Variante al piano degli arenili. Operatori infuriati, 'Non ne sapevamo nulla'

Spiaggia di Ponente 2' di lettura Senigallia 04/06/2013 - Operatori di spiaggia infuriati per l'approvazione della variante al piano particolareggiato degli arenili. I bagnini reputano una “beffa” l'atto adottato dalla Giunta, la scorsa settimana, senza alcun confronto preventivo con le categorie.

A far gridare alla presa in giro è anche il fatto che i rappresentanti delle associazioni di categoria sono stati convocati dall'Amministrazione soltanto ieri pomeriggio, a cose ormai fatte.

“Siamo rimasti sconcertati dall'apprendere sulla stampa la notizia dell'adozione della variante al piano degli arenili -sbotta Giancarlo Ciccolini, presidente di Sib-Confcommercio- tempo fa avevamo presentato anche diverse osservazioni che, evidentemente, non sono state neppure prese in considerazione. Sono sconcertato dal fatto che poi l'assessore all'urbanistica Simone Ceresoni ci abbia convocato per una riunione. Che senso ha?La Giunta può deliberare quello che vuole ma prima avrebbe almeno dovuto confrontarsi sulla variante. Il metodo utilizzato è assolutamente scorretto e inopportuno”.

“E' vero che la variante non è sostanziale ma apprendere dalla stampa la notizia dell'adozione di uno strumento urbanistico è veramente sconcertante -fa eco Giacomo Cicconi Massi, segretario di Oasi-Confartigianato- avremmo auspicato un minimo di confronto per arrivare ad una variante condivisa, che tenesse conto almeno del prezioso lavoro svolto dalle categorie in fase di redazione del piano degli arenili. A questo punto prendiamo atto di una variante, che è in pubblicazione, e che certamente non è condivisa”.

Oltre al metodo, a non entusiasmare gli operatori è anche il merito. La variante al piano degli arenili è stata presentata come un “aggiornamento che semplifica le procedure e migliora le opportunità imprenditoriali dei bagnini”. Nello specifico, a seguito del recepimento di una direttiva europea, i gestori degli stabilimenti balneari per poter somministrare cibi e bevande in spiaggia non dovranno più costituirsi in consorzi. Basterà una semplice autorizzazione per l'esercizio di una qualunque attività, purchè resti accessoria. Non sono ancora arrivate richieste ma si potrebbe addirittura arrivare ad avere slot machine sull'arenile.

“Con questa liberalizzazione spinta si rischia una guerra tra poveri, l'offerta va incrementata dove i servizi sono scarsi -commenta Ciccolini- la variante non risolve il problema (da anni sollevato) di una colonia che però pratica attività di stabilimento balneare, con tutti gli sgravi e le agevolazioni del caso. Situazione che l'Amministrazione non ha sanato neanche stavolta”.

Via libera alle piscine e agli idromassaggio in spiaggia, anche se appare un'opportunità per pochi. “La variante obbliga i bagnini a smontare tutto in autunno con costi esorbitanti che possono permettersi solo pochi stabilimenti e scoraggia nuove attività -aggiunge Cicconi Massi- per essere veramente competitivi bisognava dare la possibilità di lasciare le strutture sull'arenile, proprio come avviene in città per noi concorrenziali quali Rimini e Riccione”.






Questo è un articolo pubblicato il 04-06-2013 alle 23:45 sul giornale del 05 giugno 2013 - 4138 letture

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