L'alluvione lascia troppe ferite aperte: monta la polemica

3' di lettura Senigallia 04/05/2014 - Perchè in città non è stato diramato fin da venerdì lo stato di allerta meteo? Perchè l'allarme scattato solo intorno alle 10 di sabato? Perchè negozi e scuole sono stati fatti aprire regolarmente? Perchè non sono state attenzionate le zone che si allagano già con una pioggia leggermente più abbondante del normale?

Perchè non è stato istituito un numero cui gli utenti potevano rivolgersi durante l'emergenza? Perchè non sono stati utilizzati i canali di informazioni come internet, le testate online e il portale del Comune, per tenere costantemente i cittadini informati sullo stato dell'emergenza?

Sono tante le domande che i cittadini rivolgono al comune, all'indomani di una tragedia senza precedenti che ha colpito Senigallia e il suo entroterra, e che attendono delle risposte. Abbiamo raccolto le tante richieste di chiarimenti dei cittadini, che hanno costituito anche un gruppo aperto su Facebook per scambiarsi consigli e informazioni, che proviamo a sintetizzare.

Perchè non è stato diramato lo stato di allerta meteo per la giornata di sabato?
Nelle giornata di venerdì non è stato inviato alcun comunicato alle testate più seguite, compresa Vivere Senigallia, per una eventuale allerta meteo relativa a Senigallia quanto già da giovedì i meto nazionali individuavano un vortice di bassa pressione proprio sulle zone costiere delle Marche. Il dubbio è che ci sia stata una sottovalutazione del reale rischio.

Perchè l'allarme è scattato solo intorno alle 9.30?
Il Misa è straripato sabato all'alba nella frazione di Pianello già alle 6 del mattino e la violenza del fiume si è rapidamente spostata a valle. Perchè, nonostante il Misa ingrossato, i negozi del centro sono stati fatti aprire salvo poi avvertire tra le 9.30 e le 10 per una evacuazione?

Capitolo scuole.
Almeno un centinaio di studenti sono rimasti bloccati fino a sera all'interno dell'istituto Corinaldesi e alla Marchetti. Perchè le scuole non sono state evacuate fine dalle prime ore della mattina?

Tante inoltre le proteste per il mancato controllo specifico delle zone soggette all'esondazione come quelle di Vallone e Borgo Bicchia, dove poi si è verificata la tragedia più grande, quella delle due vittime. Ci sono stati convegni, addirittura un prontuario sul rischio idrogeologico nelle varie zone della città, eppure l'alluvione sembra aver colto ancora una volta di sorpresa.

Perchè non è stato istituito un numero per le emergenze e perchè non sono stati usati i media per informare, ora per ora, lo stato dell'emergenza?
Noi giornalisti stessi abbiamo trovato grosse difficoltà a tenere informata la cittadinanza sull'evolversi della situazione. Non sono stati diramati comunicati stampa da parte dell'ufficio stampa del Comune. L'unico aiuto prezioso è arrivato dalle informazioni date da alcuni assessori comunali che hanno comunicato con i cittadini tramite Facebook (Campanile) o via telefono (Volpini) e dai cittadini che ci hanno fornito notizie in tempo reale.

Capitolo a parte quello dei soccorsi.
La premessa d'obbligo è che i volontari della Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, i Vigili Urbani e tutte le forze dell'ordine ha fatto tutto quello che era in loro potere e anche di più, lavorando ininterrottamente per dare seguito a tutte le richieste di aiuto mettendo in campo anche mezzi arrivati dai vari distaccamenti e dal Soccorso Alpino. Il problema è che quando l'emergenza è ormai in corso tutto diventa ovviamente più difficile. L'organizzazione doveva avvenire preventivamente.


di Giulia Mancinelli e Michele Pinto
redazione@viveresenigallia.it






Questo è un articolo pubblicato il 04-05-2014 alle 10:31 sul giornale del 05 maggio 2014 - 11166 letture

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