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Carabinieri e Polizia sgominano due bande che gestivano la prostituzione sulla Statale. Ogni sera 2-300 clienti

3' di lettura Senigallia 11/04/2014 - Venerdì mattina in due distinte operazioni i Carabinieri di Senigallia e la Polizia di Ancona hanno arrestato i capi di due bande che gestivano lo sfruttamento della prostituzione tra Senigallia, Marina di Montemarciano e Falconara Marittima.

I carabinieri di Senigallia, coordinati dal Capitano Lorenzo Marinaccio, hanno arrestato due fratelli campani residenti in città, Antonio e Roberto D'Angiolella rispettivamente di 36 e 27 anni. La polizia di Ancona, coordinata dal Responsabile della Squadra Mobile Giorgio Di Munno, ha arrestato due albanesi, Ermal Xhani di 26 anni e Lazer Vladaj di 32 anni, due rumene Andra Silva Jitareanu di 22 anni e Vasilisca Munteano di 37 anni, ed un italiano, Stefano Latini di 56 anni originario di Monsano.

Oltre agli arrestati le bande erano composte da molte altre persone, ora indagate, che aiutavano gli arrestati nella gestione dello sfruttamento della prostituzione, chi accompagnando le ragazze nei loro "luoghi di lavoro", chi trovava appartamenti adatti alla prostituzione e chi si occupava di cambiare il denaro ed inviarlo in Romania.
Nella banda degli albanesi sono indagate altre 15 persone, tra cui 6 marchigiani. In quella dei campani invece sono indagate altre 12 persone, tra cui 6 marchiani.

Le due organizzazioni malavitose erano in contrapposizione tra loro. Proprio da alcuni episodi di scontro avvenuti nel 2012 sono partite le indagini. A giugno una prostituta ha denunciato due albanesi che volevano da lei il pizzo per potersi prostituire in zona. A dicembre un albanese ha aggredito uno dei fratelli D'Angiolella che ha sporto denuncia. Le forze dell'ordine, indipendentemente tra loro ma coordinate dalla Procura, hanno quindi iniziato ad effetture intercettazioni telefoniche, pedinamenti ed a cercare informazioni. Un lavoro che è culminato con gli arresti di venerdì mattina. Nel frattempo tra le due bande non si sono verificati altri episodi salienti e questo fa presupporre che avessero raggiunto un accordo per dividersi il territorio.

Le ragazze, quasi 50 tra le due bande, per lo più rumene, pagavano ai rispettivi protettori 50€ al giorno. Per ogni prestazione incassavano tra i 50 ed i 150€ e guadagnavano quotidianamente circa 500€. Molte di loro, ma non tutte, erano venute in Italia consapevoli di quello che le attendeva e non si lamentavano della situazione avendo potuto comprare con i loro guadagni casa e auto e inviare soldi alla famiglia in patria. Con questi numeri non è difficile calcolare che ogni sera tra senigalliesi, falconaresi ed anconetani erano circa 200-300 gli uomini che andavano in cerca di sesso a pagamento.

Importante anche il ruolo delle donne che appartenevano alle bande. La 22 rumena Andra Silva Jitareanu era il braccio destro del capo Ermal Xhani ed era lei ad avere il controllo del territorio, a premiare le altre ragazze con il giorno libero o con la possibilità di prostituirsi nel suo appartamento anziché in casa. Anche le compagne dei fratelli D'Angiolella oltre a prostituirsi avevano un ruolo nella gestione della banda secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine.








Questo è un articolo pubblicato il 11-04-2014 alle 19:36 sul giornale del 12 aprile 2014 - 10836 letture

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