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Abolizione dell'Imu, La Città Futura: 'Senigallia non può essere penalizzata da governo Pd-Pdl'

stefano canti 4' di lettura Senigallia 31/08/2013 - In merito a quanto deciso dal Consiglio dei Ministri del governo Letta in materia di Imu e finanza locale, La Città Futura vuole porre le seguenti precisazioni e riflessioni.

Come premessa, l'Imu non era una priorità. Le misure sull’Imu varate dal Governo delle “larghe intese” sono state dettate da esigenze politiche, poco sensate sul piano economico, facendo restare molte incertezze sulle coperture e sui finanziamenti ai comuni che vedono prorogarsi la chiusura di Bilancio previsionale a novembre, e la service tax che entra in vigore dal 2014 è avvolta nelle nebbie di decisioni ancora tutte da prendere.

In questo particolare momento di scarsità di risorse era fondamentale, al contrario, intervenire sulle vere priorità del Paese: cuneo fiscale, rifinanziamento cigs in deroga, esodati, misure per l’occupazione giovanile. Siamo dunque preoccupati, se pure oggi, per le famiglie, l'abolizione dell'Imu per il 2013 appaia come una buona notizia, che non si trovino coperture adeguate per le emergenze vere del paese per via del prezzo da pagare al tornaconto politico del Pdl per il sereno prosieguo del governo.

Conclusa la premessa, i fatti stanno a questo: l’Imu sulla prima casa 2013 è stata cancellata tout court a tutti indistintamente, rendendo uguali i diseguali, ricchi e poveri; la prima rata , di giugno, sarà coperta da qualche taglio di spesa (benché ancora vago, una probabile spending review), un prelievo su giochi e scommesse; per le coperture della seconda rata, di dicembre, è invece buio pesto, tutto è rinviato alla legge di stabilità di ottobre, che promette di essere ricca di incognite e povera di risorse. Per il 2014 il governo annuncia che l’Imu sarà sostituita dalla Service Tax, sulla quale gli enti locali scaricheranno tutti i tributi attualmente in vigore per i servizi connessi agli immobili. Quest’ultima nuova imposta è avvolta nelle nebbie di decisioni ancora tutte da prendere.

In questo quadro generale La Città Futura fa le seguenti considerazioni:

L'abolizione dell'Imu per tutti rappresenta un "regalo" ingiustificato anche per i super ricchi, per chi dispone di ingenti patrimoni immobiliari, redditi molto elevati, abitazioni di lusso (oggi non adeguatamente individuate, stante i noti problemi di catasto, dalle categorie catastali A1, A8 e A9); quello che andava fatto era trovare una formula che esentasse l'80/85% dei contribuenti ma non tutti;

l'introduzione della Service Tax a partire dal 2014 rischia di far rientrare dalla porta quello che si è fatto uscire dalla finestra; se ai comuni non sarà garantito l'integrale rimborso del gettito sottratto (ad aliquote 2013) i municipi saranno costretti a coprire i "buchi di bilancio" che si andrebbero a generare facendo leva proprio sulla Service Tax, per cui alla fine i cittadini si troverebbero a pagare quanto prima se non di più;

vi è poi il problema degli inquilini (cioè quel 20% di famiglie italiane che non hanno avuto la possibilità di acquistarsi una abitazione e di cui il maggior numero è compreso nel 20% degli italiani più poveri) e che oggi sono più in difficoltà di altri. La Service Tax graverebbe anche su di loro con un impatto che rischia di essere pesantissimo (si stanno già esprimendo le associazioni degli inquilini);

per quanto riguarda i comuni resta grande incertezza e preoccupazione. La rata di giugno è stata abolita dall'emanando decreto con l'individuazione di necessarie coperture ma per la rata di dicembre esiste solo un accordo politico che dovrà concretizzarsi in un decreto a corredo della legge di stabilità 2014, come detto in precedenza. Ma il governo è ancora in bilico (anche e soprattutto per la questione della pretesa agilibilità politica di Berlusconi) per cui tutto potrebbe saltare. E ciò avverrebbe quando ormai sarebbe troppo tardi per i Comuni riportare in equilibrio i bilanci comunali. Conseguenza: ancora una volta assoluta incertezza, impossibilità di qualunque programmazione (il decreto rinvia ulteriormente il termine per l'approvazione dei bilanci comunali al 30 novembre!), rischio default altissimo;

Per Senigallia, non accettiamo di essere penalizzati dal governo Pd-Pdl per il fatto di aver approvato un bilancio di previsioni rispettando i tempi massimi, inizialmente stabiliti. La proroga concessa dal Governo in queste ore di poter approvare il bilancio 2013 entro novembre crea solo ulteriore caos, perché a novembre si dovrebbe andare a discutere il bilancio 2014. Lo Stato deve ridarci tutto lo stanziamento previsto per l'Imu, senza se e senza ma e senza un centesimo di meno. L'abolizione dell'Imu, rischia così di peggiorare la situazione se, come appare ormai evidente, le amministrazioni comunali non potranno garantire i servizi essenziali come la mensa nelle scuole, il trasporto pubblico o l'assistenza agli anziani. Era auspicabile anziché l'abolizione Imu tout court sulla prima casa indistintamente a tutti, mettere quei soldi per la riduzione dell'Irpef a favore delle fasce più deboli della popolazione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-08-2013 alle 14:42 sul giornale del 02 settembre 2013 - 3737 letture

In questo articolo si parla di politica, La Città Futura, stefano canti

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