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comunicato stampa

Un pioppo istigato al suicidio

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da una lettrice di Vivere Senigallia


Non riuscendo a trovare ulteriori motivazioni plausibili per abbattere altre piante in città, senza sollevare le solite irritate (e irritanti) proteste di privati cittadini e associazioni ambientaliste, pare che il Comune di Senigallia abbia escogitato un altro infallibile sistema per l'eliminazione dei pochi tenaci alberi superstiti e ancora irriducibilmente sani: "l'istigazione al suicidio".

Vedasi a tal riguardo il superbo e maestoso pioppo nel parcheggio dei Poliambulatori ASUR che, in seguito alla creazione di ulteriori stalli per auto sotto le sue fronde, si è visto interamente circondare il tronco, fino alla base, dall'asfalto. Di conseguenza il suo apparato radicale, piuttosto vasto, sarà indotto ad un lento stato di sofferenza dovuto alla mancanza di ossigenazione e di umidità, vista la completa impermeabilizzazione del terreno. Il malcapitato albero si vedrà dunque prima o poi irrimediabilmente costretto a recidere le proprie vene (pardon, radici) e a piombare quindi al suolo, si auspica non sulle numerose vetture in sosta o, ancora peggio, su qualche sfortunato passante.

E' curioso peraltro rilevare che l'art. 5 dello schema di regolamento del verde urbano del Comune di Senigallia, redatto in attuazione all’articolo 20, comma 6, della legge regionale 23 febbraio 2005, n. 6 (Legge forestale regionale), specifica esattamente le dimensioni delle aree di pertinenza delle piante a seconda della loro grandezza e prevede debbano essere lasciate libere per non nuocere alla loro stabilità. Sarebbero altresì previste delle sanzioni per chi causa danni per mancata ottemperanza alle predette norme. Se chi di competenza nella nostra Amministrazione leggesse, prendesse nota e ponesse rimedio?

Un vecchio pioppo con ancora gran voglia di vivere (per voce di Anna Tonin)





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-10-2018 alle 16:31 sul giornale del 30 ottobre 2018 - 3930 letture