statistiche accessi

Comitato 2 Si Acqua bene Comune: 'Acqua come diritto umano o merce?'

rubinetto acqua 2' di lettura Senigallia 08/05/2013 - Finalmente emerge con chiarezza, le Amministrazioni Locali e il gestore (Multiservizi SpA) considerano l’acqua di fatto una merce come le altre e il servizio idrico un puro servizio a domanda individuale anch’esso come tanti altri.

I 2400 distacchi in un anno di contatori per morosità (dato pubblicato il 6 maggio dalla stampa locale relativo alla Provincia di Ancona) rendono evidente questo stato di cose.

E’ vero sarebbe necessario avere i dati disaggregati, quanti distacchi riguardano le aziende e quanti le civili abitazioni, ma questo non sposterebbe minimamente i termini della questione.

Nel 2010 l’ONU ha riconosciuto l’accesso all’acqua come diritto umano universale.

Molti Comuni inserendo questo stesso concetto all’interno dei propri Statuti, hanno dato prova di attenzione e sensibilità, che, però, alla luce dei fatti, appaiono sempre più come operazioni cosmetiche, un po’ di belletto e tutto rimane come prima.

Qualcuno si interroghi, per favore. Cosa vuol dire che l’acqua è un diritto umano, che l’acqua non è una merce, se tranquillamente potete negare questo diritto e le persone possono essere discriminate nell’accesso per ragioni economiche?

Possono essere discriminate perché sono povere, o meglio sono state così impoverite da non poter pagare neanche la bolletta dell’acqua. Il tutto mentre la Multiservizi SpA ha aumentato dal 2008 ad oggi la tariffa dell’acqua di circa il 60%.

Ma siete sicuri che basti un po’ di paternalismo, un “chiedeteci aiuto” e che non occorra invece che si compiano scelte che rendano quel diritto sempre e comunque rispettato?

Ed ancora, cari Sindaci e Istituzioni, vi siete posti il problema che il distacco dell’acqua determina problemi, oltre che di inabitabilità della casa, anche di ordine igienico sanitario dei quali dovreste tener conto e farvene carico “ordinando” al gestore Multiservizi SpA il divieto di distacco?

Nella nostra proposta di legge di iniziativa popolare per una nuova gestione dell’acqua, ferma in Parlamento dal 2007 e nelle tante discussioni, prima, durante, e dopo il referendum del 2011 abbiamo sottolineato la necessità di riconoscere 50 litri gratuiti di acqua al giorno a persona.

I 50 litri non sono una invenzione, è il quantitativo considerato diritto umano e minimo /vitale giornaliero di acqua indicato dall’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) per l’alimentazione e l’igiene umana.

Cari Sindaci volete iniziare a ragionare sulla concretizzazione di tale indicazione? Oppure volete continuare a rimanere incatenati alle logiche di mercato, per le quali “l’acqua è un diritto se hai i soldi per pagarla”?

Garantire l’erogazione del quantitativo minimo vitale e, quindi, non procedere alla sospensione è possibile.

Noi siamo qui, disponibili a confrontarci e soprattutto a continuare le iniziative e la lotta perché i diritti inviolabili delle persone vengano garantiti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-05-2013 alle 19:23 sul giornale del 09 maggio 2013 - 1176 letture

In questo articolo si parla di attualità, acqua, rubinetto

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/MHI





logoEV
logoEV
logoEV