Antonio Rezza e Flavia Mastrella alla Fenice con '7-14-21-28'. L'intervista

Antonio Rezza 2' di lettura Senigallia 28/11/2013 - Sabato al teatro La Fenice di Senigallia l'unica data regionale per '7-14-21-28' di Flavia Mastrella e Antonio Rezza. Uno spettacolo minimale, comico e surreale, in cui il poliedrico Antonio Rezza, in scena con Ivan Bellavista, tenta di distruggere e soggiogare l'egemonia del significato, traducendolo rappresentativamente in movimento fisico e verbale.

In attesa dello show della compagnia Rezza-Mastrella, l'attore si racconta a Vivere Senigallia.

Avete lavorato molto in teatro, ma anche in televisione, che differenza c'è?
“E' proprio diverso. In televisione non c'è la libertà di azione e movimento che c'è in teatro. La televisione è utile per una maggiore diffusione”.

Trova che il teatro sia cambiato oggi?
“Si tende troppo a fare teatro sociale. C'è troppa complicità tra chi è sul palco e chi è sotto. Manca la sorpresa e l'inaspettato”.

Siete degli artisti poliedrici, cos'è che vi spinge a toccare le più svariate forme di rappresentazione?
“Siamo così. Ci piace decidere cosa fare. Il nostro teatro si fonda sull’habitat che crea Flavia e sul mio corpo che dà vita alle rappresentazioni che non sono scritte”.

Unica data regionale per lo spettacolo '7-14-21-28'. Come mai Senigallia?
“E' l'unica data regionale per questo spettacolo ma siamo in giro per la regione con tutto il repertorio. E' una scelta legata a questo bagaglio. Facciamo in modo che il pubblico di uno spettacolo non sia lo stesso dell'altro e che i più affezionati possano vedere tutti gli spettacoli”.

Come è nata l'idea di raccontare la società attraverso i numeri?
Nasce da un ideogramma di Flavia Mastrella. E' un modo spontaneo di rappresentare la società ed i numeri la rappresentano al meglio”.

La coreografia è ridotta al minimo ed anche gli abiti. Da cosa dipende questa scelta?
“In realtà sul palco c'è tanto (macchine, corde, lacci e reti) ma sottoforma di scena. Tutto parte dai quadri che ruotano sopra la testa”.

Che cosa si deve aspettare il pubblico?
“Il nostro è un teatro comico. Comico da far star male. Si ride tanto attraverso una rappresentazione di fantasia da subire”.

E voi da quello senigalliese?
Non ci aspettiamo mai niente dal pubblico quindi neanche da quello senigalliese. Speriamo solo che sia tanto e che ci dia la carica giusta attraverso le risate che suscitiamo in loro”.

Appuntamento quindi a sabato alle 21:15 al teatro La Fenice con '7-14-21-28' di Antonio Rezza e Flavia Mastrella.






Questa è un'intervista pubblicata il 28-11-2013 alle 19:54 sul giornale del 29 novembre 2013 - 1168 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, antonio rezza, Sudani Alice Scarpini

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