SBC sulla ualità dei servizi socio assistenziali alla persona

senigallia bene comune 15/02/2018 - Il comitato dei sindaci dell’ambito sociale e territoriale n. 8 capitanato ovviamente da Mangialardi in data 2 novembre 2017 ha deliberato e approvato il ‘ Regolamento Unico per l’accesso al sistema locale dei servizi sociali e per la compartecipazione economica degli utenti’.

Dal titolo sembrerebbe una sorta di accordo di rete tra i comuni aderenti a tale ambito ma leggendo emerge non velatamente che determinati servizi come ad esempio l’assistenza domiciliare alle persone disabili, anche minori, saranno a carico degli utenti stessi, così come recita l’articolo 15 del Regolamento: “Ciascun beneficiario contribuisce economicamente al costo complessivo del proprio piano di intervento assistenziale…La quota di contribuzione è rapportata all’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), così come previsto dal DPCM 159/2013”. In buona sostanza e senza tanti giri di parole i servizi alla persona come quello erogato agli anziani, minori, persone disabili, persone a rischio di disagio sociale ecc. saranno a pagamento secondo i criteri ISEE sulla base di un preciso calcolo numerico.

Queste che ci piaccia o no sono le scelte di questa amministrazione comunale di sinistra (?) che in campagna elettorale dichiarava di continuare ad investire sulla qualità dei servizi socio sanitari alla persona a fianco del mondo del volontariato per una cultura dell’accoglienza e della responsabilità. Il punto è però un altro. Aldilà della facile demagogia sappiamo che i servizi alla persona sono in ogni comune una voce di bilancio molto importante e ci sembra che la direzione intrapresa vada sì verso una omogeneizzazione dei servizi… ma verso il basso. Leggendo il documento si parla di razionalizzare e ottimizzare le risorse a disposizione; di garantire servizi standard omogenei sul territorio attraverso una graduale uniformità. Cosa significa? Chi si uniforma a chi? Omogeneizzare per tagliare o per migliorare?

Inoltre nella delibera n. 1 (Allegato 1) si afferma che l’intervento è di per sé complesso perché ricade su ben nove comuni afferenti all’ambito sociale 8 e che richiederà un monitoraggio semestrale. Bene! Vista la complessità di questo regolamento ci chiediamo se sia stato adeguatamente socializzato con chi quotidianamente vive la fragilità e il disagio. Guardando i tempi di approvazione e attuazione parrebbe di no. Le domande aperte sono tante non ultimo tutto il lavoro in continuità degli operatori sociali all’interno delle famiglie a loro assegnate. Senigallia Bene Comune ha profonde perplessità su questo documento che nei fatti cambia improvvisamente la quotidianità di numerosi nuclei familiari in termini di erogazione dei servizi e di costi annessi. Chiede pertanto chiarezza: che si dia una puntuale comunicazione sui servizi alla persona che ricordiamo devono necessariamente andare nella direzione del superamento della condizione di disagio, di difficoltà e bisogno.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-02-2018 alle 21:35 sul giornale del 16 febbraio 2018 - 423 letture

In questo articolo si parla di politica, senigallia, Senigallia Bene Comune

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aRJx