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Commercio esasperato, Cna e Confartigianato: 'A rischio il centro storico'

saldi 2' di lettura Senigallia 27/01/2013 - Il commercio senigalliese vittima della crisi economica rischia il tracollo. Dopo la chiusura di diverse attività del centro storico, ora in molti a fronte dell’aumento delle spese e del calo delle vendite, ipotizzano la chiusura: “Se continua così chiudo” o “Alla prima occasione cedo l’attività”.

A dichiararlo sono le associazioni di categoria che evidenziano, ad eccezione di una parentesi positiva nei primi giorni di saldi, un calo complessivo del -15%. “La spinta positiva che il commercio aveva registrato sotto Natale con le vendite straordinarie si è esaurita- conferma Massimiliano Santini, segretario Cna - Nonostante sono partiti tutti con uno sconto del -50%, le vendite sono in calo”. “La delicata fase in cui ci troviamo impone cautela e realismo- aggiunge la presidente Cna Giovanna Curto- Le imprese hanno fatto sacrifici, assottigliando i propri margini di guadagno, pur di contenere il tracollo delle vendite. Ma non basta”.

Un calo sostanziale che, incrementando una situazione già critica, esaspera i commercianti. “Esasperati e non vedendo avanti a sé un futuro roseo in molti stanno pensando di chiudere- dichiara Giacomo Cicconi Massi segretario Confartigianato - Il centro storico, che ha già visto abbassare definitivamente diverse saracinesche, è a rischio. E le aperture non bastano a bilanciare”. Ad incidere, per le associazioni di categoria, sono anche gli affitti troppo cari, l’aumento dell’Iva e della Tassa sui rifiuti e servizi, oltre le liberalizzazioni. “I negozi del centro sono per lo più piccole attività che non si possono permettere dipendenti e che, per cercare di competere con le grandi distribuzioni, devono fare orari da centro commerciale, con aperture serali e orari continuati - osserva Cicconi Massi- Questo li costringe a stare in negozio per giornate intere senza gli adeguati guadagni”.

Concorde la Cna. “L’apertura di nuove strutture commerciali impersonali e sganciate dal sistema socioeconomico in cui sono catapultate ha innescato una deleteria cannibalizzazione del sistema distributivo e determinato la scomparsa di molte piccole attività presenti nei centri urbani limitrofi- sottolinea Santini- Intendiamo con ogni mezzo ostacolare il processo istituzionale e le connesse autorizzazioni che precedono l’avvio dei lavori di ulteriori opere che tendono a sacrificare le nostre tradizioni culturali ed imprenditoriali, sane, oneste e genuine, in nome del falso rinnovamento, appellandoci al senso di responsabilità della politica e delle istituzioni che non debbono piegarsi alla logica della convenienza economica”.






Questo è un articolo pubblicato il 27-01-2013 alle 05:28 sul giornale del 28 gennaio 2013 - 2825 letture

In questo articolo si parla di attualità, centro storico, senigallia, corso 2 giugno, Sudani Alice Scarpini

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