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comunicato stampa

Piazza Garibaldi: Severini risponde a Ciceroni, 'L’altra metà della storia'

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da prof. Marco Severini

Sono tra gli “storiografi” che ha dato un proprio contributo alla redazione del comunicato contro gli stemmi papali e rispondo allo “storico” Fabio Ciceroni, cui mi lega un sentimento di civile amicizia. L’Associazione da me presieduta è già entrata in una forma di protesta contro le scelte dell’Amministrazione comunale di Senigallia.

Riconosco i modi e le argomentazioni urbane del prof. Ciceroni, ma non condivido neanche una riga di quanto da lui affermato. Infatti, la protesta è nata, su iniziativa di quattro Associazioni, per contestare tutto ciò di cui il prof. Ciceroni non parla: un tutto che così ricapitolo.

1. Pio IX è stato uno dei pontefici più controversi e criticati dell’età contemporanea: nella sua biografia non c’è solo la dimensione del capo spirituale e dell’oblatore verso la sua città natale, ma anche quella dell’autocrate e carnefice che ha mandato a morte migliaia di patrioti, rei solamente di essersi battuti per un’Italia libera, democratica, repubblicana e laica, tutte “qualificazioni” che in un regime di sudditi come quello papalino non erano consentite.

Chi invocò l’intervento militare dell’Europa conservatrice e reazionaria per ritornare su quel potere temporale che aveva improvvisamente abbandonato? Chi sacrificò nel sangue la libertà italiana nata da elezioni a suffragio universale e poi suggellata, nel 1849, dalla nascita della Repubblica romana? Sanno i lettori quante migliaia di italiani morirono per effetto di questa invocazione papale, combattendo contro gli eserciti legittimisti di Francia, Austria, Spagna e Regno delle Due Sicilie?

2. Questo giudizio storico è stato reso possibile da decenni di ricerca scientifica condotta da storici laici e cattolici, unanimi nell’affermare tale giudizio sull’ultimo papa-re: chi ha trascorso lunghi anni in archivio, ha pubblicato ricerche scientifiche sul tema e si è confrontato ripetutamente con la cittadinanza e la comunità scientifica ha chiaro tale giudizio, chi invece ha maturato altri convincimenti sulla base di non so quali fonti o altro “uso pubblico della storia” merita il mio rispetto, ma soprattutto il mio fermo e deciso dissenso.

3. La protesta delle Associazioni cittadine è nata contro la decisione unanime e scriteriata del sindaco di omaggiare due autocrati con 52.000 euro del pubblico contribuente, in barba alle proteste, alle petizioni e a chi (tanti davvero) ha cercato, civilmente, politicamente e opportunamente, di fargli cambiare idea: le suddette Associazioni hanno distribuito martedì sera, in una piazza diversa ma non meno popolata di quella che per noi resterà sempre intitolata a Garibaldi, un opuscolo e una maglietta con la scritta 610 ovvero “Sei uno zero”, la scritta che gli amici e i parenti di Girolamo Simoncelli, unitamente a tanti senigalliesi, apposero in uno striscione la mattina del 29 maggio 1857 allorché Pio IX, in visita “diplomatica” nei suoi domini, si apprestava a benedire la folla dalla loggia comunale di Senigallia: fonti autorevoli attestano che il papa ne rimase profondamente turbato e sbigottito, forse per un rigurgito di quella cattiva coscienza che lo avrebbe accompagnato per tutto il resto della sua esitante esistenza. In conclusione, la storia non è una mela che viene tagliata con un coltello: oltre ai propri convincimenti c’è sempre un’altra metà che va tenuta in debita considerazione.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-07-2016 alle 11:41 sul giornale del 28 luglio 2016 - 2184 letture