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comunicato stampa

Piazza Garibaldi, Italia Nostra: 'Polemica tardiva e fuori luogo'

3' di lettura
1968
da Italia Nostra - Senigallia

piazza garibaldi all'inizio del '900

E' comprensibile che il taglio improvviso degli alberi in piazza Garibaldi abbia suscitato un certo scalpore e qualche reazione emotiva, ma è meno comprensibile che persone che fanno politica e che quindi dovrebbero essere informate di quello che accade in città siano letteralmente “cadute dalle nuvole”.

A parziale giustificazione della loro disattenzione va messo comunque l’atteggiamento di scarsa apertura al dibattito e al confronto dimostrato in più occasioni da questa Amministrazione su temi e progetti, che toccano spazi pubblici e riguardano direttamente il vissuto della gente, comportamento più volte stigmatizzato da questa Associazione.

Del progetto di piazza Garibaldi si parla almeno dal 2009 e Italia Nostra più volte è intervenuta sull’argomento, prima per mettere in guardia sui rischi archeologici, poi per contestare il progetto iniziale che rischiava di trasformare la piazza di un giardino all’Italiana, poi infine per contestare soluzioni architettoniche non appropriate, quali la divisione dello spazio in tre fasce e l’artificioso inserimento della fascia centrale con i due stemmi papali. Non mi risulta che il dibattito promosso allora dalla Associazione abbia riscosso interesse e partecipazione, forse anche perché non ha avuto molta diffusione, visto che la stampa cartacea locale ignora sistematicamente questi argomenti, a meno che non diventino un “caso”.

Per quanto riguarda poi gli alberi (introdotti oltretutto fra ‘800 e ‘900), mi sembra ovvio considerare una piazza settecentesca un bene e un valore architettonico e quindi da valorizzare come tale, escludendo categoricamente funzioni quali quelle di un parco o di un giardino: come si fa a non capire che gli alberi coprono la visuale degli edifici e quindi ostacolano la percezione del paesaggio urbano, che è altra cosa rispetto al paesaggio naturale. Per avere un’idea dell’immagine originaria della piazza, guardare la cartolina allegata (foto Leopoldi). Se si vogliono poi fare battaglie in difesa del verde, anche nell’ambito della nostra città, non mancano altre possibilità o addirittura emergenze.

In sostanza Italia Nostra suggeriva di creare uno spazio aperto, con una pavimentazione disegnata geometricamente, senza orpelli e senza barriere alla visione delle architetture. Inoltre, al fine di rendere più fruibile lo spazio ai cittadini, anche in previsione di un ampliamento dell’offerta abitativa nell’area, proponeva l’inserimento di isole di verde con panchina inserite con sapienza nei punti che meno ostacolassero la visibilità degli edifici più monumentali. In questo modo si veniva anche a movimentare uno spazio, che rischiava altrimenti di divenire troppo monotono, evitando inserimento inappropriati.

Per dirlo con le parole di un intervento pubblicato nell’estate del 2013, proponiamo “che la piazza recuperi il suo aspetto originario, ispirando ogni intervento di arredo alle coeve piazze settecentesche della regione e di quelle limitrofe, e ciò in perfetta coerenza con i principi ispiratori del piano del centro storico. Che recuperi la sua unità spaziale, eliminando il dislivello che ora separa l’area a parcheggio dalle strade. Che venga ripristinata la visibilità della scenografia delle facciate eliminando i filari di lecci. Che la pavimentazione venga eseguita con lastre di arenaria locale o nazionale (molto più solida di quella di importazione) e con il sussidio di calcare bianco per sottolineare la geometricità degli spazi, senza escludere la presenza di qualche isola di verde con alberi e panchine nei punti in cui non disturbi la visibilità.

Questa soluzione permetterebbe una maggiore fruibilità dello spazio, la conservazione del mercato settimanale assolutamente irrinunciabile, e lascerebbe anche impregiudicato il discorso del traffico e del parcheggio, che potrà essere affrontato a tempo debito, quando si prospetteranno soluzioni alternative “. Poi si può far sempre una cosa diversa, ed è quello che temiamo accadrà, ma è appunto una cosa diversa dalla riqualificazione di una piazza storica rispettosa della sua identità.



piazza garibaldi all'inizio del '900

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-06-2015 alle 18:09 sul giornale del 22 giugno 2015 - 1968 letture