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Alluvione: il trasferimento del funzionario regionale finisce il Procura

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La vicenda del trasferimento del funzionario regionale Vito Macchia ad un diverso ufficio finisce sul tavolo della Procura delle Repubblica. Il consigliere comunale del Coordinamento Civico Roberto Paradisi, insieme al consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giovanni Zinni e al coordinatore regionale Carlo Ciccioli, ha annunciato un esposto sulla vicenda dell'alluvione del 3 maggio scorso.

Le proteste erano iniziate quando il dirigente regionale Mario Pompei aveva comunicato la decisione di non far partecipare l’ingegner Vito Macchia alla commissione d'inchiesta attivata dal Comune di Senigallia. "Quello che avevamo da subito definito un boicottaggio ha avuto un grave epilogo -afferma Paradisi- l’ingegner Macchia è stato rimosso dal suo incarico e trasferito ad altre mansioni. Si tratta di un epurazione, un fatto gravissimo, rispetto al quale vogliamo vederci chiaro".

“Macchia era una figura scomoda perchè anello di congiunzione tra l'alluvione del 1976 e quella del 3 maggio -sottolinea Zinni- è stato inspiegabilmente modificato il perimetro delle aree a rischio, pendando che una tragedia come quella del '76 non potesse ripetersi. Sono poi state sottovalutate carenze legate alla pulizia e alla manutenzione degli argini del Misa. Che fine hanno fatto i 15 miliari di lire stanziati nel 1980 dai fondi Fio per le vasche di espansione?”.

“Ci sono molti aspetti che non ci convincono -aggiunge Ciccioli- a nostro avviso sono stati commessi comportamenti omissivi, rispetto alla carenza di informazioni ai cittadini, che nell'alluvione del 2011 a Casette d'Ete costò il rinvio a giudizio dell'ex sindaco”.



Questo è un articolo pubblicato il 14-11-2014 alle 23:02 sul giornale del 15 novembre 2014 - 1665 letture