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La Brignone lascia il Pd, troppo forte di richiamo di Pippo Civati

4' di lettura Senigallia 22/06/2015 - Beatrice Brignone lascia il Partito Democratico. Troppo forte il “feeling” politico con Pippo Civati, fuoriuscito dal partito e che ha dato vita ad un suo movimento.

La Brignone, protagonista di una escalation politica, dal 1° settembre entrerà in Parlamento al posto del dimissionario Letta, essendo la prima dei non eletti nella lista del PD. La Brignone però farà il suo ingresso alla Camera direttamente nel gruppo Misto. E in futuro, se Civati dovesse raggiungere un numero di deputati sufficiente, potrebbe anche passare al nuovo gruppo.

La Brignone affida a Facebook l'annuncio e le motivazioni della sua scelta. “C’è sempre un momento esatto in cui capisci che una storia è finita. A me è successo il primo giorno di Primavera. Ero a Bologna e camminavo in corteo, mentre gli altoparlanti elencavano le vittime di Mafia, nella giornata in loro ricordo promossa, come ogni anno, da Libera. Il giorno prima ero stata a casa di Max con Pippo Civati, in un indimenticabile pomeriggio a parlare di dignità, di libertà, di fine vita, di laicità. Poche ore dopo ero a Fermo ad ascoltare i lavoratori della Prysmian e la loro tragica, quanto ingiusta, storia di perdita del lavoro per una delocalizzazione senza scrupoli. Pensavo a quei momenti intensi, mentre camminavo in corteo, quando quei nomi hanno iniziato a rimbombare nella mia testa. In quell’esatto momento, mentre entravo in piazza VIII Agosto, ho realizzato che sono queste le battaglie per cui faccio politica, che mi pulsano nelle vene, che mi fanno macinare chilometri senza sentire stanchezza. Per dare voce alle ingiustizie, per un’idea laica di politica, per chi è più fragile. E quel raggio di sole che trafiggeva gli occhi, in Piazza VIII agosto, ha trafitto anche la mia mente: tutte queste battaglie, io, nel Partito Democratico, non avrei potuto portarle a compimento. Non era più il luogo giusto per farle. Lo è stato, non lo è più. In quel giorno di inizio primavera ho realizzato che la mia storia con il Partito Democratico era arrivata al capolinea. E’ cambiato il Partito Democratico, le mie idee sono sempre le stesse. Poi sono arrivate le dimissioni di Enrico Letta e ho pensato che fosse necessario un supplemento di riflessione, per agire per una volta di testa, non di pancia.

Poi ci sono state le elezioni, i candidati che sostenevo sia a livello regionale che comunale sono stati eletti con ottimi risultati e mi sono presa altro tempo per riflettere. Mi sono ripresa il programma che ho presentato alle primarie per i parlamentari e quello Italia Bene Comune. Mi sono riguardata le promesse fatte quando ho chiesto il voto. Quel documento si apriva così: Dobbiamo sconfiggere l’ideologia della fine della politica e delle virtù prodigiose di un uomo solo al comando. E’ una strada che l’Italia ha già percorso, e sempre con esiti disastrosi. Ecco, io continuo a credere a questo principio qua. Non sono cambiata io. A chi mi chiede coerenza, rispondo che la coerenza per me è indissolubilmente legata alla parola data. A chi mi chiede di lasciare, per coerenza, un posto in Parlamento che ancora non ho, chiedo io con che coerenza ci si siede in Parlamento avendo fatto delle promesse e mettendone in pratica altre, appellandosi a ipocriti “senso di responsabilità” e “disciplina di partito”. A chi impropriamente parla di Trasformismo, ricordo che il trasformismo si ha nei confronti di chi è al potere, non quando si scende, contro il proprio interesse, dal carro del vincitore. Il Partito Democratico è ancora ricco di persone perbene, oneste e piene di sincera passione politica, ma non è più la casa che abbiamo provato a costruire insieme. A loro, a quanti nonostante tutto resistono, faccio i miei migliori auguri di buon lavoro, certa che ci ritroveremo sulla strada, prima o poi. Io scendo. Al carro dei vincitori preferisco un piccolo vascello pirata, che in mare aperto prova a ricostruire una sinistra di governo e quel partito che il Pd non è mai riuscito a diventare. Ho riflettuto una stagione, da quel primo giorno di primavera, siamo arrivati al primo giorno dell’estate. I candidati che ho contribuito ad eleggere oggi iniziano il proprio mandato. Concludo felice un percorso umano e politico importantissimo.

“Continuate in ciò che era giusto”, ci ha lasciato scritto Langer. Senza calcoli e con un po’ di coraggio. E’ Possibile.






Questo è un articolo pubblicato il 22-06-2015 alle 22:45 sul giornale del 23 giugno 2015 - 4045 letture

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