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Crisi del commercio, Cna: 'Basta con i centri commerciali'

massimiliano santini 2' di lettura Senigallia 25/01/2013 - Basta con gli interessi economici e le operazioni speculative ai danni delle comunità locali. Basta con le false promesse occupazionali, i fantomatici volani economici o presunte attività collaterali. Senza parlare poi delle ricadute economiche ed occupazionali, tutte ancora da dimostrare, sebbene le statistiche intanto parlino di tre posti di lavoro persi nei piccoli negozi ogni lavoro precario acquisito nella grande distribuzione.

La politica e le istituzioni non debbono piegarsi alla logica della convenienza economica o qualsivoglia ritorno sul piano infrastrutturale e viario, poiché in tal caso sarebbero loro stessi chiamati a risponderne al tessuto economico che ha investito e riversato le loro risorse nel comprensorio, in qualità di corresponsabili del processo di desertificazione economica che la crisi ha avviato da anni e sta continuando a colpire duro.

Palesi dimostrazioni dei danni cagionati all’intero territorio dall’apertura di nuove strutture commerciali impersonali e sganciate dal sistema socioeconomico in cui sono catapultate ce ne sono lungo tutta la nostra Penisola e anche la zona a sud di Ancona, densamente popolata di grandi aggregazioni e parchi commerciali, ha innescato una deleteria cannibalizzazione del sistema distributivo e determinato la scomparsa di molte piccole attività presenti nei centri urbani limitrofi, canalizzando i flussi commerciali verso le principali direttrici viarie.

Dunque, vogliamo veramente realizzare una struttura faraonica per rendere più prestigiose le porte di accesso ai centri abitati, concedendo con miope benevolenza il nostro territorio ai grandi gruppi immobiliari e successivamente alle catene di abbigliamento con le loro appendici alimentari o ricettive?

La Cna non ci sta ad assistere all’ennesima opera che tende a sacrificare le nostre tradizioni culturali ed imprenditoriali, sane, oneste e genuine, in nome del falso rinnovamento, salvo poi doversi ricredere di fronte alle velleitarie ed aleatorie e comunque precarie promesse occupazionali.

La denuncia partita qualche anno fa dunque prosegue e dopo aver sollevato la questione all’amministrazione senigalliese, che comunque ha preso atto delle ragioni della protesta, intendiamo con ogni mezzo ostacolare il processo istituzionale e le connesse autorizzazioni che precedono l’avvio dei lavori, appellandosi al senso si responsabilità della politica, che in questa fase dovrebbe essere particolarmente spiccato.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-01-2013 alle 19:37 sul giornale del 26 gennaio 2013 - 2480 letture

In questo articolo si parla di attualità, lavoro, cna senigallia

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