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Abuso edilizio al Portone: il Comune 'sana' un appartamento di 100 metri quadri

3' di lettura Senigallia 21/05/2013 - “Al Portone si può costruire un piano in più di 100 metri quadri pagando al Comune 57 mila euro”. E' la denuncia lanciata dai consiglieri del Coordinamento Civico Roberto Paradisi e del Gruppo Misto Luigi Rebecchini che si sono fatti portavoce della protesta di due cittadini, vittime di un abuso edilizio perpetrato da un vicino di casa.

“La Polizia Municipale, su segnalazione dei vicini, riscontra nel 2011 l'abuso edilizio commesso dal proprietario di un'abitazione che costruisce un piano in più, un appartamento di circa 100 metri quadri, e ne sospende i lavori -racconta Rebecchini- nel 2013 però un'ordinanza a firma del dirigente Gianni Roccato annulla il blocco dei lavori e dispone una sanzione di 57 mila euro come sanatoria. Si tratta di un'azione illegittima sconcertante a fronte di un abuso accertato dalla Municipale di 90,20 metri cubi. Per rimediare all'abuso, dato che i lavori sono ancora in corso, sarebbe stato sufficienti ridurre l'eccesso di volumetria ma ovviamente il Comune non lo ha fatto perchè a quel punto il proprietario si sarebbe ritrovato con un piano non abitabile per la mancanza dell'altezza”.

“Il Comune sbaglia anche quando rilascia il permesso di costruire perchè basato su un progetto redatto dalla progettista Margherita Abbo Romani non attinente al vero. Infatti si dichiara che la casa prima dei lavori ha un'altezza di 10 metri mentre invece è di 7,28 -precisa l'avvocato Cristian Venuti, legale dei signori Sandro Torelli e Gianluigi Trianni- il Comune autorizza i lavori sulla base di un progetto falso e così si arriva all'innalzamento di un piano abusivo. Illegale anche la decisione di sanare l'abuso con il pagamento di 57 mila euro. La legge nazionale parla chiaro: la sanzione economica è applicabile solo per abuso generati da vizi di forma. In tutti gli altri casi l'abuso va rimosso ”.

Contro la sanatoria del Comune i due privati confinanti hanno presentato ricorso al Tar chiedendo che l'abuso venga rimosso o con l'abbattimento del piano in più o con la riduzione della volumetria in eccesso. “In questo secondo caso però la cosa sarebbe sconveniente per la proprietà perchè si ritroverebbe non con un appartamento del valore di 400 mila euro e pagato 57 milama con una soffitta -aggiunge Paradisi- nella città in cui il Comune ti impone anche le tende che devi mettere, esistono cittadini normali e altri non-normali. Ecco allora che assistiamo allo scandalo per cui un intero piano abusivo viene condonato dal semplice parere di un tecnico. Francamente fa quanto meno ridere la giustificazione addotta dal Comune per cui non potevano accorgersi del falso progetto presentato dal progettista della proprietà per mancanza della strumentazione necessaria".

Deluso e amareggiato uno dei due ricorrenti al Tar. "Il danno che sto subendo non è solo concreto (perchè mi ritrovo i balconi del vicino dentro al mio giardino e la mancanza delle distanze regolamentari -sottolinea Torelli- ma sono stato danneggiato anche nella mia dignità di cittadino. La zona in questione, del prg, è stata elogiata dagli Amministratori per mesi, durante incontri pubblici, per il suo valore storico tanto che l'85% degli edifici può essere soggetto solo a risanamento conservativo. E poi ecco un abuso così sconcertante passato sotto silenzio dietro al pagamento di denaro".








Questo è un articolo pubblicato il 21-05-2013 alle 18:21 sul giornale del 22 maggio 2013 - 5993 letture

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