Corinaldo: la famiglia Saccinto chiede una 'vera condanna' per Omar Turchi, la lettera

francesco saccinto 5' di lettura 21/03/2014 - A seguito della scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare di Omar Turchi, accusato di aver investito ed ucciso il 10 settembre 2013 a Corinaldo il 15enne Francesco Saccinto, e dell'incidente probatorio di mercoledì che ha confermato la tesi dell'accusa- ovvero che è stato il furgone guidato dal muratore ad invadere la corsia opposta dove stava transitando in motorino Francesco Saccinto e non viceversa come sostenuto dall'indagato, i genitori del giovane chiedono giustizia e verità.

Nella consapevolezza che niente e nessuno potrà restituire loro il figlio e colmare il vuoto che sentono dentro i genitori del 15enne hanno deciso di rompere il silenzio con una lettera affinchè “il responsabile della morte del figlio non resti impunito o quasi”- spiega l'avv. Corrado Canafoglia, legale della famiglia.

Infatti il fascicolo ora torna in mano al Pubblico Ministero che per l'indagato, che nell'occasione era alla guida senza patente perchè revocata nel 2010 dopo un precedente ritiro nel 2008 per guida in stato di ebbrezza e con un tasso alcolemico quattro volte superiore al consentito, potrà chiedere il rinvio a giudizio o l'archiviazione.

Turchi, accusato di omicidio colposo aggravato (pena prevista dai 3 ai 10 anni), se patteggia o sceglie altri riti alternativi rischia da un anno e mezzo a 24 mesi di reclusione. Avendo già scontato 6 mesi (3 in carcere e 3 agli arresti domiciliari durante i quali era evaso per acquistare la droga) non andrà neanche in carcere- osserva Canfoglia- Non solo. Ancora ci sono molti aspetti della vicenda che non sono chiari: perchè per anni ha girato senza problemi alla guida del proprio autocarro nonostante la revoca della patente? Perchè, pur essendo stato fermato in diverse occasioni dalle Forze dell'Ordine ed esibendo una patente di guida che non poteva avere, non è stato fermato?”.

Domande esposte chiaramente dalla famiglia Saccinto, che non ha chiesto un risarcimento danni (e se dovessero ottenerlo lo devolverebbe in beneficienza), nella lettera con la quale chiedono alla Magistratura di condannare in maniera adeguata il responsabile della morte del loro unico figlio, che pubblichiamo integralmente:

"Siamo i genitori di Francesco Saccinto (Saccio) e, come ben potete immaginare, non è facile per noi scrivere questa lettera.
Il 10 settembre 2013 la nostra vita è cambiata improvvisamente.
Nostro figlio Francesco è stato investito nella sua corsia di marcia, mentre felice stava andando a divertirsi a casa di amici.

La nostra famiglia si è trovata, dalla serenità in cui viveva, , a sprofondare nella disperazione più totale e con noi tutti coloro che amavano Francesco, parenti , amici ed soprattutto i tanti ragazzi che continuano a piangerlo cercando disperatamente una risposta a quanto accaduto.
Nostro figlio avrebbe compiuto 15 anni dopo pochi giorni e quel maledetto momento ha avuto la sfortuna di incontrare sulla sua strada, un soggetto, che guidava un autocarro pur essendo sprovvisto della patente di guida, perché ritiratagli anni prima e mai restituita.

Colui che ha ucciso nostro figlio è stato sottoposto all’esame dell’alcool ed è stato accertato che, al momento dell’incidente, costui ne aveva ingerito una quantità abnorme oltre i limiti di legge.
Costui si è poi rifiutato di sottoporsi ad esami clinici per appurare se, al momento, avesse assunto anche sostanze stupefacenti.
Da quanto è dato sapere, è emerso anche che costui alcuni mesi prima è stato fermato per ben 2 volte dalle forze dell’ordine di due diverse Città (Fano e Corinaldo) esibendo una patente, che non poteva essere nelle sue mani perché ritirata.

Non contento di ciò, colui che ha ucciso nostro figlio, nonostante fosse agli arresti domiciliari ha ritenuto di uscire senza permesso per andare a comprare dell’eroina ed allora è stato messo in carcere per pochi mesi sino alla decorrenza dei termini di legge.

Chi ha ucciso nostro figlio ha tentato di scaricarsi di ogni responsabilità, affermando che Francesco ha invaso la corsia di marcia opposta.
Abbiamo dovuto attendere una consulenza tecnico di ufficio, che nel gergario legale per ironia della sorte è chiamato “incidente probatorio”, per ottenere la verità e cioè che il nostro Francecso è stato investito nella sua corsia di marcia senza possibilità alcuna di sfuggire alla manovra di chi lo ha ucciso.
Nessun processo e nessuna condanna penale potrà mai restituire Francesco a noi genitori, ai parenti ed ai tanti amici che non riescono a darsi pace, ma oggi sempre più forte poniamo delle domande precise.

E’ giusto che un uomo possa girare senza problemi alla guida del proprio autocarro, nonostante gli sia stata tolta la patente anni prima?
E’ giusto che chi doveva fermarlo, anche in quelle occasioni in cui ha esibito una patente che non poteva avere, non lo abbia fermato?
E’ giusto che chi ha ucciso nostro figlio rischia di non farsi più un giorno di galera, sfruttando tutte le scappatoie che la legge gli consente.

Guidare un camion senza patente e con un tasso alcolemico altissimo non equivale ad accettare la possibilità di cagionare un incidente stradale e la morte di chi sventurato gli si trova davanti? Non equivale ad avere una pistola carica e sparare?
Tale condotta non andrebbe punita seriamente con una condanna vera?

Tutte queste domande non sono animate da rabbia, ma solo dal profondo dolore e dalla speranza che la Magistratura consideri tutti gli elementi per condannare in modo adeguato Omar Turchi, questo è il nome dell’assassino di nostro figlio, in modo che in futuro vi siano sempre meno drammi del genere e soprattutto che chi ne è il colpevole paghi veramente".

Vittorio e Simonetta
Papà e mamma di Francesco Saccinto








Questo è un articolo pubblicato il 21-03-2014 alle 16:08 sul giornale del 22 marzo 2014 - 7737 letture

In questo articolo si parla di attualità, corrado canafoglia, corinaldo, Sudani Alice Scarpini, francesco saccinto

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/1gM





logoEV
logoEV