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Al Musinf gli incontri con l’autore, successo per l'appuntamento con Gioachino Castellani

3' di lettura Senigallia 18/04/2014 - La didattica della fotografia piace e fa il pieno di presenze. Del resto a chi non farebbe piacere avere l’occasione di incontrare un fotografo importante, colloquiarci, commentare insieme gli scatti.

La formula del corso di fotogiornalismo attrae e, alla fine degli incontri del venerdì sera gli appassionati fanno capannello sulle scale del Museo per continuare a scambiarsi le impressioni e le emozioni anche se l’ora è tarda.

Venerdì scorso l’incontro è stato con Gioacchino Castellani. Sulla copertina del suo libro “La Scuola dei Maestri”, esposto nella bacheca del Museo, Gioacchino Castellani appare fierissimo insieme a Mario Giacomelli. E’ quello il più ricercato tra i libri che ha edito con la Fiaf, che sono ben cinque in totale. Sono tutti testi fondamentali per chi vuole orientarsi nella storia esplosiva della fotografia marchigiana, sente il fascino della camera oscura e sa sentire la poesia dei sali d’argento. Come delegato Provinciale FIAF, Castellani, ha organizzato numerose iniziative ed eventi, tra cui “FotoMarche” e ben 11 edizioni di “FiafIncontri”, la rassegna itinerante di fotografia marchigiana (dal 1999 al 2010) . Poi a Castellani si devono la fondazione nel 1988 del Fotoclub “Mario Giacomelli” di Osimo e la fondazione nel 2008 a Monte San Vito del sodalizio “Associazione Fotografica Ferruccio Ferroni”.

Si capisce bene quando parla, (e gli allievi del corso di fotogiornalismo, coordinato da Giorgio Pegoli, lo capiscono subito) che Gioacchino Castellani è un testimone della storia e della religione del bianco e nero, da Cavalli a Giacomelli. Una religione che ha stupito e conquistato il mondo. Castellani è anche uno che ha la vocazione didattica e che non nasconde i segreti. Perciò l’unico rumore che si sente in sala, al Musinf, quando parla Castellani è il fruscio delle sue fotografie che passano di mano in mano agli studenti, che guardano ammirati le stampe, imparando a vedere quello che c’è nella realtà, ma che non tutti sanno vedere.

Castellani stampa in camera oscura ai sali d’argento in bianconero su carta fotografica Ilford Gallery e con il Musinf sta attivando un’azione di valorizzazione storica degli autori marchigiani. “Accademia Sali d’argento” si chiama il nuovo sodalizio, che documenterà , anche su Internet, la produzione dei grandi fotografi marchigiani, promuoverà workshop e chiamerà in camera oscura i giovani fotografi più appassionati. “Per andare in camera oscura bisogna partire da buone riprese” dice Castellani mentre segue con gli occhi vigili uno per uno gli allievi intenti a visionare le diverse serie di scatti che ha portato come saggi del suo lavoro. Ha fotografato le Marche, ma ha anche viaggiato e fotografato molto nelle principali città d’Europa.

Ha ricordato di aver cominciato a fotografare a metà degli anni Settanta quando, come studente di Scienze Geologiche presso l’Università di Bologna , ove si è laureato nel ’77, realizzò numerosi scatti proprio per preparare la tesi di laurea. Ha anche utilizzato l’esperienza ventennale di camperista per realizzare racconti fotografici e reportage. Nell’incontro Giorgio Pegoli ed il prof. Bugatti hanno segnalato agli allievi il valore didattico della fotografia di Castellani e hanno preso a modello i suoi scatti in vari Musei europei come esempio di lettura dell’opera d’arte.

Il prof. Bugatti ha poi comunicato che sono entrate a far parte della raccolta del Musinf nuove suite fotografiche di Walter Ferro e Carlo Lovesio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-04-2014 alle 08:23 sul giornale del 19 aprile 2014 - 528 letture

In questo articolo si parla di cultura, attualità, musinf

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