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Incontri pubblici sulla fusione dei Comuni di Ripe, Monterado e Castelcolonna

Massimo Bellucci 4' di lettura Senigallia 15/05/2013 - Si stanno svolgendo gli ultimi incontri pubblici sul tema della fusione dei comuni di Castel Colonna, Monterado e Ripe.

E’ in programma un incontro giovedì 16 a Castel Colonna, presso il teatro e venerdì 17 a Ripe in piazza Leopardi, entrambi con inizio alle ore 21. Nelle ultime settimane i cittadini si stanno interrogando sulle ragioni che spingono le amministrazioni a mettersi in gioco in questo impegnativo passaggio, si interrogano sulle ragioni che, anche sul piano culturale, legano questi territori. La cultura del lavoro contraddistingue un territorio che, a partire dal 1475 sino ai primi dell’Ottocento, è appartenuto al Commissariato di Tomba, riunendo sotto una unica autorità amministrativa i castelli di Tomba, ossia Castel Colonna, Monterado e Ripe.

Ma già da prima di tale data una innovativa organizzazione del lavoro agricolo caratterizzava le terre di Frattula, che si estendevano all’incirca sulla medesima area e anche oltre. Le numerose industrie ed attività artigianali sono la testimonianza che la cultura del lavoro ha messo radici e contraddistingue la nostra regione, contraddistingue anche quella parte di territorio che sceglierà se unirsi in un nuovo comune con il referendum in programma domenica e lunedì prossimo.

Le terre di Frattula, che grazie alla lungimiranza dei monaci dopo il Mille hanno organizzato il lavoro agricolo su nuove basi, la fabbrica di tessuti che è sorta a Monterado nel Settecento nell’alveo dello Stato Pontificio, la Fornace Allegrezza di Passo Ripe costruita alla fine dell’Ottocento, rappresentano tanti fili che formano una unica trama contraddistinta da una idea positiva di lavoro. Marco Giardini, presidente dell’associazione Terre di Frattula a proposito della fusione afferma: “Tutti gli operatori economici hanno una ulteriore opportunità di crescita grazie alla fusione, in particolare gli operatori del settore agricolo: i nostri produttori di olio, di vino, tutte le nostre aziende non potranno che beneficiarne, in quanto fruiranno di servizi più efficienti. Già da oggi la nostra associazione, nata sulla base di una ricca documentazione storica – prosegue il presidente Giardini – comprende aziende di più comuni, anche oltre i nostri tre, quindi siamo già in una ottica territoriale ampia.”

Il lavoro artigiano è celebrato a Ripe ogni anno con una festa: “La festa degli artigiani, in programma anche quest’anno, è uno dei momenti di valorizzazione del lavoro artigiano che si svolge da anni - afferma Elena Morbidelli, presidente dell’associazione Il Paese dei Mestieri - inoltre ci sono altri eventi, come i numerosi laboratori nei quali i bambini insieme ai nostri artigiani imparano quelle abilità manuali che vanno scomparendo. Per questo - prosegue la presidente – l’ipotesi di fusione non può che giovare a tutti, poiché c’è la possibilità di agire più facilmente su un territorio più ampio, con maggiori possibilità di valorizzare le tante figure di artigiani presenti anche nei territori di Castel Colonna e Monterado.”

Il presidente del circolo Arci “A. Cervi” di Ponte Rio afferma: “come presidente di un circolo che comprende centinaia di soci posso affermare che con la fusione i cittadini e gli operatori economici hanno tutto da guadagnarci, sia in termini di miglioramento dei servizi, sia in termini di ottimizzazione delle risorse. Ogni anno organizziamo la sagra della goletta, con l’intento di valorizzare le tradizioni enogastronomiche locali, ma anche in veste di ex assessore di Monterado – prosegue il presidente Gregorini – credo che la fusione apporterà benefici, anche in vista di una più capillare diffusione dei servizi in quei territori che possono apparire ai margini, come Ponte Rio, ma che in questa nuova realtà saranno valorizzati ad esempio con l’apertura di sportelli proprio nelle frazioni”.

Tutti e tre gli interlocutori concordano che ci sono anche altre ragioni che spingono verso il “si” alla fusione, non ultime quelle economiche: i tagli operati dal governo, il patto di stabilità che rende difficile fare investimenti, unitamente alla crescente domanda di servizi stanno determinando una crescente difficoltà negli enti pubblici soprattutto se di piccole dimensioni. Con la fusione ci sono significativi incentivi economici che si traducono in maggiori trasferimenti da parte di stato e regione, c’è inoltre la deroga al patto di stabilità per diversi anni, quindi c’è la possibilità compiere quegli investimenti che altrimenti sarebbero impossibili. La difficile situazione attuale si può affrontare con nuovi e più efficienti servizi, dove la politica del territorio e la politica del lavoro trovino nuovi stimoli e più entusiasmo da parte di tutti i cittadini.






Questo è un articolo pubblicato il 15-05-2013 alle 15:46 sul giornale del 16 maggio 2013 - 1315 letture

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