Belvedere: banchetti a Casapound, "L'autenticazione delle firme un atto legittimo"

16/01/2018 - Il consigliere comunale Francesco D'Ambrosio, responsabile dalla convalida della raccolta di firme per la presentazione alle Politiche di Casapound, replica agli attacchi lanciati da Potere al Popolo Senigallia.

In qualità di consigliere comunale di Belvedere Ostrense sento il dovere di rispondere alle accuse dell’organizzazione politica “Potere al popolo” di Senigallia che condanna la nostra amministrazione comunale per aver concesso spazi pubblici per la raccolta firme dell’associazione politica Casapound a loro detta di stampo fascista. Innanzitutto vorrei sottolineare l’erroneità delle affermazioni fatte dal loro comunicato stampa in quanto non è stato concesso alcuno spazio pubblico ma semplicemente ho dato la mia disponibilità ad autenticare le firme necessarie alla presentazione delle candidature in occasione delle prossime elezioni Politiche Nazionali di Camera e Senato di TUTTI gli schieramenti politici che ne avessero fatto richiesta, così come comunicato al Sindaco e protocollato in data 11 gennaio 2018 e così come hanno fatto e stanno facendo migliaia di miei colleghi in tutta Italia.

A Belvedere l’unico gruppo politico che finora ne ha fatto richiesta è stato Casapound perché evidentemente interessa ad una parte della cittadinanza ed hanno un loro delegato sul territorio. È logico che l’autenticazione va fatta nella civica residenza all’ufficio preposto e che quindi ho comunicato la mia disponibilità all’associazione in base alla mia presenza in comune che solitamente è il sabato mattina o il martedì pomeriggio (lunedì pomeriggio è un’informazione erronea dovuta ad un fraintendimento di qualcuno dato che il Municipio è chiuso in quell’orario). Sulla criminalità o pericolosità dell’organizzazione non spetta a me darne alcun giudizio ma spetta a chi di dovere ovvero alla magistratura. Ad oggi Casapound è un’associazione politica che opera in modo del tutto legittimo e ciò mi basta per essere certo di aver compiuto un’azione del tutto legittima ma anzi un’azione che mi è d’obbligo secondo la legge poiché dichiarando la mia disponibilità ad eseguire le autenticazioni non posso rifiutare nessuna associazione politica che operi in modo legittimo e conforme alle leggi.

Con questo voglio rassicurare i miei concittadini, che bene mi conoscono, la mia distanza politica da tale organizzazione e il mio modo d’agire ben diverso da quello della suddetta. Ciò non toglie che l’atto che io ho fatto oltre ad essere un atto dovuto è un atto di libertà. Come il mio sindaco mi ha insegnato, un amministratore locale, a maggior ragione se di una lista civica (nel senso vero del termine) come noi tutti del gruppo di maggioranza apparteniamo, deve essere sempre aperto a qualsiasi schieramento politico legalmente costituito voglia far politica sul territorio in nome di antichi valori liberali e democratici ormai quasi desueti nel mondo della politica. Per quanto riguarda alcuni aggettivi che “Potere al popolo” e non solo attribuisce a Casapound mi vorrei soffermare sul significato di uno in particolare: fascista.

Come laureato in Storia e studente di un corso di laura magistrale di Storia, dunque una sorta di “addetto ai lavori” in ambito storico, penso sia molto improprio se non ridicolo ed insignificante usare questo termine oggi, nel 2018, a 73 anni dalla caduta in Italia del fascismo e dalla sua totale sconfitta. È inconcepibile se non assurdo poter minimante pensare di poter praticare quella prassi politica che è morta e sepolta col suo ideatore ed esecutore materiale e chi se ne arroga oggi lo fa in modo del tutto improprio dal suo significato originale come atto di protesta o provocazione, che resta isolato e ben lungi, ripeto, dal vero significato storico del termine. Dunque definirsi antifascisti oggi è un po’ come aver paura dei cesaricidi (ovvero coloro che uccisero Cesare) che sono morti più di mille anni fa, o essere guelfi o ghibellini, certi termini possiamo ormai ben lasciarli alla Storia! Ben diverso è l’essere oggi anticomunista vista la presenza di ancora numerosi, seppur ben diversi fra loro, regimi autoritari o dittature comuniste, in primis Cina, poi Corea del Nord, Vietnam, Laos, Cuba, Eritrea, Rep. del Congo, ecc… che opprimono e negano la libertà di migliaia di persone nel mondo.

“Potere al popolo” ha scelto un nome poco equivoco nel ricordare tali soprusi e nefandezze del passato e dell’oggi dunque spero che nelle prossime elezioni gli italiani sappiano ben collocare sia “Potere al popolo” che “Casapound” fuori dal parlamento in nome di quella libertà ancor oggi in alcune parti del mondo negata ma ciò non toglie che un consigliere comunale non può e non deve, sempre in nome della suddetta libertà, negare l’autenticazione delle firme sia a “Potere al popolo” che a “Casapound”!





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-01-2018 alle 09:46 sul giornale del 17 gennaio 2018 - 3560 letture

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