Abuso edilizio al Portone, il Comune: 'Abbiamo operato nel pieno rispetto della normativa'

municipio 1' di lettura Senigallia 22/05/2013 - A seguito delle notizie apparse sulla stampa in merito ad un abuso edilizio accertato in località Portone, è opportuno fornire alcune precisazioni che dimostrano chiaramente come il comportamento del Comune in tutte le fasi del procedimento sia stato all’insegna della legalità e della massima correttezza amministrativa.

Innanzitutto è necessario chiarire che la reale dimensione dell’abuso riscontrato non è di 100 metri quadrati ma di 30 metri quadrati, pari cioè ad una porzione di circa un terzo del nuovo piano di abitazione edificato.

L’Ufficio Tecnico Comunale ha accertato che la demolizione della porzione abusiva non sarebbe stata possibile senza compromettere la stabilità dell’intero immobile realizzato in maniera conforme. Pertanto, operando nel pieno rispetto della pertinente normativa, ha dato seguito a quanto previsto dall’art.38 ex D.P.R. 38/2001. Tale disposizione di legge prevede infatti che, qualora non sia possibile la demolizione, il competente Ufficio Comunale applichi una sanzione pecuniaria pari al valore venale delle opere abusivamente eseguite.

L’ammontare della sanzione è stata calcolata, come previsto per legge, dall'Agenzia del Territorio e non dal Comune, sulla base di precisi parametri tecnici.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-05-2013 alle 18:43 sul giornale del 23 maggio 2013 - 5430 letture

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Dal mio punto di vista la cosa necessita di una approfondita indagine interna , dato che i funzionari comunali sono molto severi in altre circostanze e vedono tutto.

Rimane comunque il danno ai vicini?
chi li ripaga ? il comune che ha sbagliato ?

poi una multa che si è elevata ; ma quanto valore ha acquisito l'immobile con l'abuso che è stato fatto?

perchè se così fosse cominciamo a fare tutti i furbi!
costruiamo , mettimaomin pericolo l'immobile , così non ce lo fanno demolire , e volilà abbiamo tanti mq in più da goderci!

cosa succede per caso Napoli è arrivata da noi?
per dire un posto dove lo stato è latitante e vince il più forte??

Da Luigi Rebecchini:

La volumetria abusiva accertata dalla Polizia Urbana , riportata anche nell'ordinanza dell' ing. Roccato è di 90,20 metri cubi. Il piano sopraelevato in questione, secondo le norme e rispettando la volumetria consentita, sarebbe diventato nella sopraelevazione soffitta forse completamente non abitabile. La geometria insegna che un volume si riduce di 90 metri cubi o diminuendo la superficie di base ( nel caso in questione avremmo una riduzione di 30 mq di superficie x altezza di m 3 = 90 mc) oppure diminuendo l'altezza sui cento metri di superficie di base. Chiunque vorrebbe che una possibile soffitta fosse appartamento alto tre metri, ma le regole si rispettano.
Luigi Rebecchini

"L’Ufficio Tecnico Comunale ha accertato che la demolizione della porzione abusiva non sarebbe stata possibile senza compromettere la stabilità dell’intero immobile". Ecco, su questo punto farei senz'altro, (fossi il vicino) un bel processo di cognizione...

Commento modificato il 23 maggio 2013

Se un cttadino ha una volumetria ancora da sfruttare e nella sopraelevazione deve per motivi statici appoggiarsi sui muri perimetrali non ha altra scelta per restare nella volumetria consentita stare attento all'altezza. Se vi è un eccesso di volumetria non consentita vuol dire che bisognava tenersi semplicemente piu' bassi. Ma a questo il Comune non ha pensato..., comunque vi allego il link dell'ordinanza che dispone il pagamento e la ripresa dei lavori. Aggiungo che il DPR 380/2001 citato nell'ordinanza prevede prima della sanatoria una attenta valutazione da parte del dirigente.
http://www.comune.senigallia.an.it/pubblinfor/delibere/originali/OR_2013_95.pdf


Luigi Rebecchini




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