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Fermato da Prota e Ubertini nel 2009, oggi il giudice gli da ragione, il ritiro della patente fu illegittimo

Sentenza, ordinanza, giudice 2' di lettura Senigallia 18/09/2013 - Nella notte di ferragosto 2009 i carabinieri Prota e Ubertini fermarono uno scoterista che risultò positivo all'etilometro e procedettero quindi al sequestro dello scooter. Secondo il racconto dei testimoni però i due militari minacciarono non il sequestro ma la confisca del mezzo.

Spaventato lo scooterista chiamò sul posto un amico, Giovanni Cenci, brigadiere della Guardia di Finanza che giungeva per dare un passaggio all'amico con l'auto guidata da un’amica perché, nella notte di ferragosto anche lui aveva festeggiato. La macchina, come è emerso nel corso del processo, si fermava a circa 40 metri dalla postazione dei militari, nei pressi di Villa Torlonia.

Cenci, dopo aver parlato separatamente con l’amico, cercò di parlare con i due carabinieri per chiarire il punto del sequestro o della confisca del mezzo. Nel mezzo della discussione, al brigadiere, venne improvvisamente chiesto di sottoporsi all'acooltest. Inutili i tentativi di spiegare che alla guida c’era la ragazza e non lui. Ovviamente Cenci, a fronte delle insistenze dei militari operanti, si sottopose comunque al test che diede esito positivo. Immediatamente scattava il ritiro della patente e la comunicazione di notizia di reato per guida in stato di ebbrezza.

Poiché Giovanni Cenci non era alla guida (l'auto era stata portata da un'amica, astemia) il ritiro non aveva motivo di essere. Cenci si è rivolto all'avvocato Roberto Paradisi per presentare ricorso.

Il giudice di pace ha immediatamente sospeso il provvedimento di ritiro della patente concludendo positivamente il giudizio amministrativo. Finalmente poi, quattro anni ed un mese dopo, il 18 settembre 2013 il tribunale di Ancona ha messo anche la parola “fine” al procedimento penale dando ragione al Giovanni Cenci e confermando così che Prota ed Ubertini non potevano aver visto Cenci guidare l'auto.

"Un macroscopico errore e una fortissima leggerezza hanno tenuto sotto il giogo del processo penale un rappresentante integerrimo delle forze dell'ordine. Oggi giustizia è fatta" ha commentato l'avvocato Paradisi.






Questo è un articolo pubblicato il 18-09-2013 alle 18:17 sul giornale del 19 settembre 2013 - 5697 letture

In questo articolo si parla di cronaca, roberto paradisi, michele pinto, giustizia, massimo prota, simone ubertini, giovanni cenci

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