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Visita al centro di accoglienza all'Hotel Lori: ecco le ragioni delle criticità

hotellori 4' di lettura Senigallia 15/01/2013 - Mohamed Malih, mediatore culturale, ha incontrato i titolari dell'Hotel Lori che ospita il centro di accoglienza e i profughi al centro di una rissa che è costata l'espulsione dal protocollo di accoglienza a sei di loro.

Mohamed, in qualità di mediatore culturale hai avuto occasione di visitare l'Hotel Lori e di parlare con i rifugiati. Che impressione hai avuto?
"Sono stato martedì mattina per farmi un'idea di quanto stava succedendo. La mia impressione è di desolazione. C'era un rifugiato intento a fare la colazione, un altro che ascoltava la radio dal cellulare. Insieme ad altri giornalisti e scrittori migranti dislocati un po’ su tutto il territori nazionale stiamo seguendo da vicino la cosiddetta "emergenza profughi”. Parliamo di 500 persone nelle Marche e di oltre 20.000 in tutt’Italia. È un’emergenza che va avanti da due anni in seguito alle primavere arabe e alla guerra in Libia. Molti di loro sono stati accolti nelle Marche in piccole strutture, dove hanno anche potuto studiare, socializzare, prendere titoli di studio. Quasi tutti sono ancora in attesa della risposta alla richiesta di riconoscimento dello status di rifugiato, lo stesso per cui il Governo ha per due anni col DPCM 5.4.2011 finanziato le regioni e le strutture. Ora sono le Prefetture che hanno preso la situazione in mano.

Cosa c'era di "desolante"? La struttura non è adeguata?
"Diciamo che non mi è sembrata molto accogliente: divani logori, bici e carcasse di bici ammassate all'ingresso, comunque nulla di irrecuperabile basterebbe una riassettata".

Probabilmente è comunque meglio della situazione da dove provengono i profughi...
"Certo, è sempre meglio essere vivi che morti. Credo comunque che lo standard di riferimento non devono essere le più o meno disastrate situazioni di partenza, ma quelle di un’accoglienza che metta in primo piano la dignità delle persone".

Nella struttura, a quanto pare, non è presente nessun mediatore culturale. Come mai?
"La signora con cui ho parlato la titolare, molto gentile e disponibile nello spiegarmi la situazione, dice che non ne sentiva la necessità perché il marito in qualche modo le fa da mediatore per la sua conoscenza delle lingue. Ma quando ho detto che ero anch'io mediatore ha voluto il mio numero perché non si sa mai, potrebbe averne bisogno.

Hai parlato con alcuni rifugiati? Cosa fanno tutto il giorno?
"Ho scambiato solo un paio di battute con alcuni di loro. Mi son sembrati tranquilli, di una tranquillità simile alla rassegnazione. Mi sembrava indelicato stare lì a fare domande su come impiegassero il loro tempo visto che li vedevo per la prima volta, ma la noia era palpabile".

Possono uscire dalla struttura?
"Sì certo. Hanno lo status di profughi, possono circolare liberamente su tutto il territorio nazionale. L'albergo Lori però è abbastanza defilato e raggiungere il centro senza mezzi è difficile. Questo contribuisce a tenerli ancora più isolati".

Se un rifugiato trovasse lavoro può accettarlo o non ha i documenti in regola per farlo?
"Sì può lavorare perchè hanno un regolare permesso di soggiorno. La ragazza che gestisce l’albergo mi ha detto che sono stati attivati vari tirocini in collaborazione con l’ufficio dell’impiego di Senigallia e Jesi".

Nelle poche battute che hai scambiato con i rifugiati, questi si sono lamentati per qualcosa?
"Mi hanno detto che negli ultimi mesi non avrebbero ricevuto la diaria giornaliera 2.5 euro a cui hanno diritto. Sembrerebbe sia stata questa la causa scatenante dei fatti dei giorni scorsi".

I gestori dell'albergo che problemi incontrano con i rifugiati?
"La signora con cui ho parlato si è lamentata della cultura maschilista di alcuni, che hanno avuto un modo di rivolgersi a lei particolarmente irruento. Dice che non hanno capito che qui la donna è pari all'uomo e che quindi può fare tutto. Ecco, qui ad esmpio un mediatore culturale sarebbe stato utile".

Perché la proprietà dell'Hotel Lori non vuole parlare con la stampa secondo lei?
"La signora mi ha detto che ci tiene ai suoi ospiti ed è preoccuppata che il polverone mediatico sollevato in questi giorni possa nuocere ai ragazzi. Che magari si sparge la voce che sono dei violenti e quindi nessuno gli da più lavoro o casa quando finiranno, perchè prima poi finiranno, i programmi assistenziali da cui ora sono tutelati".






Questa è un'intervista pubblicata il 15-01-2013 alle 19:52 sul giornale del 16 gennaio 2013 - 3551 letture

In questo articolo si parla di michele pinto, mohamed malih, politica, hotel lori, intervista

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