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Infiltrazioni a Palazzo Gherardi: il comune 'costretto' a sistemare il tetto

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opere rubate a palazzo Gherardi

Palazzo Gherardi cade a pezzi. Lo storico edificio, lascito del conte Adolfo nel 1870 alla città di Senigallia e per anni sede del liceo classico Perticari, versa in condizioni sempre più disastrose. Con la chiusura per problemi strutturali e il conseguente trasferimento del liceo nella nuova sede di via Rossini, per il palazzo dei Portici Ercolani è iniziato un lento ed inesorabile declino.

Proprio in questi giorni il Comune è dovuto intervenire con un provvedimento di emergenza per tamponare le infiltrazioni piovane che dal tetto scendono all'interno dell'edificio. Un lavoro costretto dal fatto che il primo piano dell'immobile è utilizzato come deposito-archivio da alcuni uffici comunali quali biblioteca, anagrafe, stato civile ed elettorale che così risultavano danneggiati dalle acque meteoriche.

Come intervento tampone il Comune ha proceduto con una manutenzione d’urgenza del manto di copertura in tegole, sostituendo quelle rotte e riposizionando quelle smosse dall'usura oltre alla eliminazioni di eventuali sporcizie che potrebbero provocare nuove infiltrazioni. Il destino di Palazzo Gherardi a questo punto appare segnato. Il Comune non ha mai fatto mistero della volontà di alienare l'immobile, nonostante varie battaglie mosse da comitati e dalle varie opposizioni succedutesi nelle amministrazioni. Proprio a causa degli alti costi sia di manutenzione che di un'eventuale gestione dell'immobile, l'ente non sarebbe in grado di farsene carico.

Nel 2008 l'approvazione del piano particolareggiato del centro storico ha aperto un nuovo scenario per Palazzo Gherardi. Il piano Cervellati infatti prevede un cambio di destinazione d'uso da edificio pubblico a residenziale aprendo così alla possibilità di vendere l'immobile per ricavarne appartamenti. Un punto che a suo tempo aveva diviso anche la maggioranza di governo allora presieduta dall'ex sindaco Luana Angeloni. Proprio per questo in extremis fu inserito un emendamento al piano Cervellati che rinviava ad “un ulteriore passaggio in Consiglio ogni decisione per il cambio di destinazione d'uso”.



opere rubate a palazzo Gherardi

Questo è un articolo pubblicato il 27-03-2013 alle 23:55 sul giornale del 28 marzo 2013 - 3708 letture