Comitato per la salute pubblica: le strutture sanitarie di Mondolfo aggregate a quelle di Senigallia

Ospedale 2' di lettura Senigallia 05/02/2013 - L’ospedale unico tra Pesaro e Fano si farà, dopo le elezioni con molta probabilità avrà una accelerazione.

Si farà perché risponde a due risposte eccezionali: quella occupazionale, un “affare” di diverse centinaia di milioni d’euro darà lavoro a molti; quella di frenare se non eliminare la mobilità passiva sanitaria verso il Nord, molto onerosa per le casse regionali. La geografia ospedaliera della nostra provincia si va già delineando. Un solo ospedale per l’entroterra che è Urbino, un nuovo ospedale che è l’Azienda ospedaliera Marche Nord. Quando il tutto verrà realizzato Mondolfo si troverà ancora più lontano dagli ospedali di Area e per ripagare gli investitori privati che contribuiranno a realizzare il nuovo ospedale per molti anni a venire ci saranno scarse risorse da destinare alle altre strutture sanitarie non ospedaliere.

Se questo è lo scenario futuro della sanità pesarese è giusto che la comunità mondolfese si interroghi su ciò che è più conveniente fare. A Sud di Pesaro si sta potenziando un triangolo ospedaliero costituito da Pergola, Fabriano e Jesi che ha un grande bacino d’utenza ed attualmente l’ospedale di Senigallia è trascurato, ma nel futuro tra il polo ospedaliero pesarese e quello di Torrette ci sarà solo Senigallia a fare da filtro e Senigallia dista solo 10 Km. da Mondolfo. Mondolfo fa parte della curia vescovile di Senigallia, i nostri avi frequentavano regolarmente i mercati e le fiere di Senigallia piuttosto di altre.

Attualmente molti mondolfesi utilizzano l’ospedale di Senigallia. Non dimentichiamo che 35 anni fa, in occasione della fusione dell’Ospedale Bartolini di Mondolfo con il Santa Croce di Fano, fu stipulato un patto tra le due amministrazioni che prevedeva il potenziamento dell’Ospedale di Mondolfo invece il personale e le risorse, nel corso degli anni, sono state sempre dirottate verso Fano col risultato che l’ospedale di Mondolfo non c’è più. Con Senigallia sarebbe stato diverso? Forse, non lo sappiamo.

Quello che sappiamo è che, per la sua posizione geografica, Senigallia può avere un futuro che certo Fano non ha. Allora perché non aggregare Mondolfo alle strutture sanitarie di Senigallia? Non è più omogeneo a Senigallia che a Fano? Il precedente esiste: Pergola, per decreto regionale, è stata dichiarata omogenea a Fabriano. Questo è il nuovo fronte che abbiamo aperto. Ci stiamo organizzando per sentire i mondolfesi cosa ne pensano, tutti i mondolfesi e non solo una parte.


da Comitato a Difesa dei Diritti
Coordinamento la Salute ci Riguarda





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-02-2013 alle 10:45 sul giornale del 06 febbraio 2013 - 2281 letture

In questo articolo si parla di attualità, fano, mondolfo, ospedale, senigallia, salute, letto, degenti

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Non sarebbe male per Senigallia che il bacino di utenza del suo ospedale si allargasse. Sarebbe un motivo in più per mantenerlo aperto.
E Marotta è veramente vicina.

Vedo una buona cosa per la collettività
In questo modo la srutturs ospedaliera di
Senigallia potrebbe essere potenziata

L'articolo in questione non fa altro che sollevare, per l'ennesima volta, un problema sanitario che grazie alla politica e ai suoi "seguaci" ricade in pieno sui cittadini, in questo caso di Mondolfo, arrecando carenze e disagi.
Quanto scritto dall'articolista, tra parentesi scritto bene e spiegato meglio, non è che l'ennesima causa della scelleratezza politica che continua ad effettuare i tagli sulla Sanità in questo caso, e sulla scuola in altri casi. Uno Stato e un governo che taglia due "linee primarie" del popolo è un governo ignobile. La sanità è un diritto, e invece di tagliare ospedali, strutture, personale e altro, dovrebbero loro tagliarsi i privilegi in primis, e poi abbattere l'enorme quantità di spese futili, benefit e altro, che invece non vengono mai toccate.
Anche le Marche è dietro questo vincolo, per esempio l'Area Vasta 2 deve tagliare per 181 milioni di euro, follia pura!!!
Non sbaglia l'articolista nel disegnare uno scenario non certo edificante per quanto riguarda gli abitanti di Mondolfo, e non sbaglia nel proporre forse l'unica cosa valida visti tutti i disagi che hanno. Pochi Km distanziano Mondolfo da Senigallia, quindi l'idea di aggregare Mondolfo mi trova d'accordo stante l'attuale situazione.
Dove non arriva la politica e dove non vogliono arrivare le "menti perverse" dei politici, ecco che persone normali, semplici cittadini, cercano di risolvere i problemi saltando gli interessi che, guarda caso, politica e politici ne sono pieni.
Certo, è una soluzione di ripiego, ma da come è stata esposta dall'articolista sembra proprio l'unica praticabile. Da abitante di Senigallia sono ben lieto di poter aiutare chi ha bisogno di essere aiutato, quindi penso che l'idea si possa cavalcare tranquillamente.
Ovviamente a Senigallia non è tutto rose e fiori, anche il nostro ospedale paga le scelleratezze della politica con sostanziali tagli, economici e di personale. Ovviamente l'amministrazione locale, per bocca proprio del Sindaco Malangiardi ce la racconta in maniera diversa, minimizza e fa i proclami del "va tutto bene benissimo" quando così non è perchè i disagi e i disguidi ci sono tutti. Per ultimo la sospensione delle visite del reparto di dermatologia perchè non si trovano seimila euro per riparare un appercchio che ne costa molto di più. Assurdo? No, normale amministrazione di questa politica, i soldi per le consulenze inutili si trovano sempre, quelli che veramente servono no.
Morale della favola, al di là dei problemi dell'ospedale di Senigallia, ben vengano i cittadini di Mondolfo, chissà che questo non possa servire alle "menti pensanti" (molto poco pensanti...) locali per cercare di subire meno tagli e cercare di far capire che oltre a Jesi e Fabriano esiste anche Senigallia....almeno sulla cartina ci siamo, cerchiamo di esserci anche con i servizi!
A buon intenditore poche parole, vero Maurizio? ;-)




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