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Pena dimezzata in appello per Roberto Moroni, uccise il figlio tossicodipendente

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di Nicolò Rocchetti
redazione@viveresenigallia.it


La Corte d'assise d'appello di Ancona ha decretato la riduzione della condanna da quattro anni a due anni e tre mesi per Roberto Moroni, il 70enne ex fisioterapista, che il 3 febbraio 2014 uccise il figlio Luca, 49 anni, con una coltellata alla gola.

Il verdetto è arrivato in seguito alle richieste in appello, del difensore, l'avv. Lucia Stecconi, per la concessione delle attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti criticate. Le richieste sono state quindi accolte dalla Corte che ha dimezzato la pena, la motivazione verrà depositata entro 90 giorni.

In realtà la pena era già stata ridotta in primo grado dai nove anni e quattro mesi, richiesti dal pm per il reato da omicidio volontario attenuato poi in omicidio colposo nella forma dell'eccesso di legittima difesa.

Lo stesso Moroni aveva sostenuto di essersi difeso dal figlio sempre più depresso, aggressivo e minaccioso nei confronti dei suoi familiari.

L'omicidio avvenne durante un duro litigio acceso tra i due a causa dell'ennesima richiesta di soldi da parte del figlio al padre. Soldi che il figlio utilizzava per acquistare antidepressivi e droga. Durante lo scontro il figlio Luca scaraventò una sedia contro la schiena del padre, che, forse inizialmente solo per difendersi, afferrò un coltello con cui poi pugnalò il figlio alla gola ferendolo a morte.

Negli ultimi tempi, Moroni ha portato avanti il suo hobby della pittura, riuscendo ad allestire la prima mostra con le sue opere personali. Un modo sicuramente utile per riscattarsi dalla tragedia di cui è colpevole.



Questo è un articolo pubblicato il 30-06-2016 alle 10:38 sul giornale del 01 luglio 2016 - 1208 letture