Corinaldo: blitz dei Carabinieri in due aziende tessili, denunciati due imprenditori cinesi

1' di lettura 10/10/2014 - Giovedì pomeriggio, a Corinaldo, i Carabinieri della Compagnia di Senigallia insieme ai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Ancona e a ispettori della Direzione Provinciale del Lavoro, nell’ambito di un servizio finalizzato al contrasto del lavoro nero, hanno effettuato controlli in due aziende di abbigliamento e confezioni per conto terzi.

Nella prima, con sede in via Passo del Turco, il cui legale rappresentante è un cinese di 44 anni, residente a Monsanpaolo del Tronto (AN), sono stati trovati 21 lavoratori, tutti cittadini cinesi, regolari sul territorio nazionale; nella seconda, con sede in via Santa Maria, il cui legale è un altro cinese di 28 anni, residente a Corinaldo, c'erano altri 5 lavoratori, tutti cittadini cinesi e regolari sul territorio nazionale.

Il secondo imprenditore è stato però denunciato in stato di libertà perchè 3 dei 5 lavoratori occupati sulle linee di produzione all’interno della propria azienda sono risultati non regolarmente assunti. Nello stesso contesto è stata elevata la maxi sanzione per lavoro nero di euro 15.000. Per l’attività imprenditoriale è stata avanzata la proposta di sospensione.

Inoltre nella prima azienda è stata riscontrata la costruzione abusiva di un capanno destinato a cucina, nonché alcune opere interne costituite da muri di cartongesso realizzati senza l’autorizzazione amministrativa. Pertanto anche il primo imprenditore è stato denunciato in stato di libertà per violazione alle norme urbanistiche.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-10-2014 alle 10:26 sul giornale del 11 ottobre 2014 - 1628 letture

In questo articolo si parla di attualità, giulia mancinelli, carabinieri, corinaldo, cinesi

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Giovanni Gamberini

10 ottobre, 14:38
... E chi se lo aspettava!!

Quindi, controllate due fabbriche di Corinaldo. (Bene!)

Queste fabbriche sono gestite da imprenditori di nazionalità cinese. (Sempre loro!)

Tutti i lavoratori erano regolarmente sul territorio italiano. (Veramente?)

Non sono state riscontrate violazioni igienico sanitarie. (Ma come è possibile!!)

Non è stata riscontrata merce contraffatta o altro. (Sigh! Non ci credo! Sicuri che fossero Cinesi?)

Solo due dipendenti "non regolarmente assunti", che non vuol dire per forza "in nero" ma magari con formule contrattuali non idonee. (Va be', chi non ha due dipendenti che lavorano a P.Iva. o che pago metà in busta paga e metà in nero.)

E alcune strutture realizzate senza l'autorizzazione comunale. (Si va be', è molto più veloce ed economico tirare su un muro in cartongesso che fare tutta la trafila burocratica col comune.)

Quindi: né più né meno di quello che succede in gran parte delle aziende d'Italia.

Ma siccome sono cinesi è giusto far sapere che li stiamo controllando anzi, che li multiamo severamente.

No so voi, ma io in queste uscite ci vedo un pizzico di razzismo! (Noooo. Dici?)

Carlo Dore

11 ottobre, 09:25
Mi auguro che adesso, dopo il blitz, proseguano le indagini e che la Guardia di Finanza vada dai commercianti che si rifornivano presso queste aziende. Colpire solo chi produce in modo illecito non basta, andrebbero sanzionati anche i negozi che si riforniscono presso le aziende che producono merce contraffatta e dove si lavora senza le condizioni minime contrattuali.

far rispettare le LEGGI agli italiani è doveroso e giusto, farlo con un cittadino extracomunitario che opera in Italia è RAZZISMO???? MA COME RAGIONI?? Ma davvero nelle maggior parte delle aziende italiane ci sono cucine e camere da letto abusive?? Se così fosse dovresti denunciarle. Cosa aspetti?

Caro Jimmi Fontana,
sono commenti come il suo intrisi di ideologia che disgregano una nazione, un popolo. Difenderci da "intrusioni esterne" è da sempre sana prerogativa di chi vuole rimanere in piedi. Lei non è italiano???

Caro Jimmi Fontana, rnsono commenti come il suo intrisi di ideologia che disgregano una nazione, un popolo. Difenderci da "intrusioni esterne" è da sempre sana prerogativa di chi vuole rimanere in piedi. Lei non è italiano???

Commento modificato il 11 ottobre 2014

@Magdissima, il razzismo non sta nel controllo. Assolutamente. Sia chiaro, far rispettare le leggi è corretto sempre, ovunque e per chiunque. Sottolineo solamente che dare in pasto alla stampa locale (con tanto di foto) un controllo "comune" ad un'azienda, solo per il cliché cinese=irregolare non mi sembra giusto. Con la stessa moneta vorrei vedere articoli e foto di controlli fatti quotidianamente in ogni azienda "italiana". O tedesca, o Rumena, o albaese.

@Nerissimo, quando rinuncerà all'auto tedesca, al televisore coreano, al telefono vietnamita, alle mele polacche, alle arance tunisine, alla benzina araba, agli aerei low cost irlandesi e ai mobili svedesi allora potremo iniziare a parlare di "intrusioni esterne".

@Jimmy Fontana.
Hai fatto un calderone di cose: qui la notizia non riguarda la nazionalità, ma che durante dei controlli sono state rilevate irregolarità.
E' una risposta a quanti si chiedono se questi controlli e queste indagini vengono mai condotte e se sono condotte verso tutti.
Altrimenti, usando lo stesso identico metro che hai usato tu, altra gente (come vedi nei commenti) ti risponde che spesso si sente parlare di concorrenza di aziende che operano in barba a regole e regolamenti, che vanno dalla sicurezza sul posto di lavoro fino al contratto in essere coi dipendenti, e che in questo modo fauna concorrenza sleale al ribasso di costi rispetto a tutti gli altri, proprio a scapito della "pelle" di chi ci lavora.