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Casa Pound contro lo striscione della scuola di Pace Pro Siria

siria 2' di lettura Senigallia 22/12/2016 - “Non dimentichiamo la Siria“, “Aleppo brucia“: questi gli slogan, affiancati dalla bandiera del FSA, dello striscione che la Scuola di Pace Vincenzo Buccelletti ha esposto a Senigallia, in via Manni.

“Ma la Scuola di Pace ha dimenticato per quale motivo Aleppo brucia” dichiara in una nota Andrea Lamona, coordinatore marchigiano di CasaPound Italia. “Di certo troverebbe il disaccordo di padre Haddad, sacerdote siriano, rettore del patriarcato greco melchita della basilica di Santa Maria in Cosmedin, e di quanti come lui vivono la tragedia siriana lontani dalle menzogne della stampa internazionale, che così si è espresso su Aleppo: «Noi viviamo con gioia la liberazione di Aleppo dal terrorismo. Il terrorismo che ha colpito la convivenza tra cristiani e musulmani» aggiungendo che «Ora gli europei piangono per Aleppo, ma sono stati i governi occidentali a distruggerla, hanno armato i terroristi che hanno ucciso i nostri soldati e i civili»”.

“Non solo la guerra in Siria è figlia delle ingerenze dei paesi occidentali – prosegue Lamona – in particolar modo degli Stati Uniti dell’amministrazione Obama, ma anche lo stesso ‘storytelling’ della stampa occidentale non supera la prova dei fatti, dimostrandosi sempre più spesso un cumulo di menzogne, bufale, omissioni e capziosità, come – per dirne una – la storia di Amina Abdallah Araf, la coraggiosa blogger siriana di «A Gay Girl in Damasco», che si è rivelata essere Tom MacMaster, un quarantenne americano che aggiornava il blog comodamente da Edimburgo”.

“Peraltro l’assedio di Aleppo – spiega il responsabile di CPI – è stato iniziato e condotto dai ribelli anti-Assad scesi dal confine turco nell’estate del 2012. È curioso notare come nessuna voce di protesta si sia alzata fintanto che era la parte della popolazione fedele ad Assad ad essere vittima di condizioni durissime, senza acqua né elettricità, e ad essere colpita da assalti e bombardamenti quotidiani. Come se tutto ciò non bastasse giova ricordare come dietro alla finzione di ribelli ‘moderati’ si nasconda sempre e comunque la minaccia jihadista e del radicalismo islamico”.

“Se possiamo perdonare l’ingenuità o la malafede della Scuola di Pace, non possiamo di certo perdonare quella dell’amministrazione comunale di Senigallia, che consente un simile scempio addirittura nel centro storico della città. Uno scempio ancora più grave – conclude Lamona – alla luce della notizia dell’attentato terroristico, ad opera di un estremista islamico, che è costato la vita all’ambasciatore russo ad Ankara”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-12-2016 alle 12:01 sul giornale del 23 dicembre 2016 - 436 letture

In questo articolo si parla di attualità, siria, casa pound

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