Ginnastica Ritmica: Sofia Bevilacqua si racconta alla vigilia della World Cup di Pesaro

Sofia Bevilacqua e Letizia Rossi 4' di lettura Senigallia 30/03/2016 - Classe 2002, è la nuova stellina della ginnastica ritmica italiana. In forza alla Pinguino Viaggi Aurora Fano, dopo qualche errore di troppo a Desio, Sofia Bevilacqua è pronta al riscatto. E tra un esercizio alla fune e quello alla palla, sogna di poter parlare con il suo idolo, Yana Kudryavtseva.

Con i suoi 14 anni, Sofia fa forse fatica ad esprimere le sue emozioni, ma il suo volto e i suoi gesti non mentono: quando mi racconta del suo attrezzo preferito e di quello che prova nel momento in cui chiamano il suo nome e parte la sua “base”, sulle sue labbra spunta un sorriso sincero e pieno d'entusiasmo che allontana all'improvviso tutta la timidezza e la paura di trovarsi “per la seconda volta” - mi confessa, “alle prese con un'intervista”.

Non saprei cosa dire: mi piace tutto di questo sport”- annuisce Sofia - “gli allenamenti, le gare, gli esercizi. Tutto. I miei attrezzi preferiti sono la fune e le clavette, ma in questa World Cup sarò impegnata solo con la fune, la palla e il cerchio”.

Ma non si tratta solo di saper maneggiare bene tutti e tre: “la difficoltà di questi attrezzi, oltre al maneggio, è essere espressivi, interpretare la musica, con tutti i movimenti” - mi spiega l'atleta della Pinguino Viaggi Aurora Fano - “l'espressione del viso e del corpo devono essere in sincronia con la musica. Io preferisco le musiche lente e proprio l'esercizio con la palla sarà su questi ritmi”.

Alla World Cup di Pesaro – che si svolgerà all'Adriatic Arena dall'1 al 3 aprile - Sofia farà parte del Team 2 italiano nell’ 8° International Tournament Città di Pesaro, assieme a Egizia Bergesio (Motto Viareggio), Martina Brambilla (San Giorgio ’79) e Daniela Mogurean (Ardor Padova), compagine consolidata durante il 3° Trofeo Città di Desio del 5 marzo contro l’Ucraina.

Quando mi hanno detto che mi avevano convocato in nazionale mi trovavo in palestra” - ricorda Sofia “è stata la mia allenatrice, Letizia Rossi, a darmi la notizia: naturalmente sono stata felicissima! Della squadra azzurra junior ho legato con tutte. Siamo un bel gruppo e anche se ci alleniamo separatamente poi ci incontriamo sempre per questi eventi, come quello di Desio. È stata una bellissima esperienza però ho sbagliato e cercherò di fare tesoro di quegli errori” conclude con un po' di disappunto.

Una voglia di rivalsa che Sofia non nasconde e che ben si addice al carattere di questa piccola atleta dalla grande personalità: “prima di entrare in pedana mi asciugo bene le mani e guardo fisso il pavimento per visualizzare bene l'esercizio. Sono sempre molto emozionata prima di una gara e ammetto che ho anche paura, ma cerco sempre di dare in 100% e lo farò soprattutto qui a Pesaro”.

Sofia infatti giocherà un po' in casa in questa World Cup: “mi sento emozionata e un po' responsabile anche perché in tribuna ci sarà anche tutta la mia famiglia e molti dei miei amici”. Ma a tifare per lei non saranno solo i famigliari e i suoi concittadini; su Instagram, il profilo di Sofia conta centinaia di contatti e di messaggi di altre ginnaste che le chiedono consigli e le dicono che è un modello. Per non parlare di una Fanpage a lei interamente dedicata con foto e dediche.

Un ruolo che la giovane fanese forse ancora non si rende conto di ricoprire e che lei stessa proietta su altre atlete come per esempio Yana Kudryavtseva: “mi piacerebbe parlare con Yana chiederle come è nata la sua passione per la ginnastica ritmica. Oltre ad essere brava, è molto portata per questo sport e mi piace vederla in pedana. Quello che più ammiro di lei è come riesce a gestirsi in gara e quindi spero di imparare molto osservandola”.

Anche perché la stessa Sofia deve gestirsi al meglio e districarsi con gli impegni di ogni quattordicenne “vado a scuola tutti i giorni tranne quando ho gli esercizi la mattina; ma in realtà riesco bene anche lì e quindi concilio bene entrambe le cose anche se ogni tanto la stanchezza si fa sentire soprattutto la sera quando devo fare i compiti”.

Ma la sua passione per questo sport è talmente grande che niente sembra poterla scalfire; una passione nata per caso a quattro anni e mezzo davanti ad un saggio di ginnastica ritmica che una volta accesa non si è più spenta, anche grazie al supporto della sua famiglia e in particolare della sua allenatrice che la giovane ringrazia sentitamente; una passione che l'ha portata fino alla nazionale e che, ne siamo sicuri, la spingerà verso grandi successi.






Questa è un'intervista pubblicata il 30-03-2016 alle 18:12 sul giornale del 31 marzo 2016 - 1890 letture

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