NeTaTwOrK. Si fa strada l’idea del Paese Albergo

Andrea Storoni 01/09/2016 - La nostra ricerca sulle Reti Turistiche continua, intercettando questa volta l’attenzione del giovanissimo primo cittadino di Ostra, Andrea Storoni che ci parla del ruolo fondamentale dell’Ente nella costituzione della rete turistica locale.

Sindaco Storoni, perché nel turismo un piccolo Comune ha la necessità di creare sinergie con soggetti economici privati? §
Abbiano una necessità, ossia quella di dare vita ad un modello di gestione in cui raccogliere gli attori della ristorazione, delle strutture ricettive, i produttori e i commercianti per ottimizzare il lavoro di promozione e per essere in linea con le dinamiche del settore che sempre più, nel nostro territorio richiede un’accoglienza diffusa. Chi viene a visitare Ostra o va nei paesi dell’entroterra è un ‘rabdomante’ in cerca di vibrazioni, e non è sufficiente la sola porta di accesso dell’ufficio turistico.

E i cittadini potrebbero essere coinvolti in tale processo partecipativo?
Certamente. Noi crediamo che oltre alla competenza nel turismo serva tanta passione e chi meglio di un cittadino che vive e cresce in una comunità può trasmetterla? Il turista è un cittadino che per un lasso di tempo decide di vivere in mezzo a noi e farlo sentire uno di noi è, forse, l’accoglienza migliore.

Crede che i tempi siano maturi perché questo accada? Quali segni intravede?
Credo che molti condividano questo approccio, ce lo segnala il fatto che sono nati e stanno nascendo tanti B&B e anche un Home Restaurant. Non sono attività commerciali, quindi nessuno punta ad arricchirsi con questa attività ma, leggendo le recensioni sui vari portali di viaggi che attualmente sono in voga, si trovano: cura del dettaglio, familiarità delle atmosfere, cordialità e anche “coccole”.

Quali ’proposte di valore’ in ambito turistico il suo Comune si sente di fare?
Nel nostro orizzonte vediamo un contenitore in cui raccogliere in modo organico e strutturato tutti quelli che già, in qualche verso, si occupano di accoglienza. Mi spiego meglio: da due anni che siamo in carica abbiamo iniziato a metterci in dialogo con gli operatori del settore iniziando con il farli conoscere tra loro. Questi scambi hanno prodotto delle sinergie e dei rapporti. Ciò che è stato fatto in modo un pò spontaneo va ricondotto ad un metodo.

Fare rete nel turismo è complicato, se dovesse suggerire alcuni passi iniziali…
Tutto ciò finora detto è riassumibile nella formula del Paese Albergo, e quindi l’idea da approfondire e a cui ricondurre i nostri passi, secondo noi è questa. Questa forma di collaborazione è sostenibile, valorizza l’esistente e ha tempi di avvio relativamente brevi. Tra istituzione pubblica e privati è il modello che mi sembra più immediatamente percorribile. Partendo dalle attività che già ci sono, facendo dialogare tra loro i vari attori è un buon inizio. Alcune esperienze, come dicevo prima, già ci sono, tra cui un’associazione chiamata Sapori di Ostra che raccoglie in sé Comune, Pro loco, produttori e ristoratori. Da qui proseguire verso il Paese Albergo.

Ed, infine, sempre a proposito di sinergie come vede possibile l’integrazione dell’offerta turistica delle aree interne con quelle costiere?
L’anima di ogni vallata è il suo fiume. È la spina dorsale, è la direttrice delle principali vie di comunicazione. In parte come in “Cuore di tenebra”, per ricercare un mondo più intatto e meno colonizzato, va risalito il fiume verso l’interno. È un’esperienza che deve voler fare il turista. Se ciò che cerca è enogastronomia, cultura, sapori, aria, starà sicuramente bene a Senigallia come in ognuno dei Comuni dell’interno.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-09-2016 alle 17:20 sul giornale del 02 settembre 2016 - 1497 letture

In questo articolo si parla di lavoro, economia, alberto di capua e piace a alk

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