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L'ospedale di Senigallia tra i 100 centri italiani per la diagnosi e cura delle malattie al fegato

2' di lettura Senigallia 27/09/2013 - L'ospedale di Senigallia, e più precisamente la U.O.C. di Gastroenterologia dell’Area Vasta 2 - Asur Marche diretta dal dottor Eugenio Brunelli si è dotata del Fibroscan, un moderno strumento capace di prevenire e verificare la presenza o assenza di un danno al fegato.

Si tratta di uno strumento apparentemente semplice che permette di valutare in maniera del tutto atraumatica e non invasiva la severità (fibrosi) delle malattie croniche di fegato- spiega il dottor Eugenio Brunelli- Inoltre la strumentazione più moderna (quella in dotazione all'ospedale di Senigallia), dotata del sistema CAP, permette di valutare anche la steatosi epatica (ovvero l'accumulo di grasso nel fegato)”. Il tutto in appena 15 minuti di procedura, a stomaco vuoto.

Il Fibroscan (valore 140 mila euro), donato all'Area Vasta 2 dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, è pertanto importante per la gestione delle patologie insieme al personale medico (gastroenterologo-internista) e non solo.

E’ utile la gestione in rete delle situazioni patologiche complesse, che richiedano l’intervento di strutture a valenza regionale o sovra regionale (trapianto di fegato, trattamento dell’epatocarcinoma)- continua Brunelli- E potersi avvalere di strumentazione congrua a monitorare la valutazione della malattia come, ad esempio, la possibilità di eseguire ecografie epatiche anche con mezzo di contrasto, eco-color doppler, studi di microscopia ottica su biopsie epatiche”.

Pertanto grazie a questo “gesto di grande sensibilità”, tiene a sottolineare il dottore, l'intera Area Vasta 2 può vantare un moderno servizio di epatologia- branca della Gastroenterologia che si propone la gestione diagnostica e terapeutica delle malattie acute e croniche di fegato -per gestire:

la diagnosi e il monitoraggio clinico delle malattie croniche di fegato;
la terapia medica e, in special modo, le nuove terapie antivirali attualmente in commercio e quelle di futura introduzione;
la diagnosi e il trattamento degli scompensi clinici della cirrosi epatica;
la diagnosi e il trattamento dell’epatocarcinoma;
indirizzare i pazienti al trapianto epatico e gestire le sue sequele.

“Lo strumento permette quindi di inserire l’attività epatologica dell’Area Vasta 2 tra quella dei 100 centri italiani che si interessano di fegato. E nei prossimi anni -conclude- permetterà all'ospedale cittadino di poter utilizzare la nuova terapia che uscirà”.

Maggiori informazioni nel pdf.








Questo è un articolo pubblicato il 27-09-2013 alle 16:11 sul giornale del 28 settembre 2013 - 6623 letture

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