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Antonio D'Agostino: una mostra alla Rocca Roveresca

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Rocca Roveresca a senigallia
Evento d’arte di prestigio alla rocca Roveresca per cui è prevista la presenza dell’autore, di collezionisti ed artisti. Si tratta della mostra antologica di Antonio D’Agostino alla Rocca Roveresca, che si apre venerdì alle ore 18.

L’esposizione rientra tra gli eventi finalizzati alla vasta rilevazione in corso sugli autori protagonisti della pittura concettuale promossa da Assessorato alla cultura e Musinf di Senigallia. Una rilevazione, che aveva avuto il suo avvio nel 2010 alla Rocca Roveresca con la vasta esposizione Struttura Pittura. La retrospettiva dedicata ad Antonio D’Agostino allinea, con la collaborazione della Galleria Valmore di Vicenza e di collezionisti come Aprile D’Agostino di Firenze, Francesca Soranzo di Vicenza, Sergio Zompetti di Treviso, opere dal 1960 al 2009. Come spiegano l’assessore alla cultura, Stefano Schiavoni ed il direttore del Museo Carlo Emanuele Bugatti, l’itinerario espositivo consente di ripercorre le tappe dell’avventurosa vicenda di Antonio D’Agostino, un autore che si è affermato, anche fuori dei confini nazionali, sia nel campo della pittura sia in quello del cinema e della video arte. Nel 1979 la sparizione volontaria di Antonio D’Agostino era stata anticipata da un comunicato video, realizzato da Pierre Restnay.

Si trattava di un comunicato che, per il prestigio indiscusso di Restnay, aveva fatto grande effetto anche sul grande pubblico e non solo negli ambienti delle arti visive. La sparizione volontaria bene si iscriveva nelle atmosfere di quel tempo in cui cominciava a diffondersi la consapevolezza di come l’arte non riuscisse più ad incidere sulla società, schiacciata dalla mercificazione di cose e persone. Dopo l’annuncio della scomparsa d’Agostino si era trasferito a Parigi. Qui aveva continuato a dedicarsi al cinema ed alla video arte, di cui è stato uno dei primi protagonisti. A Parigi aveva collaborato con Troffaut (La peau douce), Caillat (Un amore scombinato), con Trintignan ed altri. Nonostante la lontananza da Roma aveva continuato la collaborazione con Alfonso Gatto e Pier Paolo Pasolini, che hanno partecipato alla stesure del film Complicity, uscito nel 1995, cioè tanti anni dopo. Se la scomparsa annunciata di D’Agostino era stata clamorosa anche il suo Rientro a Roma nel 2006 non è passato sotto silenzio. Infatti ha subito realizzato video di grande interesse e ha ottenuto il riconoscimento della partecipazione alla mostra itinerante, curata da Achille Bonito Oliva, intitolata “Il gioco è fatto, al Museo Vostell e ai Musei d’arte contemporanea di Cordoba e Siviglia (2008).

Ad indurlo a ritornare all’arte è stato, come dichiara lo stesso D’Agostino, il desiderio di continuare l’azione, la testimonianza dei suoi amici Mimmo Rotella, Raymond Hains, Pierre Restnay. Azioni e testimonianze che la morte aveva interrotto. Nel 2010 Alla Biennale Fluxus, all’Auditorium di Roma, curata da Achille Bonito Oliva, Antonio D’Agostino ha presentato le foto realizzate, negli anni Settanta, per le performances di Nam June Paik e Giuseppe Chiari . Per volontà di Antonio D’Agostino, che ha personalmente lavorato, insieme ad Alfonso Napolitano, nel laboratorio di stampa fotografica del Musinf, le suite complete di queste foto fanno oggi parte della raccolta del Museo comunale d’arte moderna di Senigallia. Inoltre le foto di protagoniste dell’arte contemporanea come Yoko Ono, Marina Abramovic, Carlotte Moorman stanno entrando a far parte della fototeca del Museo Nori De’Nobili di Ripe, come verrà annunciato in una conferenza stampa che è preannunciata negli spazi della mostra di D’Agostino alla Rocca Roveresca sabato mattina alle 12.



Rocca Roveresca a senigallia

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-03-2013 alle 11:24 sul giornale del 02 marzo 2013 - 2753 letture