Bimbo colpito dalla scabbia: un caso segnalato alla materna Collodi

collodi senigallia 2' di lettura Senigallia 29/10/2016 - E' allarme scabbia alla scuola materna “Collodi”. Nel plesso scolastico di via Marche, che fa parte dell'istituto comprensivo Senigallia Sud-Belardi, venerdì mattina con una circolare dell'Asur i genitori dei piccoli alunni sono stati informati di un caso di scabbia registrato proprio nella scuola.

Ad essere stato infettato dall'acaro è stato un bimbo o una bimba frequentante una delle cinque sezioni dell'istituto. I genitori sono stati informati e hanno preso visione di una circolare nella quale vengono illustrate le caratteristiche della malattia infettiva, le cause e soprattutto il contagio.

Per ragioni di privacy nessuno, neanche le maestre, sono a conoscenza dell'identità del piccolo malato. Il caso è stato segnalato dal pediatra del piccolo affetto da scabbia il 26 ottobre e considerato che le scuole il 27 erano chiuse, la notizia è stata data agli altri genitori sono venerdì.

E subito è scattato l'allarme. I genitori si sono detti particolarmente preoccupati per il rischio contagio che, come anche evidenziato nella circolare, “è elevato”, tra i piccoli che sono stati a contatto con il bimbo infetto ma anche tra gli adulti, dalle insegnanti alle bidelle allo stesso nucleo familiare. Molti dei genitori hanno argomentato che, pur tutelando l'anonimato del piccolo malato, avrebbero voluto conoscere almeno la sezione in cui si è verificato il caso di scabbia.

Questo sia per evitare inutili allarmismi fra tutti i 120 bambini dell'istituto e relativi genitori e fratelli e sorelle. Al momento si sa solo che il bimbo affetto da scabbia non è a scuola e sta eseguendo tutta la profilassi per la guarigione. Le preoccupazione resta però sui possibili contagi. Nella nota informativa infatti è precisato che “il prurito inizia dopo un periodo da 2 a 6 settimane dal contatto con l'acaro. Bastano invece 1-4 giorni per la reinfestazione. La contagiosità permane fino a gli acari e le uova non siano stati distrutti da adeguato trattamento”.

“Il pericolo maggiore -sottolinea la nota- è quello della diffusione dell'infezione agli altri componenti della comunità in cui si vive”. La scabbia è una “manifestazione contagiosa della pelle da parte di un parassita, un acaro invisibile a occhio nudo. La femmina scava delle piccole gallerie appena sotto la superficie esterna della pelle per deporvi le uova. Queste si schiudono dopo pochi giorni per liberare le larve. Il contagio è dovuto a contatto personale stretto e prolungato con persone affette da questo acaro”.






Questo è un articolo pubblicato il 29-10-2016 alle 16:15 sul giornale del 31 ottobre 2016 - 8883 letture

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