Ostetricia e Ginecologia un anno dopo: ancora un grazie ai professionisti che 'sfidano' i tagli

3' di lettura Senigallia 07/10/2013 - A poco più di un anno di distanza dal mio primo parto, sono tornata "ospite" del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale di Senigallia e ho avuto modo di verificare cosa è cambiato e cosa no.

I cambiamenti purtroppo non sono buoni e sono quelli legati ai tagli imposti, in parte del Governo, in parte della scelte della politica regionale e dell'Asur. Il personale è sempre più ridotto all'osso, costretto anche a orari prolungati, a fronte di richieste comunque in crescita. Non è infatti una novità che il reparto di Ostetricia e Ginecologia sia una'eccellenza e proprio per questo venga scelto sempre di più anche da partorienti di altre città. Altra brutta novità è che proprio il reparto di Ostetricia sarebbe a rischio chiusura perchè “non in linea” con i parametri imposti dal Decreto Balduzzi. Nell'illogica ottica della spending review infatti devono sopravvivere sono i punti nascita che contano almeno mille parti l'anno. Su questa linea, all'interno dell'area vasta 2, a parte l'ospedale Salesi di Ancona (che sarà preservato), nessun presidio raggiunge questi numeri.

Senigallia con i circa 800 parti l'anno è tra gli ospedali più prolifici ma non basta. Di qui la decisione, che farà poi capo all'Asur, di mantenere un solo altro reparto di ostetricia. Senigallia dunque dovrà lottare per difendere la propria eccellenza contendendo il mantenimento del reparto con altre città come Jesi e Fabriano. Proprio la chiusura dei punti nascita è stato oggetto di dibattito anche all'Anci che nei giorni scorsi si si è riunito per discutere della questione. L'assemblea ha preso posizione difendendo con forza le eccellenze locali e chiedendo, contestualmente, per le strutture dove i punti nascita saranno chiusi, precise garanzie sul mantenimento, nella fase di transizione, di standard assistenziali ben precisi come le guardie pediatriche ed ostetriche. Per conoscere le sorti del reparto di ostetricia di Senigallia decisivi saranno i ruoli giocati, anche in sede politica dalle istituzioni locali, nei prossimi mesi.

Ecco invece cosa, fortunatamente, non è cambiato. Non sono cambiate le professionalità che vanta il reparto di Ostetricia e Ginecologia. Non sono cambiati l'impegno e la serietà che gli operatori, dai medici alle infermiere, alle ostetriche e al personale del nido, spendono ogni giorno nell'assistere le partorienti e le neo mamme. Doti che avrebbero potuto essere messe in crisi a causa delle difficoltà con cui ogni giorno i professionisti del reparto devono confrontarsi ma così non è. In occasione del mio secondo parto ho avuto modo di vedere confermato quando già sperimentato un anno fa. Un grazie di cuore lo rivolgo a tutto lo staff che ha contribuito a rendere speciale il momento del parto. Dalle ostetriche Fabiola Girini e Lauretta Cecchetti, che mi hanno assistito durante e dopo il travaglio, all'equipe del dirigente dott. Diego Cingolani e la dott.ssa Alessandra Gentili, alle infermiere e ai medici del nido. Un grazie speciale per le sue doti professionali e umane alla dottoressa Veronica Quagliarini che ha fatto nascere mia figlia. La ringrazio anche per anche per aver reso, insieme al suo staff, la scelta di partorire in sala travaglio (la sala parto era occupata) un momento ancora più intimo e speciale.

Un anno dopo ad Ostetricia e Ginecologia le professionalità resistono e sono più forti della scure dei tagli ma la corda troppo tirata prima o poi si spezza. Alle istituzioni locali spetta il compito di scendere in campo con più incisività per dare maggior peso alla voce che si innalza da Senigallia e che pretende la difesa del presidio ospedaliero cittadino.






Questo è un editoriale pubblicato il 07-10-2013 alle 23:45 sul giornale del 08 ottobre 2013 - 6973 letture

In questo articolo si parla di attualità, giulia mancinelli, editoriale, ostetricia

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Se come scrive la Signora Mancinelli,i reparti Ostetrici sotto le mille nascite saranno chiusi, ci dovremmo abituare ai parti per strada, date le distanze, tra noi, e la clinica più vicina.
Non bastano le tante brutte storie sui giornali dei bambini maltrattati ma che si metta in difficoltà una puerpera e bambino, allora chi sta ai vertici dell'Asur, non ha capito nulla del genere umano. Nella tanta decantata legge sul femminicidio, dovrebbe essere tutelata questa forma di salvaguardia delle future mamme, affinchè un semplice parto non diventi una telenovela. Le NOSTRE onorevoli, dovrebbero far pressione in Regione affinchè questo tetto delle mille nascite, venga notevolmente abbassato. Lasciamo farli almeno venire alla luce in santa pace, poi ci saranno i politici a complicar loro il resto della vita.
Leonardo Maria Conti

L'importante è non mettersi a litigare con Jesi o Fabriano perché Senigallia è comunque destinata a perdere: non è lontana da Ancona come Fabriano, non ha consiglieri regionali da quasi 9 anni ed un solo parlamentare contro i tanti di Jesi e Fabriano.

Bisogna lavorare insieme a Jesi e Fabriano per bloccare questo provvedimento assurdo.

Posso capire, relativamente, i piccoli presidi sparsi in giro, e quelli non troppo lontani da grandi città, ma togliere un servizio come quello di ostetricia da grandi città e costringere per giunta le partorienti a farsi più di 25 km di strada mi pare un assurdo nel terzo millennio.
Mi chiedo come si comportino in questi casi gli altri Paesi UE.

Per me non è per niente un reparto di eccellenza...
Se nn ricordo male qualche mese fa ci fù uno scandalo riguardo 4 ostetriche che truccarono il concorso, o no?
Io ho partorito due volte e in entrambe ho evitato l'ospedale di Senigallia..
Primo perchè in tutte le Marche è a disposizione un numero verde per le prenotazioni al telefono molto comodo. Ovviamente Senigallia non ha aderito, e quindi devi per forza prendere dei permessi dal lavoro per prenotare una ecografia perchè nn so per quale arcano motivo al telefono non le prendono.
Per fare la curva glicemica, a Fano vai al laboratorio analisi e te la fanno subito, invece a Senigallia ti devono vedere in faccia per dirti che devi stare a digiuno (dirlo al telefono non va bene?). La seconda scusa è stata che devono vedere la cartella clinica. Ma se è un analisi perchè devono vedere la cartella e devono mettere bocca sulla prescrizione del tuo ginecolo? Mistero!!!
Per non parlare dei parti in analgesia... Ai corsi preparto se dici che vuoi fare l'epidurale sei vista come un terrorista.
E non aggiungo altro.

Io sono nato a casa.
Vabbé, non sarò venuto così bene, ma penso si possa ancora fare.

A me non è mai piaciuto criticare il lavoro degli altri...soprattutto quando non si conoscono da vicino le realtà lavorative e le possibili difficoltà che, da fuori, potrebbero non essere così chiare...
Detto questo però, parlare di eccellenza per il reparto di ginecologia di Senigallia...
Che abuso che si fa del termine "eccellenza", parola troppo spesso usata a sproposito anche dai politici nostrani! In teoria, l'eccellenza sarebbe, o meglio, dovrebbe essere, il più alto livello qualitativo raggiungibile...
Mia moglie ha partorito a Senigallia, purtroppo ha avuto alcune complicazioni al momento del parto e ha dovuto fare il parto cesareo d'urgenza, l'unica sala operatoria disponibile non era pronta e ha dovuto aspettare un po'(erano le 19:00 di sera ed erano appena terminati i cesarei programmati).
Per farla breve mia moglie si è beccata, probabilmente in sala operatoria, un'infezione batterica (piuttosto grave) che le ha dato la febbre per 15 giorni e non ha potuto né accudire né allattare il bambino perchè gli antibiotici che prendeva per la febbre avrebbero potuto creare problemi al piccolo.
Per alcuni giorni ho avuto parecchia paura perchè gli antibiotici sembravano non fare effetto...insieme abbiamo deciso di non sporgere denuncia.
Purtroppo quando sento parlare di eccellenza mi vengono i brividi...




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