Il WWF Marche e Pro Natura chiedono il rispetto della normativa in tema di pesca nelle acque interne

19/01/2018 - Il WWF Marche e Pro Natura sostengono l’azione del Coordinatore del Gruppo Guardie giurate del WWF Regione Marche, inerente la diffida alla FIPSAS ad attenersi scrupolosamente al dettame della sentenza della Corte Costituzionale, 288/2012, immettendo in tutto il territorio della Regione Marche, esclusivamente specie e popolazioni autoctone.

La diffida è stata inviata a seguito del Decreto n. 494 del 30.12.2017 del dirigente della Posizione di Funzione Caccia e Pesca della Regione Marche con la quale assegna e liquida alla FIPSAS un contributo di € 58.000 per la realizzazione di “Progetto di monitoraggio e ripopolamento di specie ittiche nelle acque interne della Regione Marche”. Il progetto prevede l’immissione di 45/50 q.li di (trote fario sterili o subadulte) o 43 q.li trote sterili e di novellame di trota fario pari a 15.000 euro.

La diffida si è resa necessaria in quanto l’introduzione di individui sterili di trota fario presuppone la loro appartenenza alla trota atlantica domestica, specie alloctona. Pratica vietata dalla sentenza della Corte Costituzionale n.288/2012 dove al punto 4 ritiene “lesivo... il ripopolamento in natura di specie e popolazioni non autoctone”, vietata dal D.P.R. 357/97 e dall’attuale legge vigente nella Regione Marche n. 11/2003 dove la finalità dell’art.6, che prende in considerazione le immissioni, è “la realizzazione di azioni volte al ripristino, conservazione e valorizzazione delle specie ittiche autoctone” mentre all’art. 18 vieta “..l’immissione di specie o popolazioni non autoctone…”, all’utilizzo, quindi, non solo di specie, ma anche di popolazioni alloctone .

Stessa considerazione anche per il novellame con l’aggravante della possibile ibridazione con l’autoctona trota mediterranea. In aggiunta a queste motivazioni l’immissione di individui di specie ittiche in quanto potenzialmente interessanti tratti di fiumi all’interno di aree della Rete Natura 2000 dovranno essere sottoposti alla procedura della Valutazione di Incidenza ambientale.

Inoltre, tale obbligo si estende anche alle attività che, pur sviluppandosi al di fuori dei siti Natura 2000, possono avere incidenze significative su di essi. Il WWF Marche e Pro Natura, mentre sostengono la pesca come ottimo presidio del territorio, chiedono contestualmente il rispetto della normativa vigente e che l’impiego delle risorse pubbliche venga destinato in azioni concrete di conservazione e valorizzazione delle specie e popolazioni ittiche autoctone e di riequilibrio faunistico-ambientale come previsto dalla legge 11/2003 e più volte sostenuto nelle sedi opportune.

Contestualmente, venute meno le condizioni per la nostra permanenza nella Commissione tecnico-consultiva regionale per la gestione delle acque interne, comunicheremo le dimissioni dei nostri rappresentanti all’interno della stessa.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-01-2018 alle 10:37 sul giornale del 20 gennaio 2018 - 3036 letture

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