Corinaldo: travolse ed uccise il 15enne Francesco Saccinto, Omar Turchi condannato a 7 anni

francesco saccinto 2' di lettura 09/06/2014 - Omicidio di Francesco Saccinto. Omar Turchi condannato a 7 anni di reclusione ed al risarcimento danni di 800 mila euro. Soldi che la famiglia del 15enne, travolto ed ucciso il 10 settembre 2013 mentre si trovava in sella al proprio motorino, devolverà in beneficenza.

Una vittoria importante per la famiglia Saccinto che, dopo la scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare del responsabile della morte del proprio figlio, decise di rompere il silenzio e, attraverso una lettera, chiese per Omar Turchi una 'vera condanna'. Condanna che, ora, è arrivata.

I genitori di Francesco, nella consapevolezza che niente e nessuno potrà mai restituire loro il figlio, sono soddifatti della condanna afflitta a Turchi- dichiara l'avv. Corrado Canafoglia, legale della famiglia Saccinto- Può sembrare una pena poco soddisfacente ma, in realtà, è una grande vittoria. In genere i soggetti responsabili di questo tipo di reato (omicidio colposo grave) se la cavano con un massimo di 2 anni di pena. Turchi, che nel dicembre 2013 era evaso dagli arresti domiciliari per acquistare eroina e per questo arrestato, invece, è stato condannato a 7 anni. E' la prima volta che viene inflitta una pena così importante”.

Lunedì mattina, nel corso dell'udienza presso il Tribunale di Ancona, il giudice Francesca Zagoreo ha infatti condannato a 7 anni (6 anni di reclusione e 1 di arresto) il muratore 35enne di Corinaldo che, ubriaco e senza patente (gli era stata revocata ne 2010 dopo un precedente ritiro nel 2008 per guida in stato di ebbrezza e con un tasso alcolemico quattro volte superiore al consentito), travolse ed uccise con il suo autocarro il 15enne Francesco Saccinto.

Inoltre il giudice, che ha accolto la tesi dell'avv. Canafoglia e non la richiesta del Pm che aveva chiesto per Turchi 4 anni e 6 mesi, ha condannato il muratore corinaldese a 8 mila euro di multa, al pagamento delle spese processuali e di custodia cautelare, ed al risarcimento danni di 800 mila euro complessivi, applicando infine la misura della revoca della patente di guida.

La famiglia Saccinto, che ha sempre e solo chiesto giustizia e verità e che “il responsabile della morte del figlio non fosse rimasto impunito o quasi”, come già annunciato attraverso il proprio legale, ha deciso di donare l'intera somma del risarcimento in beneficenza. “In particolare- conferma l'avv. Canafoglia- a favore dei giovani per cercare di tenerli lontani da droghe e alcol”.






Questo è un articolo pubblicato il 09-06-2014 alle 16:10 sul giornale del 10 giugno 2014 - 6125 letture

In questo articolo si parla di attualità, corrado canafoglia, corinaldo, Sudani Alice Scarpini, francesco saccinto, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/5wf


Così tra poco più di tre anni sarà di nuovo in giro a far danni.

ice25 Utente Vip

09 giugno, 22:13
Ma vi rendete conto una vita di un ragazzo di 16 anni finita ed una pena di 7 anni, che poi quanti ne fara' dentro ...

Kit Utente Vip

10 giugno, 15:33
dentro non credo ne farà..........

Luigi Alberto Weiss

10 giugno, 17:31
Che ne dite di provare un po' di galera? Che so, due mesi, 6 mesi, magari di questa stagione o sotto Natale?

Se uno si fosse preso la briga di leggere l'intero articolo e non soltanto il titolo, si sarebbe accorto che il criminale circolava liberamente senza patente.

La questione, dunque, non è soltanto l'omicidio stradale, ma la mancanza di controlli precedenti atti ad evitarlo.

Non viviamo in un mondo ideale in cui pochi guidatori si comportano male.

Viviamo in un mondo in cui la grande maggioranza, chi più cbi meno, guida ubriaco, non rispetta i limiti, le distanze di sicurezza in marcia e sorpasso, non sa come si da la precedenza, come si affrontano gli incroci, come si affrontano le curve.

La morte del ragazzo, dunque, è soltanto un caso fortuito (dovuto alla probabilità), non certo alla volontà del criminale.

Che differenza c'è fra il tipo che fa il furbo andando a 120 sulle strade di campanga o sul lungomare e uno che ammazza un ragazzino?

Nessuna, escluso l'epilogo, entrambi sono dei potenziali assassini, uno dei due ha avuto sfiga l'altro no.

Quindi evitiamo, eticamente, di fare gli ipocriti, perchè ognuno di noi, potenzialmente, è un assassino quando prende l'auto, la differenza la fa il rispetto e la disciplina del codice della strada.

Ci fossero più controlli uno senza patente non guiderebbe.

Ci fossero più controlli non si correrebbe ne si taglierebbero le curve e le rotatorie.

Ma in italia non si può:

Gli automobilisti s'incazzano se qualcuno fa loro le multe.

Allora se non volete i controlli i "turchi" sono le ovvie conseguenze....

Ne più ne meno.

p.s.:
Io quotidianamente vedo gli automobilisti tagliare le curve, soprattutto quelle a sinistra, non rallentare neanche agli incroci, tagliare le rotatorie, andare a 2 o 3 volte i limiti di velocità, non mantenere minimamente le distanze di sicurezza.

Ne vedo diecine tutti i giorni, sono tutti potenziali assassini, con la differenza che credono di saper guidare e che la legge è troppo vincolante per loro.

Non illudetevi, non sapete guidare, basta che uno vi freni davanti e andate in crisi, cosa che non succede a nessun guidatore capace.

Auguri.

Per favore, non fate commenti inutili. C'è una famiglia che sta piangendo la morte del figlio, un po' di rispetto.

stortmen1

11 giugno, 18:38
Commento sconsigliato, leggilo comunque

stortmen1 è vero quello che è scritto ma è altrettanto vero che un magistrato ha giudicato un fatto e che in materia, circolazione stradale, c'è troppo permissivismo.
Anche nella mia famiglia abbiamo avuto morti e sinistrati per incidenti stradali. Una tragedia. Possa la famiglia alla fine trovare pace per questo grandissimo dolore.




logoEV
logoEV