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Giovani Garanzia: il progetto Europeo non paga i lavoratori, ragazzi sul piede di guerra

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da un cittadino


Giovani lavoro
Mi chiamo Andrea e vivo nel senigalliese, mi sono laureato in Economia con 110/110 e lode e mai avrei pensato di dover affrontare una situazione del genere dopo tanti anni di sacrifici.

Provo ad essere breve. A scrivere non sono solo io bensì centinaia e centinaia di ragazzi che, speranzosi di trovare il proprio spazio e un proprio futuro qui in Italia, si sono affidati completamente al progetto Garanzia Giovani promosso dall'UE. Lo scorso aprile veniva annunciato il tanto atteso progetto Garanzia Giovani (Youth Guarantee) volto ad aiutare quei Paesi Europei con un tasso di disoccupazione giovanile pari o superiore al 25%. Da qui sono stati stanziati circa 1.5 miliardi di euro per inserire i giovani disoccupati nel mondo del lavoro. Entrando nello specifico della situazione italiana, a partire da maggio, è stato dato il via al progetto. Un progetto che prevede un contratto da tirocinante della durata di sei mesi (prorogabile ai 12 per situazioni particolari) e di uno stipendio pari a circa 500 € netti mensili svolgendo un minimo di 25 ore settimanali e il 75% delle presenze mensili.

In molti hanno aderito e tramite il Centro per l'impiego di appartenenza sono partiti alla ricerca di aziende disponibili a firmare questo tipo di accordo. Sembrerebbe una cosa normale, pulita e giusta, se non fosse per il fatto che da settembre ( più o meno il periodo di inizio dei tirocini, dopo diversi colloqui e incontri tra il tutor aziendale-ospitante, il tutor promotore e il tirocinante stesso), nessuno dei ragazzi ha percepito la mensilità (solo un numero esiguo su migliaia di ragazzi). Da qui l'inizio del calvario. Nessuno ad oggi ha visto uno stipendio. Io personalmente ho iniziato a novembre e non ho percepito nulla. Ci siamo mobilitati chiamando i responsabili del Progetto i quali inizialmente hanno riferito che i fondi erano bloccati, poi che l'inps non dava il via ai pagamenti, poi nelle successive chiamate veniva comunicato che i pagamenti sarebbero stati bimensili e che addirittura c'era stato un cambiamento di regolamento, secondo cui, le mensilità erano tassate del 23% (quindi dei già 500 € netti, si arrivava a percepire si e no 380 € o anche meno).

E quindi un via vai di scuse, di mezze risposte e mezze verità, fino ad arrivare a sparare a caso giorni secondo cui sarebbero stati finalmente erogati tutti i pagamenti. Prima comunicano entro dicembre per i pagamenti bimensili da settembre in poi, poi i primi di gennaio, poi entro il 10 di febbraio. Dal 10/02 si è passati al 19/02. Dal 19/02 al 21/02 e infine verso la prima quindicina di marzo. Come se non bastasse io personalmente ho dovuto rinunciare ad un lavoro con contratto ad intermittenza che avevo come cameriere in un ristorante da oltre 10 anni perché se no decadeva il mio rimborso spese di 500,00€ (diventato 380€ durante il tirocinio). Bella beffa! Inutile dire che in molti hanno deciso di terminare il tirocinio.

Lasciamo immaginare la rabbia, la delusione, ma soprattutto l'umiliazione nel vedersi ancora una volta beffeggiati da uno Stato che dovrebbe essere in prima linea per i giovani e con i giovani. Un'umiliazione che si aggiunge all'amarezza della sensazione di essere privi di voce in capitolo, inascoltati, in quanto ritrovandoci in questa situazione GRAVE, nessuno (chi di dovere) se ne occupa. Abbiamo coinvolto sindacati che riconoscendo nei molti ragazzi magari l'immagine di un proprio figlio o nipote, si sono subito attivati per sostenerci in questa che forse diventerà una battaglia.

Oltre al rimborso di 500€ come inizialmente stipulato chiediamo anche un risarcimento danni per tutti i disagi che stiamo vivendo ogni giorno, per il mancato guadagno che avremmo potuto avere con una tipologia di contratto normale, per averci obbligato a rinunciare ad altri lavori ad intermittenza, per i danni morali e psichici dovuti all'umiliazione di doversi svegliare ogni mattina senza sapere quando, quanto e chi ci paga.



Giovani lavoro

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-02-2015 alle 14:17 sul giornale del 20 febbraio 2015 - 7758 letture