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comunicato stampa

Girolametti sulla proposta Isee della Lega: "Troppi migranti nelle graduatorie? Tagliamoli"

2' di lettura
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da Carlo Girolametti
assessore welfare e sanità Comune di Senigallia


Questo l’obiettivo della proposta di delibera della Lega Nord respinta martedì sera in Consiglio Comunale. Tale proposta intendeva di introdurre l’obbligo di presentazione di un certificato di non possesso di una abitazione nel paese di nascita, pena l’esclusione di partecipazione alla graduatoria. Apparentemente una richiesta assolutamente corretta ed equa rispetto quanto si chiede a chi è nato in Italia.

Avete presente quante nazioni dell’Africa o dell’Asia hanno un catasto? Avete presente come è la stragrande maggioranza di abitazioni a Lagos, Il Cairo, Karaci, cioè città di 15/20 milioni di abitanti con immense bidonville? Anche possedendo un alloggio registrato, questo non avrebbe i requisiti per essere considerato casa nella stragrande maggioranza dei casi in quanto la normativa italiana vigente non considera “case” le abitazioni riferibili a baracche, caverne, grotte, garages, cantine, bassi, abitazioni igienicamente non idonee per insufficienti servizi igienici e altezza del soffitto inferiore a 2,5 m. Sostenevano che il certificato sarebbe servito solo per la dichiarazione ISEE, ma nel testo presentato non c’era scritto, quindi in effetti produceva l’esclusione dalla graduatoria.

E poi anche risalendo tramite Consolato ad una abitazione di proprietà, chi calcola la rendita catastale da inserire nella dichiarazione ISEE? Ma se per assurdo fosse possibile acquisirla, la normativa italiana prevede una franchigia di 7.000 euro sul valore della casa e la rendita catastale per abitazioni anche intorno a 20.000 euro è irrisoria, certamente non tale da determinare anche lievi spostamenti in graduatoria. E poi, chi affronta viaggi in condizioni disumane, è credibile che possegga case da decine di migliaia di euro nel proprio paese? Alla fine è stato dichiarato (ma non era scritto sulla proposta di delibera!) che sarebbe stato sufficiente la sola richiesta al Consolato del certificato di possesso o meno di una casa nel paese di nascita. Praticamente equivale a dire che non serve produrre certificazione! Ma allora qual’era il significato della proposta ?

Solo propaganda , niente altro che propaganda. Per raccontare ancora una volta la brutta storiella che gli immigrati sono privilegiati, per mettere gli ultimi ( fasce povere di italiani) contro gli ultimissimi. Perché è un dato che gli immigrati , anche quelli residenti in Italia da più di 10 anni o da almeno 5 nella regione Marche (requisito per accedere alla graduatoria per gli alloggi popolari) sono al fondo della scala socio-economica . E’ sulla politica dell’odio che partiti come la Lega sono cresciuti , ma ad un prezzo molto elevato che stiamo pagando tutti: il peggioramento della qualità delle relazioni umane che riguarda tutti noi, italiani e non.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-10-2018 alle 14:31 sul giornale del 02 novembre 2018 - 2187 letture