Ceresoni: 'Le facili ricette del M5S per governare il territorio'

simone ceresoni Senigallia 28/06/2013 - Occorre fare attenzione alle “facili ricette”: costano poco sia nel progettarle che nel comunicarle, ma poi, quasi sempre, sono inefficaci, non funzionano. Era una “facile ricetta” quella del candidato sindaco di Parma, volta a convincere gli elettori, che se fosse stato eletto lui avrebbe trovato il modo di evitare di realizzare l’inceneritore.

Oggi Pizzarotti, sindaco di Parma del Movimento 5 Stelle, ha preso atto di aver illuso una comunità e ha preso atto che la sua “facile ricetta in poche mosse” non era possibile da realizzare. Sicuramente per colpe non sue, ma la “ricetta facile e illusoria” era la sua …Tralascio poi di raccontare, in modo più approfondito, che ho assistito ad un dibattito in cui lo stesso, quasi compiaciuto, raccontava che… in fondo gli anziani della città quando lo incontrano gli chiedono fregandosi le mani: “Sindaco, quando l’accendiamo…?” Nel nostro caso non mi convince la facile ricetta dei “nostri 5 stelle”: cedi due (dirigenti comunali) e compri una (scuola pubblica)… Non basta saper scrivere, non far parte di un partito o non essere nelle istituzioni. Per governare un territorio occorre, oltre all’onestà e alla passione, anche sapere amministrare che, tra le altre cose, significa tentare di dare risposte concrete e praticabili ai bisogni vecchi e nuovi della comunità locale, entro un programma amministrativo dichiarato.

Per questo credo sia doveroso fornire alcune precisazioni in merito all'ultima Variante al Prg, adottata dal Consiglio Comunale, nel maggio scorso. Nel caso specifico trattato dai “nostri 5 stelle” va detto che, secondo me, oggi più che mai occorra dare risposte concrete e praticabili, senza se e senza ma, a chi è stato sfrattato o a chi non ha una prima casa e non ha un reddito sufficiente né per comprarla né per affittarla. Non servono quindi né demagogia né belle parole, ma programmi dichiarati e progetti realizzabili, che tengano conto della realtà esistente, delle risorse disponibili, delle leggi vigenti.

Il Comune di Senigallia si sta muovendo secondo precise linee di indirizzo, che cercano di trovare anche nel governo del territorio risposte concrete dirette alle fasce sociali più deboli e maggiormente esposte agli effetti della crisi economica, affrontando gli aspetti sociali della povertà e dell'esclusione sociale partendo anche dal problema dell’accesso alla prima casa in proprietà o in locazione in relazione al reddito disponibile. Diverse sono le risposte concrete, presenti in questo atto di governo del territorio appena licenziato dal Consiglio comunale. Infatti la variante che promuove “azioni per la riqualificazione dell’offerta turistica - alberghiera e per la sostenibilità ambientale attraverso la riduzione e il riclassamento dei carichi urbanistici”, comporterà, una volta giunta alla conclusione del suo iter, la possibilità di realizzare oltre un centinaio di alloggi tra edilizia residenziale pubblica e edilizia residenziale sociale.

Viene individuata un’area già “consumata” lungo via Mattei, i cui volumi già edificati, in accordo con la proprietà, verranno convertiti totalmente ad un progetto di Edilizia Residenziale Sociale, con possibilità di avviare un nuovo progetto di autocostruzione simile a quello ben riuscito di Cesano. In via Montello si è trasformato un terreno, già edificabile e di proprietà comunale, in un terreno per la realizzazione (con la collaborazione di Erap) di unità immobiliari di edilizia residenziale pubblica. Nel comparto di via Cellini, la cui complessiva quantità edificatoria viene ridotta di un terzo e all’interno del quale viene preservata dalla edificazione la parte a sud più pregiata dove si trova l’ultima collina ancora intatta in ambito urbano, viene prevista una percentuale pari al 15% di case di Edilizia Residenziale Sociale.

Nel caso di via Cimarosa voglio ricordare ai “nostri” che, nel recentissimo passato, si è già praticata una positiva esperienza di integrazione ed inclusione sociale: le 18 famiglie sfrattate da Via Marche - dopo l'episodio di alcuni anni fa - hanno trovato in quella parte di comparto edificatorio già realizzato (in modo esattamente identico a quanto prevediamo di fare nella Variante di cui si discute) la possibilità di esercitare il diritto alla prima casa, attraverso un percorso silenzioso e virtuoso che ha avuto una felice conclusione grazie anche all’operato dell’assessorato ai servizi sociali del comune. Se le eccezioni poste dai “5 stelle” fossero state accolte ieri: oggi avremmo 18 famiglie sfrattate per strada e se accogliessimo le osservazioni allo strumento di oggi, domani potremmo avere 36 famiglie senza casa.

Tutto ciò potrà essere possibile grazie ad un progetto che prevede il 50% di edilizia privata e il 50% di edilizia residenziale sociale, con una riduzione, tra l'altro, del 50% della volumetria precedentemente programmata (si passa infatti da 5.277mq di superficie utile lorda programmate ante - variante a 2.236 mq di sul post - variante, di cui appunto la metà per edilizia residenziale sociale). E’ poi errato pensare che l’edilizia sociale sia in questo caso la foglia di fico per coprire una speculazione legata all’edilizia privata. Chi entra nelle questioni con i necessari approfondimenti, sa invece che la presenza di una previsione di edilizia privata è necessaria a fondare la sostenibilità economica del processo di conversione delle destinazioni d’uso, rappresentando quel volano in grado di sorreggere il progetto di edilizia residenziale sociale, che è l'orizzonte entro il quale il progetto di variante si muove. Anche perché è bene ricordare ai “nostri” che ci muoviamo in questo caso entro un lotto a totale proprietà privata e che, stante le normative vigenti nel nostro Paese, esso può essere acquistato o espropriato pagando un oneroso prezzo o indennizzo (secondo quanto le sentenze in ambito giurisdizionale definiscono ormai da anni per casi simili). Somme ad oggi troppo onerose per i bilanci degli enti pubblici locali territoriali.

Ritengo infine che chi abbia la legittima ambizione di “arrivare” a governare un ente locale come quello di Senigallia, debba spiegare alla città come e con quali strumenti intende rispondere, nel rispetto delle leggi vigenti, alle esigenze concreta delle oltre 563 famiglie che richiedono una casa popolare e delle oltre 506 nuclei familiari, che chiedono un contributo per l'affitto. Insomma non “facili ricette” velleitarie, ma una proposta seria per un nuovo programma comunale per l’edilizia residenziale pubblica e sociale.


da Simone Ceresoni
assessore all'urbanistica



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-06-2013 alle 16:29 sul giornale del 29 giugno 2013 - 4468 letture

In questo articolo si parla di urbanistica, simone ceresoni, politica e piace a Daniele_Sole

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E' sufficiente fare un giro in altre nazioni per vedere la differenza fra i "faciloni" incompetenti e gli "esperti" di lungo corso italiani.

Proprio l'urbanistica, che in altri paesi ha periodi temporanei di 30 - 50 anni e sono, sempre, organiche e integrate, in italia ha un periodo di massimo due amministrazioni.

Qualunque cittadino dotato di spirito di osservazione può notarlo.

La complanare, zompo de senigallia, la gestione dell'ex italcementi indicano la "competenza" dell'attuale (e la precedente) amministrazione.

Intelligenti pauca.

L'Assessore Ceresoni è un grande! Si lo è perchè è il miglior venditore di fumo di tutta la giunta, sempre molto gentile e cordiale, ma rigira le frittate con abilità.
Era un "verde" una volta, ma "rosso" dentro, quindi perfettamente calato nella speculazione edilizia mascherata ad arte.
Con le tre ultime amministrazioni le società di costruzione hanno goduto e stanno godendo alla grande, le varianti sono piovute a iosa, ma ovviamente tutto per il bene della città....che se poi passeggi e parli con i cittadini, questi sono incazzati neri proprio con chi trova il modo di spendere milioni e milioni in palazzi, complanari, case e mega progetti ridicoli come l'Ex Salicelit, e niente viene fatto per le strade o per la collettività.
Grande e abile oratore l'Assessore Ceresoni, ma di quello che dice e racconta è vero l'esatto contrario al 100%.
In questo comunicato ha giocato sulla lunghezza per far addormentare il lettore...ma chi gli aveva scritto e ha letto la sua risposta è già pronto per la contro-replica....la storia non finisce qui cari Senigalliesi, tra una diffida e l'altra, questa giunta continua a mandare a ramengo Senigallia!

Valentino Rossi

29 giugno, 02:05
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Luigi Alberto Weiss

29 giugno, 09:10
Passati i tempi, caro Simone, dei pantaloni corti da boy scout, delle campagne elettorali con il risciò, delle proteste sul ponte Zavatti avvolto nella bandiera dei Verdi contro l'abbattimento (poi avvenuto nottetempo "ad opera di ignoti") della vecchia stazione di posta a Borgo Molino. Ormai, caro Simone, sei il portavoce "istruito" del sindaco ciuffettone, come già lo stavi diventando prima con la sua predecessora. Ormai sei la giustificazione accademica di ogni cementificazione. Il verde, nel senso dei giardinetti, in città non esiste più. E questo rende la qualità della vita terra terra!

fioralba ricci

29 giugno, 10:57
aggiungo al commento precedente il cantiere della Cesanella 1 che continua a lavorare nonostante il Tar abbia annullato tutte le delibere su cui si basa il permesso a costruire. Anche in questo caso l'assessore Ceresoni si professa VERDE ma ama molto il cemento......e continua nella sua opera di raccontaballe pensando che sono tutti SCEMI a non capire l'ennesima porcata che stanno preparando

Sono davvero interessato alle controrepliche.
Anche perchè l'Assessore parla per le sue mansioni, che ha dall'insediamento dell'ultima giunta.
L'autocostruzione, anche se della preccedente amministrazione, è stata una buonissima idea: da ripetere.
Dare le case a chi ne ha o meno bisogno non è compito dell'assessore all'urbanistica: l'assessore all'urbanistica deve cercare di far avere case in qualche modo, ma non credo ci possa fare una programmazione completa in tempi di vacche magre.
La complanare incompleta è figlia della crisi economica, come pure l'ex italcementi: la crisi sta facendo piazza pulita di un sacco di "mestieranti" dell'immobile, ma fa anche questo.

gasparino

29 giugno, 16:43
La maggiore e peggiore responsabilità della attuale classe politica - oltre a quella di favorire in modo spudorato e indecente i lavoratori autonomi e coloro che non fanno nulla da mane a sera perché vivono di rendita - è contrarre debiti di cui poi si faranno carico coloro che verranno.L'inceneritore di Parma in questo senso non è un' eccezione.E non fa eccezione la distesa di cemento in cui è stata trasformata la spiaggia di velluto. Naturalmente il tutto in difesa dei nostri figli e come direbbe menenio agrippa per avvantaggiare i meno abbienti.




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