contatore accessi

x

SEI IN > VIVERE SENIGALLIA >

Alluvione: Mangialardi in consiglio, 'Non dobbiamo rivivere mai più quel dramma'

4' di lettura
3644

Maurizio Mangialardi
Cosa è successo quella maledetta mattinata del 3 maggio? Qual è la situazione del fiume oggi? Cosa ciascuno di noi deve fare in futuro per evitare nuove tragedie? Sono le domande cui ha cercato di dare risposte il sindaco Maurizio Mangialardi che ieri pomeriggio ha aperto il Consiglio Comunale con un suo intervento interamente dedicato all'alluvvione che ha colpito la città un mese fa.

Un'aula per l'occasione gremita di una parte di quelle 1250 famiglie che nell'alluvione hanno perso tutto, che non hanno risparmiato fischi e brusii. “Nessuno più di me vuole conoscere le cause di quello che è successo -ha detto Mangialardi- non solo per quello che concerne il livello delle precipitazioni ma soprattutto per ciò che ha riguardato la situazione del fiume. Su questi aspetti ho chiesto formalmente una relazione al Presidente della Regione Marche ed al Commissario della Provincia di Ancona, enti titolari della gestione e manutenzione del fiume”. Il primo cittadino ha ripercorso le ore precedenti l'esondazione del Misa e di vari fossi che hanno allagato tutta la zona sud-ovest della città.

“Ho molta stima del lavoro che la Protezione Civile conduce ma è evidente che da solo l’sms di allerta attesta ben poco. Basti pensare che da gennaio ce n’erano stati ben 16 di allerta di quel tipo e non è successo nulla -ha detto Mangialardi- allo stesso modo era impossibile prevedere venerdì sera l'alluvione sulla base del livello del fiume, assolutamente nella norma”. Poi la cronaca di quel 3 maggio con il primo sms arrivato al sindaco dalla Protezione Civile alle 7,15, l'attivazione del Coordinamento Operativo Comunale per l'allerta del Misa, il sindaco e il vice sindaco Memè che effettuano vari giri perlustrativi tra via Molino Marazzana e l'Arceviese fino a tornare in città. Sono le 8,44 quanto Mangialardi entra nella sala operativa della Municipale in piazza Garibaldi dove prende contatto con il Prefetto e il responsabile della Protezione Civile regionale Roberto Oreficini perchè il Misa in città ha raggiunto gli argini e la ditta incaricata dalla Provincia di montare le paratie non riesce ad arrivare.

“Do disposizione di avvertire la popolazione nelle zone R4 dell’emergenza venutasi a creare e segnalo di rimuovere i veicoli dal lungo fiume, do ordine ai dirigenti degli istituti scolastici di trattenere a scuola gli studenti e di metterli in sicurezza nei piani alti degli edifici perchè la movimentazione di 4000 provenienti da fuori comune avrebbe creato un enorme pericolo per la loro incolumità -continua- non tutti i dirigenti hanno dato attuazione in maniera adeguata a questa mia direttiva, circostanza che ho evidenziato nella mia deposizione”. Relazione più volte interrotta dai fischi del pubblico e da voci che contestano. “Nessuno è venuto ad avvertirci al Portone e all'ex prg”, “non è passato nessun altoparlante”. Mangialardi li lascia sfogare e poi prosegue. “Se gli avvertimenti in alcune zone della città non sono arrivati -spiega- è perchè in quel momento eravamo impegnati nel salvare decine di vite umane a Borgo Bicchia. Pensate che se l'evento fosse prevedibile i Vigili del Fuoco avrebbero lasciato che la propria caserma si allagasse?”.

Il sindaco racconta dei drammatici salvataggi cui ha assistito e degli sms di aiuto che riceveva da cittadini che non potevano più comunicare con le linee telefoniche, dalle 10, ormai saltate. Così come l'elettricità. Alle 13,45 arriva la notizia del ritrovamento di un corpo galleggiante nel mare di acqua e fango che aveva invaso la città. Era quello di Aldo Cicetti. “Un amico che forse non sono riuscito a salvare” -dice con voce commossa. Le ore successive, e per tutta la notte, sono la cronaca di soccorsi continuati a pieno regime per tutta la notte di sabato. “Nessuno poteva prevedere che il Misa non esondasse più al centro città ma rompesse gli argini a Vallone, creando una massa d’acqua, che ha affogato Borgo Bicchia, Borgo Mulino, per arrivare al Ponte Rosso, in via Podesti e alle Saline. Ora c'è un'indagine della procura perchè io per primo voglio accertare le responsabilità dell'accaduto”. La conclusione della riflessione di Mangialardi è per un appello a Regione e Provincia sulla manutenzione dei fiumi affinchè “tragedie come quelle accaduta non si verifichino mai più”.





Maurizio Mangialardi

Questo è un articolo pubblicato il 03-06-2014 alle 23:45 sul giornale del 04 giugno 2014 - 3644 letture