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comunicato stampa

Fatturazione elettronica: come si genera una fattura elettronica

7' di lettura
2722

da Pierluca & Associati
www.pierlucaeassociati.it


Per generare una fattura elettronica sono indispensabili: • un pc o un tablet oppure uno smartphone; • un software che preveda la compilazione di file XML (eXtensible Markup Language).

Oltre che con software e soluzioni di mercato, le fatture elettroniche possono essere generate con 3 tipi di programmi messi a disposizione gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate:
1. una procedura web presente all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi1 ;
2. un’App per tablet e smartphone denominata Fatturae 2 , scaricabile dagli store Android o IOS (Google Play Store e App Store) installati nei dispositivi mobili;
3. un software “stand alone” 3 scaricabile su PC (unica soluzione tra le tre presentate che può essere utilizzata anche senza essere connessi in rete).

Va segnalato che se la procedura web contiene la possibilità di gestire tutte le informazioni (campi) previste dalle specifiche tecniche (ma l’utilizzo del web può non essere sempre agevole a causa di possibile caduta della linea), la prima versione del software “stand alone” presenta rilevanti carenze (manca ad esempio la possibilità di inserire le modalità di pagamento nonché, per i professionisti o gli agenti, la gestione del contributo integrativo e della ritenuta d’acconto). Lacune che, tuttavia, dovrebbero essere colmate prossimamente.

N.B. Le soluzioni gratuite dell’Agenzia delle Entrate possono rappresentare una soluzione fruibile nel caso di soggetti che emettono un numero limitato di fatture all’anno e che sono soliti predisporle con gli usuali programmi di videoscrittura o su modelli prestampati di carta. Per la gestione di grossi carichi il ricorso alle soluzioni offerte dalla propria software house appare inevitabile.

Di seguito, a titolo di esempio, riportiamo le fasi di generazione di una fattura mediante la procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle entrate.

LA PROCEDURA WEB
Per generare la fattura elettronica, occorre innanzitutto accedere al portale “Fatture e Corrispettivi” dal sito internet dell’Agenzia delle entrate.
N.B. Ricordiamo che per accedere al portale è necessario essere in possesso di credenziali SPID (Sistema pubblico dell’Identità Digitale) oppure Fisconline/Entratel o CNS (Carta Nazionale dei Servizi), come illustrato nell’uscita n.2 della nostra Rubrica.

Una volta entrati nel portale “Fatture e Corrispettivi”, selezioniamo la voce “Fatturazione Elettronica” (A).

A questo punto, si aprirà una nuova schermata e nel riquadro denominato “Generazione” possiamo scegliere il tipo di fattura che vogliamo creare:
- fattura ordinaria;
- fattura semplificata;
- fattura PA.
Selezionata la voce di nostro interesse, andremo ora a compilare:
1. i dati personali nella scheda “I miei dati” (B) > ragione sociale o nome e cognome, codice fiscale, partita iva e indirizzo. La prima volta che si utilizza la procedura web occorre solamente verificare i dati perché sono riportati in automatico dall’Anagrafe Tributaria: l’unico campo che non è 3 modificabile è quello della P.IVA. Una volta salvati i dati non dovremo più compilarli per le successive fatture.

2. i dati del cliente nella scheda “Cliente” (C) > ragione sociale o nome e cognome, codice fiscale, partita iva, indirizzo e codice destinatario (quest’ultimo campo dovrà essere sempre compilato perché rappresenta l’indirizzo telematico dove recapitare le fatture). Se però il cliente dovesse comunicarci un indirizzo PEC (quale indirizzo di ricezione fattura), nel campo Codice Destinatario scriveremo “0000000” e nel campo “PEC destinatario” riporteremo l’indirizzo che ci ha comunicato il cliente;

3. la tipologia del documento nella schermata “Dati della fattura”> tipo di documento (fattura, nota di credito, parcella, acconto o anticipo su fattura o parcella), numero documento, data di emissione (D). Poi dovremo aggiungere l’importo per beni e servizi (E), la quantità, l’aliquota Iva applicata. Oltre che eventuali esenzioni con relativa norma di legge, eventuale applicazione della cassa professionale, eventuale applicazione dello Split Payment (scissione dei pagamenti).

Quanto riportato finora descrive la compilazione di una fattura di tipo “ordinaria” con i dati minimi obbligatori previsti dalla legge (art. 21 del Dpr n.633/1972). Tuttavia, la procedura web dell’Agenzia delle entrate, prevede anche la compilazione di tutta una serie di ulteriori campi (F) a seconda dell’esigenza del soggetto che emette fattura.

Ad esempio:
◆ dati relativi all’eventuale ritenuta d'acconto: importo, aliquota (solitamente 20%), causale della ritenuta (la lettera che appare anche nel modello 770);
◆ inserimento di sconti o maggiorazioni;
◆ dati relativi all'eventuale ordine di acquisto;
◆ dati relativi all'eventuale documento di trasporto (DDT), i dati di trasporto e i dati relativi alle eventuali operazioni accessorie (fattura principale);
◆ dati relativi al pagamento (codice Iban e dati bancari o istituto postale, beneficiario, termini di pagamento e scadenza, data di decorrenza e importo di eventuali penali, sconti per pagamenti anticipati);
◆ inserimento di eventuali allegati nel campo “Attachement” (D.D.T., computo metrico, etc.);
◆ inserimento “Articolo 73” se il documento è emesso secondo modalità e termini stabiliti dal decreto ministeriale che consente all'interessato di emettere nello stesso anno più documenti aventi stesso numero (ai sensi dell’art. 73 Dpr 633/1972);
◆ inserimento di “Dati contratto” in cui è possibile aggiungere il codice CIG (codice identificativo di gara) e il codice CUP (codice unico di progetto), necessario in caso di fatture relative a opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria, interventi finanziati da contributi comunitari e in ulteriori specifiche ipotesi;
◆ inserimento della “Causale”.

Terminata la compilazione delle maschere necessarie, si arriva al Riepilogo, dove sono riportate tutte le informazioni inserite così che possiamo ricontrollarle.

Solo quando siamo sicuri di non aver commesso errori, possiamo fare click su “Conferma” e, infine, sul pulsante Controlla File. Quando apparirà la frase "Il file ha superato i controlli del Sistema Ricevente" potremo salvare la fattura nel nostro pc cliccando Salva XML.

Nel caso in cui dovessimo notare delle sviste, possiamo correggere selezionando il pulsante Riabilita la modifica.

COME SI FIRMA LA FATTURA ELETTRONICA?
La fattura elettronica, come quella cartacea, deve essere firmata dal soggetto che la emette. Poiché la fattura consiste in un file di dati, la firma dovrà essere di tipo digitale e consisterà in un blocco di dati che andremo ad inserire alla fine del file XML precedentemente generato.

Per aggiungere questo particolare tipo di firma è necessario possedere:
• una Smart Card (simile a un Bancomat),
• un apposito dispositivo da collegare al pc (lettore di Smart Card o chiavetta usb),
• un software “di firma” (ad es. Dike 6 o Firma Certa).

Per utilizzare la Smart Card occorre aver stipulato un contratto con un Ente Certificatore che garantisca sull’identità del possessore. Ad ogni titolare è assegnato un codice PIN da digitare ogni qualvolta è richiesto l’utilizzo della Smart Card.

Una volta collegato il lettore al pc e scaricato l'apposito software “di firma”, ci si posiziona sul file XML salvato, clicchiamo con il tasto destro del mouse e scegliamo la voce “Firma”. Il sistema chiede poi di scegliere tra l'estensione .xml (fattura elettronica non firmata digitalmente) o .p7m (fattura elettronica firmata digitalmente). Infine, occorre autenticarsi digitando il codice PIN che ci è stato fornito col dispositivo di firma.

N.B. Per le fatture elettroniche nel settore privato (altri operatori Iva o consumatori finali) l’apposizione della firma digitale non è obbligatoria, ma facoltativa. A differenza della fatturazione elettronica verso la P.A. per le quali restano immutate regole e procedure.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-11-2018 alle 10:37 sul giornale del 10 novembre 2018 - 2722 letture