Serra de' Conti: I Borghi dell'Appennino Patrimonio UNESCO

serra de conti 25/07/2017 - La rete di rapporti solidali che si è sviluppata nei mesi scorsi tra moltissimi Comuni, tra istituzioni pubbliche e private, associazioni di volontariato, aziende e singoli cittadini, ecc. a seguito degli eventi sismici che hanno drammaticamente colpito il cuore dell'Italia, non hanno prodotto solo azioni di aiuto e collaborazione ma anche occasioni di confronto e approfondimento che contribuiscono alla circolazione delle idee per la crescita e lo sviluppo futuro.

In questo contesto, i Sindaci di Amandola Adolfo Marinangeli, Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci e Serra de' Conti Arduino Tassi, le cui comunità sono unite da un patto di gemellaggio, già approvato dai rispettivi Consigli comunali, stanno lavorando alla proposta di inserire i Borghi dell'Appennino tra i beni dell'umanità da proteggere e valorizzare come Patrimonio UNESCO.

Proposta che vuole coinvolgere tutti i Comuni, gli enti e le associazioni che saranno disponibili a promuovere un percorso di valorizzazione dell'identità e della storia dei nostri territori. Sul piano dei contenuti, i diversi profili di interesse risultano di grandissimo rilievo nazionale e internazionale, basti pensare all'architettura che caratterizza gli straordinari borghi medievali, al paesaggio e all'ambiente appenninico con diversi parchi regionali e nazionali, alla storia della Chiesa, del Monachesimo e alle numerosissime abbazie che vi sono disseminate, all'agricoltura che produce eccellenze di assoluto rilievo e alla storia dei Comuni che trova in questi luoghi ricchissime testimonianze civili, amministrative e culturali. Peraltro, negli elenchi Unesco compaiono realtà similari per valore culturale e tipologia come i Campanili delle Fiandre in Vallonia, il Paesaggio Culturale di Sintra in Portogallo e di Lednice-Valtice in Moravia o i Castelli di Bellinzona in Svizzera, ecc. realtà indubbiamente importanti rispetto alle quali tuttavia i borghi dell'appennino sono certamente comparabili, con elementi specifici rilevanti e di straordinaria unicità storica, culturale e paesaggistica.

L'idea che i proponenti stanno illustrando e condividendo con i colleghi, il mondo della cultura, delle imprese e del volontariato sociale non ha quindi nulla di velleitario e vuole anche stimolare l'orgoglio degli amministratori e delle popolazioni del Centro Italia, in questo difficile momento di avvio della ricostruzione. La proposta sarà presto trasmessa al Presidente nazionale dell'Anci Antonio Decaro, al Presidente Anci Marche Maurizio Mangialardi, alle Associazioni più rappresentative come Italia Nostra, Fondo Ambiente Italiano, Symbola, Slow Food, ecc. e alle Autorità nazionali.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-07-2017 alle 14:16 sul giornale del 26 luglio 2017 - 664 letture

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