mancinelli
senigallia@vivere.it


alluvione senigallia 2014
Scadute tutte le proroghe per lo svolgimento dei lavori, il Comune fa il punto sui risarcimenti ottenuti dai cittadini, colpiti dalla tragica alluvione del 3 maggio 2014. A seguito dell'esondazione del fiume Misa, migliaia di cittadini subirono danni, dalla perdita delle auto, a danni strutturali o peggio ancora di inagibilità delle proprie abitazioni.

A seguito di quella tragedia, in 1.100 presentarono al Comune la richiesta di risarcimento danni, secondo la procedura aperta dal Comune stesso che aveva emanato un bando per i privati che indicava le regole per l'erogazione dei contributi, le modalità, e i vari punteggi. Nella graduatoria stilata dal Comune, alla fine sono state accolte 996 domande, tutte quelle che presentavano cioè la documentazione (consistente in fatture o preventivi) comprovante le spese sostenute per la ristrutturazione degli immobili privati o per l'acquisti di beni mobili persi a causa dell'alluvione.

La tempistica dell'erogazione dei risarcimenti è stata diversa a seconda di chi all'epoca anticipò i soldi per i lavori e chi invece ha eseguito i lavori man mano che riceveva i finanziamenti. In totale, delle 996 domande accolte, le pratiche ad oggi chiuse (ossia privati che hanno ottenuto il risarcimento) sono 859 per un totale di 6.855.860 euro di fondi liquidati. Di questa somma, 3.971.000 euro sono per lavori già eseguiti e pagati alla data di presentazione della domanda, mentre 2.337.960 euro sono per lavori eseguiti dopo l'assegnazione del contributo. Altri 546.900 euro sono stati erogati per i risarcimenti di beni mobili. Oltre ai fondi stanziati dal Governo e dalla Regione, il Comune, insieme a vari soggetti, aprì anche un fondo di Solidarietà “SOS alluvione”, dove furono versati 106.100 euro, donazioni varie su un fondo Caritas per altri 143.415 euro, 50 mila euro arrivarono dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, un milione di euro arrivò dalla Conferenza Episcopale Italiana, e altri 500 mila dalla Fondazione Cariverona.

Una partita completamente diversa invece riguarda i 400 soggetti (cittadini ma anche imprese) che hanno annunciato la volontà di costituirsi parte civile nel procedimento in corso per l'alluvione e quasi tutti rappresentati dall'Unione Nazionale Consumatori tramite l'avvocato Corrado Canafoglia. In questo caso il procedimento di indennizzo è più complesso e legato all'esito del procedimento penale che proprio lunedì ha visto una battuta d'arresto. E' infatti saltata l'udienza preliminare, a seguito della mancata notifica da parte della Procura di alcuni avvisi di chiusura delle indagini preliminari ad alcuni degli otto indagati, tra cui il sindaco Maurizio Mangialardi. I 400 cittadini non hanno potuto quindi presentare la domanda di costituzione di parte civile e tutto sarà rinviato almeno alla prossima primavera.



alluvione senigallia 2014

Questo è un articolo pubblicato il 14-11-2018 alle 11:25 sul giornale del 15 novembre 2018 - 2538 letture