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intervista

Il prof. Guido Silvestri: "Vengo alla Fenice per uscire dalla Torre d'avorio degli scienziati"

3' di lettura
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di Giulia Mancinelli e Michele Pinto
redazione@viveresenigallia.it

Si avvicina l'incontro di martedì 28 novembre alla Fenice di Senigallia con il Professor Guido Silvestri. Abbiamo chiesto allo scienziato senigalliese le sue aspettative su questo incontro.

Perché ha deciso di accettare l'invito di Vivere Senigallia e venire dall'America apposta per noi?
Perché ogni occasione di fare informazione scientifica seria è importante e non va perduta, soprattutto in una fase storica in cui, grazie ad internet, c'è molta disponibilità di "disinformazione". Non credo che abbiamo scelta: dobbiamo uscire per quanto possibile dalla nostra "torre d'avorio" e parlare con le persone che non si occupano di scienza. Dobbiamo spiegare quello che facciamo, e perché lo facciamo, e perché i risultati del nostro lavoro sono utili alla società. È solo attraverso una corretta informazione ed una divulgazione puntuale, disponibile ed aperta alle domande che aumenterà tra la popolazione la consapevolezza dell'importanza della scienza per migliorare la nostra vita.

Com'è lo stato dell'informazione scientifica in Italia? E rispetto agli USA o al resto del mondo?
Credo che si debba fare di più e meglio, in Italia e nel resto del mondo. Un grosso problema è che la "comunicazione scientifica", intesa come attività svolta da persone che hanno studiato specificamente questa materia, è una professione che ha pochi sbocchi lavorativi. Un aspetto specifico dell'Italia, in confronto ad altre realtà in cui ho vissuto, come USA e Canada, è la diffidenza verso le Istituzioni, tra cui anche il mondo accademico. Questo fenomeno ha ragioni storiche profonde e complesse, e non si risolve da un giorno all'altro. Purtroppo la diffidenza verso l'Accademia a volte crea, paradossalmente, una fiducia ingiustificata verso personaggi oggettivamente impresentabili che diventano credibili proprio perché si pongono fuori dalle Istituzioni. Credo comunque che la soluzione passerà solo attraverso una maggiore e migliore offerta di informazione, a partire soprattutto dalla scuola, che è il cardine di ogni società civile che funzioni bene.

Di cosa parlerà il 28 novembre al teatro la Fenice?
Parlerò soprattutto di scienza. Cosa è, come funziona, perché ci aiuta e perché noi tutti, come società civile, dobbiamo proteggerla dai tanti attacchi che può subire. Poi nella seconda parte i miei colleghi (Cossarizza, Fiacchini, Volpini) parleranno soprattutto di vaccini. Comunque voglio chiarire che questo incontro non è contro nessuno, anzi, è un incontro a favore di tutti. Un incontro fatto per informare, spiegare e chiarire. Uno dei punti sui quali insisterò è che la Scienza non ha alcun colore politico. La Scienza non è nè di destra nè di centro nè di sinistra. La Scienza è oggettiva, universale, onesta e trasparente. Ricordiamoci sempre queste quattro parole.

Sui social network si è già scatenata la polemica. Lei non si è mai tirato indietro dal dibattere nonostante il suo prestigio. Come mai?
Confesso che a volte è forte la tentazione di tornare nella torre d'avorio... ma non sarebbe giusto farlo. Ci sono tantissime persone che ci sostengono e ci chiedono di continuare a "spiegare la scienza". Come dice l'amico Burioni, non si può lasciare campo aperto a chi, non avendo alcun lavoro, fa della ciarlataneria un modo per sbarcare il lunario. Poi sul negazionismo dell'AIDS, che ha fatto oltre 350.000 morti, non è possibile tacere. Come si può accettare che chi di questa idea si è fatto paladino (e ne ha fatto un business) ora si ricicli come "scettico" sui vaccini? Ma vi pare possibile?

L'appuntamento, per tutti, è per martedì 28 novembre alle ore 21 al teatro la Fenice con l'incontro "Chi ha paura della scienza?" realizzato grazie al prezioso contributo della Farmacia Pasquini.




Questa è un'intervista pubblicata il 20-11-2017 alle 23:58 sul giornale del 22 novembre 2017 - 2461 letture