Vivere (e morire) a Senigallia: lettera aperta di due cittadini al sindaco Mangialardi

Cimitero 4' di lettura Senigallia 01/09/2014 - Egregio Signor Sindaco Mangialardi, siamo due cittadine nate e vissute in questa città, nella quale lavoriamo e risiediamo con le nostre famiglie.

Teniamo a precisare che, per educazione e formazione ricevuta, normalmente rispettiamo il lavoro altrui e abbiamo fiducia nel fatto che chi riveste determinati ruoli amministrativi decisionali che riguardano i servizi ai cittadini e chi opera per realizzare concretamente ciò di cui una città necessita, lo faccia perché ha alle spalle un percorso di studi e di esperienze che gli ha permesso di raggiungere quella determinata posizione. Veniamo al motivo della nostra lettera. Come Lei ben sa, il 26 luglio, a seguito di abbondanti precipitazioni definite da molti (GLI OTTIMISTI)“eccezionali”, uno dei nuovi lotti del cimitero, precisamente il n. 12, si è trasformato in una vasca di raccolta delle acque e di altro materiale a causa dell’esondazione del fosso che attraversa il cimitero e per l’inadeguatezza della rete fognaria, che avrebbe dovuto impedire che un evento di tal genere si verificasse.

A questo punto ci viene da inserire nel gruppo degli “ottimisti” anche i tecnici che hanno progettato i nuovi depositi, dato che il lotto è al di sotto del livello del fosso. Ottimisti e apparentemente ignari dei cambiamenti climatici di cui si parla già da qualche anno e che di eccezionale ci sembra abbiano ormai ben poco. Nel lotto in questione si trovano anche le tombe dei nostri genitori, situate nella prima fila in basso, dove ci sono state date, anzi IMPOSTE in concessione. C'è da dire innanzi tutto che siamo venute a conoscenza dell' allagamento proprio attraverso Vivere Senigallia, e non perché qualcuno dell’amministrazione si sia preoccupato di avvertirci. Ci siamo subito recate all’ufficio di competenza per avere chiarimenti su quanto era stato fatto nell’immediato e sugli eventuali interventi programmati. E' stata la prima di tre inutili visite allo stesso ufficio, in quanto per tre lunedì consecutivi ci è stato detto che le persone con cui avremmo dovuto parlare erano in ferie e che saremmo dovute tornare il lunedì successivo!

Decidiamo allora - siamo arrivati al 25 agosto - di rivolgerci al sig. Volpi, custode del cimitero, per attivare la procedura di ricognizione dei loculi dei nostri cari. La ricognizione si effettua il 26 agosto: i loculi vengono aperti alle ore 7 del mattino, le bare si presentano a ridosso della parete laterale (Principio di Archimede: le dice niente?), l’acqua, entrata nei depositi le aveva fatte galleggiare spostandole. Estratte le casse è fuoriuscita dai loculi una consistente quantità d’acqua. Cercando di contenere dolore e rabbia, ci rechiamo presso la sua segreteria per chiedere un appuntamento con Lei. La segretaria prende un appunto e ci suggerisce di parlare con la Dott.ssa Marta Rosati che nessuno ci aveva indicato prima. Ci rechiamo nel suo ufficio. Finalmente troviamo una persona disponibile che ci spiega che cosa fosse stato fatto nell’immediato dell’evento: tecnici dell’amministrazione e dell’Asur, effettuato un sopraluogo e dopo aver fatto una o due ricognizioni dei loculi, avevano concordemente concluso che, non essendoci le premesse, non era il caso di procedere con ulteriori accertamenti. Dunque per i tecnici per il momento tutto era a posto, sarebbe bastato eventualmente programmare altri interventi (Quali? Fatti da chi? Sempre dagli ottimisti ben poco realisti?) per scongiurare il pericolo di una nuova inondazione.

E l’acqua e il fango fuoriusciti dai loculi e dalle bare danneggiate? La nostra fiducia comincia a vacillare. Da qui nasce la nostra richiesta: spostare in via eccezionale le due salme in un luogo più adeguato per evitare di rivivere lo strazio provato nell’assistere a ciò che abbiamo visto. Risposta: non è assolutamente possibile, o meglio sarebbe possibile seguendo la prassi ORDINARIA: restituzione delle concessioni al Comune, riscossione di un rimborso del 30% del costo delle stesse e acquisto di due nuove concessioni, con integrazione della spesa. Dunque: ECCEZIONALITA’ per l’amministrazione, prassi ORDINARIA per i cittadini. Questo è“vivere e morire” a Senigallia.

Chiediamo invece che l'Amministrazione applichi ai cittadini gli stessi pesi e misure che applica a se stessa e che quindi:
-se di evento ordinario si è trattato, riconosca di aver fatto un errore nell'aver adibito a loculi la parte inferiore del fabbricato N. 12, e si accolli le spese dello spostamento a nuovi loculi, e del rifacimento delle bare danneggiate.
-se invece si è trattato di evento eccezionale, garantisca con la stessa eccezionalità la richiesta delle famiglie allo spostamento senza alcun obbligo finanziario.

Francesca Gambadori e M. Angela Rossi






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-09-2014 alle 10:34 sul giornale del 02 settembre 2014 - 7056 letture

In questo articolo si parla di attualità, cimitero

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Mi pare una richiesta tutto sommato ragionevole, visto quello che e'successo ai cari delle due persone.

Domanda: ma e' stato poi fatto il contratto con il privato della gestione del cimitero?
Perche' altrimenti si fa in tempo ad integrare nel contratto anche le cause "eccezionali".




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